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Politica

forza italiaLa Commissione europea boccia il Piano di Sviluppo Rurale della Puglia 2014-2020, Di Donna (Forza Italia): “Vicenda imbarazzante che offende gli agricoltori della nostra regione e della provincia di Foggia”

“Immagino che anche in questo settore Michele Emiliano proverà a prendere le distanze dal decennio di governo di Nichi Vendola, continuando a far finta che il Partito Democratico, di cui è stato ed è segretario regionale, non porti sulle spalle la responsabilità politica anche di questa imbarazzante figuraccia”

“L’unica possibile discontinuità rispetto a questo scenario desolante è quella rappresentata dal centrodestra e da Adriana Poli Bortone, con la quale vogliamo mettere in campo un progetto di piena valorizzazione della nostra agricoltura, che merita ben altra attenzione e serietà rispetto a quella dimostrata sino ad oggi dal centrosinistra”

“Al peggio non c’è mai fine, verrebbe da dire leggendo le motivazioni con cui la Commissione europea ha bocciato il Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 presentato dalla Regione Puglia. Motivazioni che fanno impallidire per il modo in cui mettono in evidenza la sciatteria e la superficialità amministrativa di chi, in questi dieci anni, è stato al governo della nostra regione”. Così Michaela Di Donna, candidata al Consiglio regionale della Puglia alle elezioni per prossimo 31 maggio e capolista della lista di Forza Italia in provincia di Foggia.
“I rilievi mossi dalla Commissione europea al documento prodotto dalla Regione Puglia lasciano sbigottiti. Con 640 osservazioni vengono infatti evidenziate mancanze, scivoloni grossolani, confusioni sul piano normativo che potrebbero assestare un colpo mortale alla nostra agricoltura, cioè al settore strategico dell’economia pugliese – dichiara Michaela Di Donna –. Non soltanto la nostra è stata l’ultima Regione a presentare alla Commissione il proprio Psr, ma lo ha fatto in un modo così frettoloso da aver prodotto una bozza costellata da guazzabuglio di errori, in cui, come la stessa Commissione rileva, persino le tabelle sono illeggibili”.
“Chi aveva la responsabilità di governare la nostra regione è arrivato persino a sbagliare la classificazione della Puglia, definita ‘regione di transizione’ anziché ‘regione meno sviluppata’. Una differenza tutt’altro che trascurabile, dal momento che a questa classificazione è legato il tasso di cofinanziamento dei contributi – sottolinea la capolista di Forza Italia in Capitanata –. A tutto questo si aggiunge, tra le centinaia di censure della Commissione europea, la ‘perla’ rappresentata dalla richiesta di finanziamenti per investimenti ‘immateriali’, che però la Regione Puglia si è dimenticata di specificare, rendendo così impossibile per la Commissione europea un pronunciamento di qualsiasi natura”.
“Gli agricoltori pugliesi e quelli della provincia di Foggia in particolar modo hanno adesso chiara la percezione della serietà con cui il Governatore Nichi Vendola, il Partito Democratico ed il centrosinistra si sono occupati del futuro della nostra agricoltura, tanto osannata in pubblico come asset decisivo per l’economia pugliese quanto bistrattata quando alle parole occorreva far seguire i fatti – incalza Michaela Di Donna –. Immagino che anche in questo settore Michele Emiliano proverà in maniera grossolana a prendere le distanze dal decennio di governo di Nichi Vendola, assicurando ai pugliesi un cambio di passo ed una discontinuità, continuando a far finta che il partito di cui è stato ed è segretario regionale non porti sulle spalle la responsabilità politica anche di questa imbarazzante figuraccia”.
“L’unica possibile discontinuità rispetto a questo scenario desolante è quella rappresentata dal centrodestra e da Adriana Poli Bortone, con la quale vogliamo mettere in campo un progetto di piena e reale valorizzazione della nostra agricoltura, che merita ben altra attenzione rispetto a quella dimostrata sino ad oggi dal centrosinistra. Dobbiamo farlo ponendo particolare impegno verso ‘il Tavoliere delle Puglie’ e l’intera la provincia di Foggia, la cui storia economica e culturale è una storia fatta innanzitutto di agricoltura – conclude la capolista di Forza Italia –. Gli agricoltori della nostra regione e della Capitanata, in cui la qualità del comparto agroalimentare rappresenta una straordinaria eccellenza, esigono dunque risposte autorevoli e programmazioni intelligenti, non spettacoli avvilenti come quello andato in scena sul Piano di Sviluppo Rurale”.