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Attualità

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comunesansevero“Il Sindaco Miglio: “Al lavoro per San Severo e per i sanseveresi. Presto altri importanti interventi di manutenzione di strade”.

Sono stati avviati questa mattina i lavori di rifacimento di Via Apricena che presentava un piano stradale rovinato dal tempo e dall’usura. I lavori riguardano la fresatura del piano viabile esistente ed il conseguente rifacimento dello stesso con bitumazione nel tratto compreso tra la rotatoria di Porta Apricena fino al cartello di ingresso della città, vale a dire nel tratto di strada di competenza comunale per una lunghezza di circa 500 metri.
“Migliorare la viabilità cittadina – dichiara il Sindaco avv. Francesco Miglio – è uno dei principali obiettivi di quest’Amministrazione e stiamo perseguendo fortemente in questo impegno a tutto beneficio della nostra comunità. Abbiamo da poco ultimato i lavori di rifacimento di due tra i quartieri della città più popolosi, quello denominato dei MUSICISTI e quello denominato dei PITTORI, zone della città che da tempo immemore necessitavano di riqualificazione. Ora è il momento dell’arteria di Via Apricena, ritenuta strategica per il collegamento con il Gargano, con un elevato tasso di frequenza veicolare giornaliero. Desidero comunicare alla cittadinanza che presto saranno avviati i lavori al manto stradale di Viale II Giugno: il primo intervento è previsto nel tratto tra la rotatoria di Via Checchia Rispoli e Piazza IV Novembre, il secondo intervento nel tratto di Viale II Giugno tra Via Padre Matteo D’Agnone e la rotatoria di Porta Apricena. Inoltre nelle prossime settimane partiranno anche lavori di manutenzione in altre strade del centro urbano che saranno comunicate successivamente. Lavoriamo per la città e per i nostri cittadini, per una SAN SEVERO sempre più vivibile e sicura”.
I lavori sono seguiti dalla IV Area Lavori Pubblici del Comune di San Severo: Dirigente ing. Benedetto Di Lullo, Direttore dei Lavori ing. Pietro Zaccaro, RUP Geom. Luigi De Matteis.

Il Portavoce
Michele Princigallo

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biccari
L'Amministarzione di Biccari ha approvato il progetto Case a 1 Euro. L’iniziativa, già adottata con buon successo da altri piccoli comuni, cerca di far ripopolare, favorendo il recupero e la valorizzazione degli immobili privati dismessi, che sono stati abbandonati o inutilizzati.
Cercando così di far rivivere ed incentivare, attraverso i lavori di recupero, la rigenerazione del centro storico con nuovi insediamenti abitativi, attività turistiche, artigianali e sociali.

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UniversitàAteneoPotrebbe partire già dall’anno accademico 2020/21, se approvato metterebbe insieme esigenze integrative, sociali, culturali e i grandi progressi fatti da UniFg nel campo dell’Internazionalizzazione.
L’obiettivo è l’apprendimento a livello avanzato di almeno due lingue straniere (tra Inglese, Tedesco e Francese) e di competenze di base
in almeno una terza lingua (a scelta tra il Cinese e lo Spagnolo).

Su proposta del Dipartimento di Studi umanistici. Lettere, Beni culturali e Scienze della Formazione, l’Università di Foggia ha avviato le consultazioni con parti sociali e territorio per addivenire all’eventuale attivazione del nuovo corso di laurea in “Lingue e culture straniere”. Si tratta di una svolta importante per l’intera Offerta formativa dell’Università di Foggia, perché da più parti – soprattutto negli ultimi anni – l’attivazione di un corso di laurea in lingue straniere viene auspicato per molte ragioni, a cominciare dal fatto che sarebbe un modo concreto per tenere insieme esigenze integrative, sociali, culturali, professionali (in allegato la “Scheda del progetto”, da cui si possono evincere anche gli sbocchi professionali possibili) e i grandi progressi ottenuti negli ultimi anni dall’Università di Foggia nel campo dell’internazionalizzazione. «Il progetto di istituzione di un corso di laurea in “Lingue e culture straniere”, avviato dal Dipartimento di Studi umanistici e in attesa di essere sottoposto prima agli organi accademici e poi all’accreditamento ministeriale – argomenta la prof.ssa Lucia Perrone Capano, ordinario di Letteratura Tedesca al Dipartimento di Studi umanistici –, intende rispondere, attraverso una forte professionalizzazione dei laureati, alle esigenze di una società sempre più globalizzata e di un territorio con molte potenzialità come quello Foggiano, fornendo una solida preparazione linguistica e culturale e un curriculum specifico per il settore del turismo e delle imprese. L’Università di Foggia ha già conseguito, in questi ultimi anni, ottimi risultati nell’ambito dell’internazionalizzazione. Il corso di “Lingue e culture straniere” non potrà che rafforzare e consolidare queste conquiste e contribuire ad un sempre migliore posizionamento del nostro ateneo in ambito nazionale e internazionale».
Il nuovo corso di laurea potrebbe partire già dall’anno accademico 2020/21, tuttavia «abbiamo interpellato il territorio proprio per raccogliere suggerimenti o integrazioni – spiega il direttore del Dipartimento di Studi umanistici. Lettere, Beni culturali e Scienze della Formazione, prof. Pierpaolo Limone – prima di procedere a una valutazione complessiva, negli organi accademici, nel prossimo autunno». In caso di approvazione il corso durerà 3 anni e conferirà 180 CFU suddivisi in due percorsi curricolari: “Lingue per l’impresa e il turismo” e “Lingue e culture straniere”. L’accesso sarà libero, inoltre il corso si propone di formare laureati con elevate competenze letterarie e linguistiche, nonché con una solida conoscenza in ambito storico-culturale, antropologico, geografico e glottodidattico. Ma l’obiettivo specifico è l’apprendimento, a livello avanzato, di almeno due lingue straniere (tra Inglese, Tedesco e Francese) e di competenze di base in almeno una terza lingua (a scelta tra il Cinese e lo Spagnolo). L’offerta didattica sarà strutturata in lezioni frontali, seminari disciplinari e interdisciplinari, esercitazioni e attività di laboratorio, con il supporto del Centro Linguistico di Ateneo, al fine di assicurare agli studenti una metodologia di apprendimento dinamica e innovativa e un rapido inserimento nel mondo del lavoro.

Davide Grittani

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grano duroPunte di 60 quintali a ettaro, media proteica fra 11 e 14, buono anche il peso specifico
Con 23 euro al quintale margini ridotti o in negativo, le importazioni sono riprese

FOGGIA Discrete quantità, una buona media per il contenuto proteico, ma una scarsa redditività del prezzo corrisposto ai produttori tra cui comincia a serpeggiare un diffuso malcontento: la campagna del grano, in provincia di Foggia, è ormai completata per circa l’80%, e CIA Capitanata inizia a tracciare un primo bilancio. “Le zone collinari dei Monti Dauni devono ancora ultimare la raccolta, per cui i primi dati si riferiscono a tutto il resto della provincia”, ha spiegato Michele Ferrandino, presidente provinciale di CIA Capitanata. “In alcune zone, si sono raccolte punte massime di 60 quintali per ettaro; in altre si oscilla fra i 30 e i 35 quintali: in linea di massima, tuttavia, ci si può ritenere abbastanza soddisfatti per quanto riguarda le quantità. La media proteica si colloca tra i valori di 11 e 14. Di buon livello è anche il peso specifico del grano raccolto. Le note dolenti, purtroppo, arrivano ancora una volta dai prezzi corrisposti ai produttori”, ha aggiunto Ferrandino. “Chi ha sottoscritto contratti di filiera e non ha raggiunto il valore proteico concordato potrebbe avere un danno economico rilevante, e questo è un aspetto non trascurabile. Il prezzo, che all’inizio della campagna si attestava attorno ai 25 euro al quintale, negli ultimi giorni è sceso fino a 23 euro”. In alcune zone, poi, le piogge e le grandinate verificatesi a giugno hanno danneggiato i campi di grano al culmine della fase di maturazione. “Prima che i campi di grano della Capitanata fossero pronti per la trebbiatura, dal Canada e da altre nazioni sono arrivati diversi carichi di grano importato”, ha dichiarato Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Capitanata. Quest’anno chi gioca al ribasso ha davvero poche scuse: non c’è stata pioggia, per cui non ci sarà spazio per inserire ‘categorie’ fantasiose come il famigerato ‘grano slavato’ della scorsa stagione. Le medie proteiche e del peso specifico sono buone. Il problema del prezzo, però, permane.
“I margini di reddito per i produttori restano davvero esigui, in molti casi addirittura negativi”, ha rincarato la dose Silvana Roberto, vicepresidente di CIA Capitanata. “Noi stiamo continuando a batterci per la CUN, la Commissione Unica Nazionale, affinché i prezzi siano determinati secondo parametri che possano fornire maggiori certezze e un livello inferiore di conflittualità tra le parti. Noi crediamo che la CUN debba avere sede a Foggia, perché il capoluogo e l’intera Capitanata hanno numeri, eccellenze, storia e strutture importanti che fanno ricerca e significano innovazione e futuro”, ha aggiunto Silvana Roberto. Il Tavoliere e l’intera provincia sono, ancora oggi, il granaio d’Italia per qualità, quantità, ampiezza e struttura delle reti di produzione e trasformazione, nonché per la presenza autorevole del CREA, il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria. La CUN non è la panacea di tutti i mali, bensì uno strumento importante per la trasparenza del prezzo corrisposto ai produttori. Con l’assegnazione della CUN a Foggia, il governo darebbe un segno tangibile del sostegno all’agricoltura virtuosa, capace di premiare le aziende sane, che si muovono nel solco dell’innovazione e della legalità. La malapianta della criminalità e delle agromafie si combatte così, favorendo lo sviluppo di una vera, concreta e reale filiera etica e qualitativa del grano, come si sta cercando di fare per il pomodoro, per l’olio, e per gli altri asset strategici dell’agroalimentare pugliese e italiano.

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ciaColpiti cereali, uliveti, cipolle da seme, mele, ciliegie, ortaggi e prugne

CANDELA Prugne, cipolle da seme, uliveti, mele, ortaggi: la furia della grandinata che, nel tardo pomeriggio di ieri, si è abbattuta su Candela, Ascoli Satriano e un’ampia area del versante settentrionale dei Monti Dauni ha causato numerosi danni all’agricoltura, colpendo soprattutto i campi di grano. “Ci sono giunte molte segnalazioni”, ha confermato Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Agricoltori Italiani Capitanata. “In queste e nelle prossime ore, procederemo alla verifica sui campi, ma i documenti fotografici che ci sono pervenuti sono piuttosto eloquenti e, purtroppo, evidenziano danni molto seri anche alle colture cerealicole”, ha aggiunto Michele Ferrandino, presidente provinciale di CIA Capitanata. Il sindaco di Candela e presidente della Provincia di Foggia, Nicola Gatta, ha preannunciato che chiederà alla Regione Puglia di attivarsi per il riconoscimento dello stato di calamità. “CIA Agricoltori Italiani della Puglia condivide questa richiesta, soprattutto perché le prime verifiche, purtroppo, confermano la gravità dei danni”, ha spiegato Ferrandino.
La grandinata di Candela, temporalmente, arriva dopo gli eventi calamitosi che, nelle ultime settimane, hanno colpito non solo la Capitanata ma anche il Leccese e la provincia di Taranto, con una primavera che in tutta la Puglia è stata caratterizzata da fenomeni metereologici eccezionali, con chicchi di grandine come proiettili a infierire sulle colture e pioggia torrenziale a danneggiare tutto il possibile. Frutteti, uliveti, ortaggi, vigneti, grano, ogni tipo di coltura, dalle ciliegie ormai andate ai cocomeri, per non parlare di quanto è stato piantato solo da poche settimane e già giace distrutto o seriamente danneggiato. CIA Agricoltori Italiani della Puglia, da tempo, sta chiedendo a tutti i livelli istituzionali di intervenire sulla questione del sistema assicurativo. Bisogna dare a tutti la possibilità di un’assicurazione accessibile e sostenibile, che metta almeno in parte al riparo da rovesci che vanificano il lavoro di un’intera stagione e spesso mettono a rischio la stessa possibilità di sopravvivenza per un’azienda agricola già massacrata da annate assurde e pesantissime.
La questione di cui stiamo parlando è ‘antica’ e risaputa, ed è quella che CIA Agricoltori Italiani della Puglia ha sollevato più volte, lanciando questo grido d’allarme da anni, facendo proposte, spiegando che la legge sulle calamità naturali e il sistema delle assicurazioni sugli eventi calamitosi devono essere cambiati, radicalmente, attraverso una discussione che coinvolga le organizzazioni agricole e recepisca le istanze provenienti da un mondo agricolo esasperato.
Grandinate e piogge torrenziali vanificano investimenti rilevanti, sacrifici, il lavoro di un anno intero. I produttori danno lavoro a decine di persone. Si tratta di un’economia importante, di ore di lavoro, di reddito e sostentamento per tante famiglie. Lasciare che questa gente sia costretta a risollevarsi senza il benché minimo aiuto significa essere pronti ad accettare che molte aziende agricole falliscano, chiudano i battenti, lascino a casa i loro lavoratori. Il Governo deve prendere coscienza di questo stato di cose e trovare le risorse per intervenire sull’emergenza. Occorre che il Governo convochi le associazioni agricole per discutere le modifiche alla legge sulle calamità e i possibili interventi sul sistema delle assicurazioni contro gli eventi calamitosi, senza dimenticare che gli agricoltori pugliesi aspettano ancora i ristori conseguenti alle nevicate e al relativo stato di calamità del 2017.

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