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logofoggiaIl Foggia di Padalino proverà ad entrare nella storia. Sarebbe più opportuno dire “a ritornare nella storia”, quella del calcio che conta, nel campionato di Lega Pro in cui una piazza come Foggia sarebbe già un lusso, ma che attualmente è lontana anni luce.
Potremo riassumere così questa partecipazione del Foggia ai playoff che non darà a nessuno, neanche al vincitore assoluto, la promozione matematica al campionato immediatamente successivo, ma servirà a stilare una graduatoria di ripescaggio per un’estate che si preannuncia calda non solo a livello climatico.
E il Foggia a Santa Maria Capua Vetere, laddove aveva iniziato questo nuovo cammino nove mesi fa, sarà solo. Un condottiero solo con la sua spada  e il suo cavallo, ma orfano di alleati, in mezzo ad una miriade di avversari pronti a farne un trofeo di guerra. La truppa di Padalino, però, ha dalla sua un “corteccia” dura, già ben collaudata e con un anno intero passato in solitudine lontano dallo Zaccheria (si possono contare sulle dita di una mano, infatti, le trasferte in cui i tifosi del Foggia hanno potuto seguire la squadra). Solo ma con una città intera pronta a spingere, seppur a distanza, il proprio paladino oltre il primo ostacolo.
Solo e per di più con un unico obiettivo e con un unico mezzo per raggiungerlo: la vittoria. Non ci saranno altri risultati che potranno dare ai rossoneri il passaggio del turno se non la conquista del “Piccirillo”. In 90 o 120 minuti che potrebbero far continuare questa storia rossonera e proseguire nel tentativo di ritorno nella storia di un calcio più consono al blasone della città.
Fabio Lattuchella