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Attualità

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Un percorso di confronto e partecipazione con la cittadinanza attraverso un ciclo di incontri pubblici dedicati alla presentazione dei progetti per la rigenerazione urbana che interesserà alcune delle principali piazze della città. È il focus di “Foggia in Piazza”, iniziativa promossa dall’amministrazione comunale per illustrare le iniziative che rientrano nel Programma Regionale Puglia FESR-FSE 2021–2027 – Sviluppo Territoriale e Urbano, finanziato con fondi europei, statali e regionali per circa 5,69 mln di euro, e potranno rappresentare un importante intervento di riqualificazione degli spazi pubblici e di valorizzazione del patrimonio urbano.

Gli incontri offriranno alla cittadinanza la possibilità di conoscere nel dettaglio i progetti di fattibilità tecnico economica predisposti per le riqualificazioni, le finalità e gli interventi previsti, con l’obiettivo di stimolare un momento partecipativo utile a recepire suggerimenti, giudizi e richieste da poter accogliere nei successivi livelli di progettazione definitiva ed esecutiva, in modo da costruire un modello di città più vivibile, accessibile e sostenibile.
Il calendario degli incontri è così distribuito:
• Venerdì 7 novembre 2025, ore 11:00 – Piazza Pavoncelli, presso ASL – Centro di Igiene, piazza Pavoncelli;
• Lunedì 17 novembre 2025, ore 16:30 – Piazza San Francesco, presso Chiesa Conventino (ingresso via Diomede);
• Martedì 18 novembre 2025, ore 17:00 – Piazza Maria Grazia Barone, presso Fondazione Maria Grazia Barone;
• Mercoledì 19 novembre 2025, ore 18:00 – Piazza Villani, presso Parrocchia San Tommaso (ingresso via Arpi).
Le presentazioni pubbliche si svolgeranno alla presenza degli assessori competenti, dei tecnici comunali e dei progettisti incaricati, che illustreranno le soluzioni progettuali studiate per restituire nuovi spazi di socialità, cultura e verde urbano ai quartieri di riferimento, restituendo una città migliore e più bella.

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rocchettaRaccolte oltre 250 firme in pochi giorni per fermare i lavori, ma il sindaco non le prende in considerazione a fa procedere i lavori

L'amministrazione tira dritto sul progetto di rifacimento della scala di accesso alla chiesa madre finanziata con i fondi PNRR
ROCHETTA SANT’ANTONIO È una protesta sempre più accesa quella che attraversa Rocchetta Sant’Antonio in questi giorni. I cittadini sono sul piede di guerra contro i lavori di rifacimento della scalinata della Chiesa Madre, finanziati con fondi PNRR Borghi, che dovevano restituire accessibilità e decoro al cuore del paese, ma che secondo molti stanno invece producendo un risultato “fuori luogo, sproporzionato e lesivo del valore storico” dell’area.
La nuova scala, dal design moderno e architettonicamente ardito, si inserisce infatti tra due dei simboli più rappresentativi del borgo: la Chiesa Madre e il Sedile del Cinquecento, due scrigni di memoria e identità locale. “Un contrasto inaccettabile – denunciano i cittadini – che trasforma uno dei luoghi più belli e fotografati di Rocchetta in un ibrido senza armonia.”
Per chiedere lo stop ai lavori, sono state raccolte oltre 250 firme, ma la petizione è rimasta lettera morta. L’amministrazione comunale ha scelto di procedere, ignorando l’appello della popolazione e continuando a dare pieno mandato ai progettisti.
A indignare ulteriormente la cittadinanza è ora anche il modo in cui il Comune si difende dalle critiche, sostenendo che l’opera sia “avallata” dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici. È vero, il parere della Soprintendenza è stato positivo, ma ciò che si omette di dire è che quel parere è arrivato solo dopo la presentazione del progetto da parte dell’amministrazione. Non è stata la Soprintendenza a proporre o suggerire la soluzione, ma semplicemente a esprimersi su un progetto già deciso dal Comune. Oggi invece si vuole far credere l’opposto, nascondendosi dietro un via libera che, in realtà, è la conseguenza e non la causa dell’intervento.
Con il cantiere ormai a buon punto, la situazione appare persino peggiore di quanto mostrato nei render del progetto: “La scala reale è ancora più impattante, rompe le proporzioni, toglie respiro alla facciata della chiesa e cancella la percezione originaria dello spazio,” si legge in uno dei tanti commenti che affollano i social, dove le foto del cantiere stanno alimentando un’ondata di sdegno e discussioni accese.
Non siamo contrari all’accessibilità per i disabili, ma in nome dell’inclusione non si può sacrificare l’identità di un intero paese. Esistono soluzioni più rispettose del contesto, frutto di confronto e partecipazione, non di imposizione.
Quello che più brucia, però, è proprio la mancanza di ascolto: Non si può decidere del volto del nostro centro storico senza coinvolgere la comunità. Questa è la casa di tutti, non il terreno di sperimentazione di pochi.
Ora, a lavori in corso, la popolazione chiede trasparenza, documenti e responsabilità. Chiede di sapere chi ha approvato cosa, con quali criteri e in base a quali valutazioni. Perché ciò che doveva essere un intervento di valorizzazione rischia di diventare un caso emblematico di cattiva gestione dei fondi PNRR nei piccoli borghi, dove spesso mancano confronto, progettazione condivisa e rispetto per il patrimonio storico.
Rocchetta non è un cantiere di prova per l’architettura contemporanea ma un borgo d’arte, di storia e di memoria. Difendere la sua identità non significa essere contro il progresso, ma ricordare che il futuro si costruisce solo sulle proprie radici.

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treni
Quattro minuti non possono valere più di un intero territorio.
Masucci: “Questa è una scelta politica. Il Gargano, l’Alto Tavoliere e la provincia di Foggia meritano rispetto”

Il Gargano, l’Alto Tavoliere e l’intera provincia di Foggia costituiscono un’area strategica per la Puglia. San Severo, porta d’ingresso naturale al Gargano, è già perfettamente in asse con la linea dell’Alta Velocità: prevedere una fermata qui significherebbe soltanto quattro minuti in più di percorrenza per i convogli.Non servono deviazioni, né grandi opere. Serve una scelta politica.
«Non chiediamo favori – dichiara Angelo Masucci – ma rispetto per un territorio che da troppo tempo è ignorato. Quattro minuti non possono pesare più dello sviluppo di un’intera area e della sua comunità».
La mancata fermata a San Severo non è una questione tecnica ma di priorità istituzionali. Riconoscerla significherebbe valorizzare un nodo strategico per l’intera Capitanata, collegando meglio il Gargano e l’Alto Tavoliere al resto del Paese.
«Non faccio promesse, ma assumo un impegno chiaro: lotterò perché il treno dello sviluppo non continui a passare senza fermarsi qui – aggiunge Masucci –. Questa non è l’unica questione da porre, ma credo sia giusto partire da qui: sarebbe il primo segnale concreto del rispetto che la Regione dovrà riconoscere a questo territorio per il futuro».

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Da edificio fantasma a simbolo di riscatto urbano e sociale. È la storia dell’ex Macello comunale di San Severo, un tempo struttura abbandonata e lasciata al degrado, oggi pronto a rinascere grazie a un progetto finanziato con fondi del Ministero dell’Interno nell’ambito del PON “Legalità” FESR/FSE 2014-2020.
Il Comune aveva candidato l’intervento nel 2020 e, l’anno successivo, bandito un concorso di progettazione per trasformare il complesso in un centro sperimentale di inclusione socio-lavorativa. Un percorso che ha richiesto tempo, pianificazione e una visione chiara: ridare dignità ad un edificio storico e, allo stesso tempo, generare un impatto sociale sulla comunità.
Si è dato corpo e sostanza a un progetto partendo dall’idea di ricostruire il bello, con un duplice obiettivo: far riacquistare vitalità all’edificio - da tempo in stato di abbandono nonostante il suo pregio storico - e realizzare un’azione sociale.
Lo stato dell’ex Macello prima dell’intervento era noto ai cittadini: una struttura fatiscente, invasa dall’erba alta e utilizzata come luogo di occultamento di droga e armi.
A ricordarlo è Francesco Miglio, allora Sindaco e oggi candidato alla carica di Consigliere Regionale della Puglia:
«L’ex Macello comunale era una struttura abbandonata. Qualcuno, tra l’erba alta, ci nascondeva droga e armi. Ogni tanto mi chiamavano per chiedermi di vigilare di più su una struttura di cui, in quanto Sindaco, ero proprietario.»
Il finanziamento del progetto ha permesso di avviare un recupero complesso, seguendo passo dopo passo tutte le fasi di riqualificazione. Oggi l’immobile restaurato è pronto a diventare uno spazio utile alla collettività, un nuovo tassello nel percorso di rigenerazione urbana della città.
«Dopo aver seguito ogni fase progettuale e di riqualificazione dello storico immobile, la struttura è pronta per iniziare il percorso per cui è stata progettata, diventando così un altro fiore all’occhiello della città.» - aggiunge Miglio
Ora resta l’ultimo, decisivo passo: la gestione.
«Ora la sfida è gestirla bene. Anche su questo noi avevamo le idee chiare e, se qualcuno ci consulterà, siamo pronti a metterle a disposizione. Perché ogni realizzazione è per il bene della comunità, non per la gloria di chi in quel momento ha l’incarico istituzionale di inaugurarla. Noi abbiamo sempre ragionato così: abbiamo badato ai fatti e non alle coccarde sul petto.» - conclude Francesco Miglio.
Una dichiarazione che sottolinea un concetto chiave: le opere pubbliche devono parlare attraverso i risultati, non attraverso le celebrazioni.
L’ex Macello comunale è ora pronto a riaprire le sue porte, non più come luogo dimenticato, ma come nuovo fulcro di servizi, opportunità e inclusione sociale per la città.

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vigili urbaniSICUREZZA STRADALE: TARGA SYSTEM E PRESIDI DI PREVENZIONE I DATI DELL’ULTIMO TRIMESTRE SUI CONTROLLI AL CODICE DELLA STRADA.

Prosegue la programmazione degli interventi della Polizia Locale di San Severo per la sicurezza stradale.

Nell’ultimo trimestre sono continuati i controlli mediante l’utilizzo del sistema “TARGA SYSTEM” per contrastare le condotte contrarie al codice della strada, ponendo particolare attenzione alla regolarità dei documenti ed alle norme comportamentali di guida.
Nel trimestre agosto/settembre/ottobre 2025, sono stati effettuati n.15 posti di controllo veicoli e n.40 presidi di prevenzione, svolti dalle pattuglie del Reparto Viabilità (N.O.R.), specie nelle giornate del venerdì e sabato che hanno interessato viale 2 Giugno, C.so Garibaldi, via T. Solis, viale G. Matteotti e via A. Minuziano.
Nelle attività di controllo sono state accertate le seguenti infrazioni al Codice della Strada:
- n.14 sequestri amministrativi di veicoli per la mancanza della prescritta assicurazione RC auto (art.193 CdS);
- n.39 sanzioni per la mancata revisione auto (art.80 CdS);
- n.05 sanzioni per guida senza patente (art.116 CdS);
- n.20 sanzioni a monopattini elettrici.
Per le attività di controllo sono stati impiegati equipaggi automontati della polizia locale, dislocati in diversi punti della Città con presidi di prevenzione permettendo allo stesso Comando di costituire un punto di contatto con gli utenti della strada anche fornendo informazioni sulle novità introdotte con l’ultima riforma del Codice della Strada.
Nelle prossime settimane sono in corso di programmazione nuovi servizi di polizia stradale mediante presidi di prevenzione con la finalità di migliorare le condizioni di sicurezza della viabilità cittadina e verificare la conformità alle regole della circolazione stradale.

Il Responsabile dell’Ufficio Stampa
Michele Princigallo

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