L’Italia ha sempre mostrato un grande fascino per l’antico Egitto, come dimostrano film, libri, documentari, mostre e giochi ispirati a questo immaginario, tra cui book of ra. Piramidi, faraoni, geroglifici e divinità sono diventati simboli immediatamente riconoscibili, capaci di attraversare epoche e mezzi di comunicazione differenti.
Anche osservando la storia di Foggia e del suo territorio è possibile individuare alcuni collegamenti con l’Egitto. Non si tratta di un rapporto diretto e continuativo tra due città, ma di contatti inseriti nelle più ampie reti commerciali, religiose e diplomatiche del Mediterraneo.
La Daunia nelle rotte commerciali del Mediterraneo
Per comprendere i primi possibili rapporti bisogna guardare oltre la città moderna e considerare l’antica Daunia, la regione storica che comprendeva gran parte dell’attuale provincia di Foggia. Il Tavoliere ospitava centri importanti come Arpi, mentre la costa offriva approdi fondamentali per gli scambi, soprattutto attraverso Siponto.
Arpi sorgeva in una posizione strategica ed era collegata al mare attraverso corsi d’acqua e vie terrestri. Siponto, considerata in epoca antica il suo principale sbocco portuale, acquisì successivamente una notevole importanza commerciale durante il periodo romano. Queste connessioni permettevano alla Daunia di partecipare alla circolazione mediterranea di merci, persone e modelli culturali.
Non esistono prove sufficienti per affermare che fossero attive rotte commerciali regolari e dirette tra Arpi e l’Egitto. Tuttavia, prodotti, immagini e idee provenienti dal Mediterraneo orientale potevano raggiungere la Puglia attraverso intermediari greci, fenici, campani o romani. Il collegamento va quindi interpretato come parte di un sistema di scambi molto più vasto.
La diffusione della cultura egizia in epoca romana
Un altro elemento importante riguarda la diffusione dei culti egizi nel mondo romano. Divinità come Iside, Osiride e Serapide furono venerate in numerose città dell’Impero, anche molto lontane dal territorio egiziano.
Mercanti, soldati, funzionari e viaggiatori contribuivano alla circolazione di queste tradizioni. I porti dell’Italia meridionale erano luoghi particolarmente aperti all’incontro tra culture differenti. È quindi possibile che anche gli abitanti della Daunia siano entrati in contatto con simboli religiosi e pratiche provenienti dall’Egitto.
Occorre però mantenere una certa prudenza. Nel territorio di Foggia non è documentato un grande santuario egizio paragonabile a quelli presenti in altri centri dell’Italia romana. Il legame è soprattutto culturale e mediterraneo, non necessariamente la conseguenza di una comunità egiziana stabilmente insediata nel Tavoliere.
Federico II, Foggia e il sultano d’Egitto
Il collegamento più concreto emerge durante il Medioevo, grazie alla figura di Federico II. L’imperatore fece costruire nel 1223 un importante palazzo a Foggia, trasformando la città in una delle sue residenze preferite e in un centro rilevante per l’amministrazione del Regno di Sicilia.
Federico II intratteneva rapporti diplomatici con al-Malik al-Kamil, sultano ayyubide d’Egitto. Le trattative tra i due sovrani portarono nel 1229 a un accordo attraverso il quale l’imperatore ottenne il controllo di Gerusalemme senza una conquista militare tradizionale. Le fonti ricordano inoltre lo scambio di doni e l’interesse di Federico per il dialogo con gli studiosi del mondo islamico.
Non significa che Foggia avesse un rapporto diplomatico autonomo con l’Egitto. La città, però, ospitava una delle corti più importanti dell’imperatore e partecipava indirettamente a una rete politica che arrivava fino al Mediterraneo orientale.
Un legame indiretto ma significativo
I rapporti storici tra Foggia e l’Egitto non possono essere descritti come un collegamento unico e ininterrotto. Sono piuttosto il risultato di epoche differenti: gli scambi dell’antica Daunia, la circolazione dei culti orientali durante il periodo romano e la diplomazia mediterranea di Federico II.
Questi elementi mostrano come il territorio foggiano non sia mai stato completamente isolato. La sua posizione, i collegamenti con la costa e il ruolo assunto nel Medioevo lo inserirono in reti molto più ampie. Il fascino contemporaneo per l’Egitto, oggi presente nella cultura popolare, nei libri e nei giochi, continua quindi una curiosità antica verso una civiltà che ha influenzato per secoli l’immaginario del Mediterraneo.
Ogni piatto parla di identità: dalle orecchiette fatte a mano al profumo intenso dell’olio extravergine, dai formaggi freschi alle friselle condite con pomodoro e mare, fino al contorno principe della tavola, fave e cicoria, alle irresistibili pettole e al dessert per eccellenza, sua maestà il Pasticciotto.