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Cronaca

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rapine
Questa mattina, poco dopo le 10:20, c'è stata una rapina alla banca di Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo di via Mazzini a Carpino.
Due soggetti a volto coperto da passamontagna, sono entrati nell'istituto di credito ed hanno puntato una pistola al dipendente, costringendolo a farsi aprire la cassaforte, dalla quale hanno prelevando del denaro contante, che al momento non è stato ancora quantificato.
Preso il denaro, i malviventi sono fuggiti a bordo di una Lancia Y bianca. Al momento del colpo, nei locali della banca c’erano cinque clienti, fuggiti subito dopo i rapinatori. 

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118
Ieri sera, intorno alle 18:30 un uomo è stato aggredito in via Marchese De Rosa, angolo via Mogadiscio, a Foggia, da alcune persone armati di bastoni.
L'uomo un 42enne, incensurato, è stato colpito alle spalle con calci e pugni e poi dopo con un bastone e sono poi fuggiti via, lasciando il malcapitato a terra, sanguinante.
Alcuni passanti hanno allertato i sanitari del 118 e la polizia. Il giovane è stato trasportato in ospedale con lesioni alla testa e al volto, non è in pericolo di vita e
 verrà ascoltato in giornata dalla polizia, per ricostruire la dinamica dell'accaduto.
Le forze dell'ordine stanno acquisendo i filmati delle videocamere di sorveglianza della zona che potrebbero essere utili al riconoscimento dei responsabili del pestaggio.

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arresto carabinieriContinua la lotta lla malavita della Capitanata, con ben 24 arresti contro clan li Bergolis e Papa, che avevano rapporti con 'Ndrangheta e Camorra.
La Direzione Distrettuale Antimafia ha smantellato due gruppi criminali garganico e lucerino.
Questa mattina diverse forze dell'ordine hanno arrestato alcuni esponenti di vertice dei clan Li Bergolis e Papa, accertando rapporti con la ‘ndrangheta e la camorra.
Oltre ai capi clan, sono stati arrestati anche 13 clienti-pusher dei gruppi criminali di Monte Sant’Angelo e Lucera, i quali provvedevano a collocare lo stupefacente periodicamente acquistato dai garganici e dai lucerini presso la loro clientela in vari comuni dell’Italia centro-meridionale.
L'indagine parte da pressioni esercitate dalla malavita foggiana su imprenditori di trasformazione di prodotti agricoli, affinché assumessero alle loro dipendenze soggetti pregiudicati dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti ad assuntori sulla piazza di Foggia, i quali a loro volta si rifornivano della predetta sostanza da appartenenti al predetto clan lucerino. La lente si è spostata sul fiorente traffico di sostanze stupefacenti gestito dall’omonimo clan, capeggiato da Alfredo Papa, 61enne, ed i suoi fedeli Antonio Valerio Pietrosanto 51enne, Francesco Ricci 49enne e Urbano Petito 65enne, tutti destinatari del provvedimento cautelare personale.
Dopo una lunga attività d'intercettazioni telefoniche e ambientali con pedinamento svolte in contesti territoriali proibitivi, hanno consentito di ricostruire la capillare rete di pusher-clienti pugliesi, molisani e abruzzesi nei cui confronti gli esponenti del clan lucerino smerciavano quasi quotidianamente significative quantità di sostanze stupefacenti di vario genere.
Il clan lucerino, si approvvigionava di sostanze stupefacenti da esponenti di un gruppo camorristico operante tra Castellammare di Stabia e Pompei; da soggetti facenti capo all’aggregato criminale riconducibile ai Li Bergolis, operante in Monte Sant’Angelo, nonché da soggetti della malavita cerignolana.
Il preliminare monitoraggio degli acquisti di sostanze stupefacenti da parte di esponenti del clan lucerino ha consentito di arrivare al clan Li Bergolis, nelle persone di Matteo Pettinicchio 34enne, Libero Lombani 32enne, Giulio Guerra 30enne e Giovanni Melchionda 35enne, tutti destinatari del provvedimento cautelare personale.
Oltre all’intenso traffico di sostanze stupefacenti, le indagini hanno portato a scoprire la disponibilità di armi. Sono state sequestrate tre pistole semiautomatiche, un silenziatore e trentasei cartucce che il capo clan Enzo Miucci aveva ritirato a Torino da esponenti della cosca calabrese, Benito Palaia, nonché il suo sodale e referente in Piemonte, Luca Fedele 37enne.
Non si esclude che le armi sequestrate potessero servire ad affermare e consolidare la propria egemonia criminale nel territorio garganico.
Inoltre sono stati sequestrati beni risultati nella disponibilità degli indagati per un valore complessivo di 2 milioni di euro, consistenti in 10 immobili, 3 autovetture, 2 aziende operanti nel settore del commercio di autoveicoli e 63 rapporti finanziari.

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sindacoQuesta mattina, i carabinieri di Serracapriola, dopo un’indagine hanno posto agli arresti domiciliari il sindaco di Serracapriola Giuseppe D’Onofrio, in carica dal giugno 2016.
Il primo cittadino sarebbe accusato gravemente del reato di tentata concussione, concussione e abuso d’ufficio. 
Le investigazioni hanno consentito di acquisire elementi probatori a carico del sindaco D’Onofrio, in relazione a tre distinte vicende. La prima, il sindaco risulta gravemente indiziato di tentata concussione, per aver cercato di costringere il Comandante della polizia locale di Serracapriola ad acquisire dai carabinieri informazioni coperte da segreto investigativo, su alcuni documentali disposte dal P.M. presso il Comune di Serracapriola. Il primo cittadino avrebbe minacciato espressamente di non pagare il Comandante di alcune indennità dovute per il ruolo svolto nella polizia locale e, addirittura, di licenziarlo.
Un'altra vicenda riguarderebbe alcune pratiche edilizie, istruite dal Comune di Serracapriola. Il Sindaco avrebbe costretto un cittadino di Serracapriola, destinatario di una contestazione di abusivismo edilizio, a revocare il mandato dato al proprio tecnico di fiducia e rivolgersi ad un professionista del posto, legato al sindaco da rapporti di collaborazione. 
Ultima vicenda, il primo cittadino avrebbe commesso degli illeciti in una compravendita dei loculi cimiteriali. Il sindaco D’Onofrio assumeva un ruolo attivo nel sistema illecito di compravendita, consistente nell’assicurare agli ignari acquirenti la regolarità della compravendita, in tal modo procurando intenzionalmente all’imprenditore edile un ingiusto vantaggio patrimoniale. Nell’ambito delle attività di indagine risultano indagati altri due soggetti, aventi ruoli apicali nell’Amministrazione Comunale.

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vigili urbani paletta
Ancora episodi vi violenze legate ai piccoli. Dopo i fatti di recente cronaca di aggressione ad persone adulte da parte di giovanissimi, Si ritorna a parlare di giovani violenti.
Un 15enne, il mese scorso si è reso responsabile di ingiurie e percosse nei confronti di un volontario di un oratorio 60enne, che era stato diffidato a frequentare a causa di sue precedenti condotte.
Il giovane in diverse occasioni aveva avuto comportamenti aggressivi nei confronti di coetanei e ragazzini più piccoli, insultando gli ospiti di colore dell’oratorio, in un’occasione aveva colpito con calci e pugni il responsabile. Dopo questo episodio il 15enne era stato diffidato dal farvi ritorno per sei mesi.
Incurante del divieto, il giovane si era ripresentato in oratorio e quando un operatore volontario della struttura lo ha invitato ad allontanarsi, ha reagito violentemente scagliandosi contro l’uomo, facendogli un occhio nero e provocandogli lesioni al viso.
Il gesto è da inquadrare in un contesto socio-familiare difficile. I genitori sono stati convocati all'Ufficio Minori della Questura di Foggia, ed è seguita la segnalazione all'Autorità giudiziaria minorile.

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