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L'angolo dello psicologo a cura della dott.ssa Ines Panessa

 

Il tema della gelosia. Una lettura psicologica. “Gelosia: un’infinita incertezza di sé”

Il sentimento della gelosia è comune ad un buon numero

di relazioni umane come la relazione madre-bambino, genitore-figlio, coppia, ma in questo articolo tratterò la gelosia nella coppia. E’ un sentimento che si manifesta nei confronti di un altro soggetto con il quale abbiamo instaurato un rapporto d’amore, un legame affettivo più genericamente, e per il quale proviamo un’angoscia di fronte alla minaccia della perdita e dell’abbandono. Per molte persone l’incubo della gelosia è una sofferenza insopportabile. Il sentimento della gelosia ha delle origini molto profonde, parte dall’idea che potrei perdere ciò che ho di più caro. Essa si lega al concetto di possessività, alla possibile perdita di ciò che si ritiene proprio.

La gelosia è anche legata ad aspetti e vissuti soggettivi come l’autostima e la paura di essere abbandonati. E’ necessario distinguere fra gelosia “normale” e gelosia “patologica”. La gelosia normale è inseparabile dall’amore per il partner, ed è sempre presente a livelli accettabili. Anzi se non ci fosse si potrebbe addirittura dubitare se è vero amore. Inoltre serve a far sentire l’amato veramente amato, perchè attraverso la gelosia manifestiamo la paura di perderlo. Si parla, invece, di gelosia “patologica” quando essa assume alcune caratteristiche come la paura irrazionale dell’abbandono e la tristezza per la possibile perdita, anche se ci si trova in situazioni in cui non vi è nessuna minaccia, come la sospettosità per ogni comportamento relazionale del partner verso persone dell’altro sesso; la gelosia patologica ci porta a controllare ogni comportamento dell’ “altro” e a provare invidia ed aggressività verso i possibili rivali, accompagnati da una sensazione d’inadeguatezza e scarsa autostima di noi stessi. La gelosia, quella patologica è, dunque, il timore di perdere qualche cosa che si ritiene essenziale per il proprio benessere e che questo qualcosa, che si ritiene essenziale e di cui altri possano impossessarsene. Essa si manifesta anche in assenza di qualsiasi motivo valido. Spesso proprio la gelosia diventa la causa della rottura di una relazione. Anzi si teme tanto che una relazione possa finire che, senza volerlo, la si fà finire per davvero. La gelosia patologica prende origine da sospetti o circostanze infondate, affondando la sua vera natura in un’angoscia che prende forma nella mente senza nessun riscontro nella realtà. Quest’angoscia produce delle vere e proprie rappresentazioni mentali in cui si “costruisce” il “rivale” e le “prove d’infedeltà” e la realtà effettiva viene interpretata erroneamente. Tutto ciò può arrivare a dei veri e propri “deliri di gelosia” che spesso sono all’origine di veri e propri fatti di cronaca come i delitti passionali. La gelosia patologica affonda le sue origini nell’infanzia in una cattiva relazione che il soggetto geloso ha instaurato con i propri genitori. I genitori non hanno permesso al bambino di credere in sé stesso e a potenziare l’autostima contribuendo così a determinare un adulto geloso perchè non conscio delle sue possibilità e del suo valore, profondamente insicuro. Ciò porta a pensare che il proprio partner potrebbe amare un altro perchè più degno, a non essere sicuro del suo amore. Ma la gelosia patologica può tradire anche un desiderio di possesso assoluto del partner. Ciò avviene, anche in questo caso, per una cattiva relazione affettiva costruita con i propri genitori, sopratutto quello di sesso opposto. C’è la presenza di un’affettività non corrisposta durante l’infanzia, e si pensa di riscattarla da adulti, attraverso il possesso assoluto dell’altro. Per combattere la gelosia occorre un duro lavoro interiore accompagnato da un supporto psicologico. Bisogna cercare di aumentare la propria autostima che è spesso bassa, in chi è affetto da gelosia morbosa. Inoltre, vanno indagate le cause di questa bassa autostima che ha causato una gelosia così intensa. Ma può anche accadere che si è gelosi perchè, nonostante un’adeguata autostima, questa ha subito un crollo a seguito di un “reale” tradimento passato. In questo caso si è in presenza di una certa rigidità personale. In questo caso, per combattere la gelosia bisogna diventare più “flessibili”, lavorare sulle proprie concezioni personali. Infine la gelosia potrebbe essere anche giustamente motivata dal comportamento del partner. In questo caso è utile e necessario discutere con il proprio compagno della relazione di coppia in generale, e dei comportamenti che riteniamo “sospetti”, in particolare. L’obiettivo di ciò non è quello di porre il partner in “difensiva” o di “cambiarlo” ma di farlo riflettere sul senso della relazione e sulla sofferenza che taluni comportamenti possono arrecare. In definitiva, per fronteggiare questo sentimento è necessario fare uno sforzo per potenziare la propria autostima, poiché quella presente nella persona gelosa è bassa. I tentativi di gestione della gelosia morbosa sono destinati a fallire se non fondati sul potenziamento dell’autostima. Contestualmente al potenziamento dell’autostima sarà opportuno sviluppare le risorse personali al fine di migliorare l’immagine di sé, riducendo in questo modo depressione e rabbia legate all’idea della possibile perdita della persona amata. Queste indicazioni sono utili per combattere i sintomi della gelosia, ma non và dimenticato di capirne le cause, ma per fare ciò si rende necessario una profonda analisi interiore e del proprio passato affettivo e relazionale.
Per comprendere la passione patologica di soggetti gelosi, è consigliabile sottoporsi a trattamenti clinici psicologici specifici per la rabbia ansiosa derivante dalla minaccia della perdita e specifici per il risentimento espresso da soggetti invidiosi, bramosi di ottenere con avidità i vantaggi che l'altro possiede.

Dott.ssa Ines Panessa - Psicologa