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Cronaca

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carabinieri
La scorsa notte, intorno alle 23:00, in un’area di servizio di Foggia, ubicata sulla circonvallazione, nei pressi della rotatoria di via Napoli.
La scorsa notte, alcuni malviventi hanno assaltato una stazione di servizio, distruggendo una parete e sono scappati con la cassaforte.
Il bottino è ancora da quantificare. 

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vigilanza
Un furgone portavalori  
è stato rapinato nel centro di Cagnano Varano. Alla guida del mezzo un vigilante che stava portando un sacco contenente denaro contante da consegnare alla filiale della Credem.
Ad agire, sarebbero stati quattro soggetti armati di fucile a canne mozze ed a volto coperto da passamontagna.
I malviventi hanno fatto irruzione nei pressi dell'istituto di credito non appena il vigilante è sceso dal furgone blindato per trasportare il denaro. Per terrorizzare il vigilantes i quattro, hanno esploso in aria un colpo ed hanno sottratto il sacco e della pistola in dotazione del vigilante.
Preso il malloppo e la pistola sono fuggiti a bordo di una Fiat 500, la quale è stata ritrovata in fiamme nelle campagne di Cagnano Varano.

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arresto carabinieri
Ieri sera a Lucera, un giovane solo ed armato di pistola, poi scoperta esser un giocattolo senza del tappo rosso, ha rapinato una farmacia in zona LuceraDue.
L'atto criminale è avvenuto intorno alle 20:00, quando il 20enne, "arma" in pugno e con il volto coperto da un passamontagna, ha fatto irruzione nell'attività commerciale e minacciando il dipendente si è fatto consegnare l’incasso, circa 300 euro.
Intanto un passante, che aveva assistito alla scena, aveva allertato il 112. Immediato l'intervento dei carabinieri che sono riusciti ad arrestare il giovane, in flagranza di reato. Il denaro è stato restituito al proprietario.

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carabinieriTre ragazzi disoccupati e già noti alle forze dell'ordine, sono stati arrestati con l'accusa di lesioni aggravate e tentativo di rapina in concorso. 
Le indagini sono partite il 18 ottobre, quando Antonio Bevilacqua nella centralissima e affollata via Quaranta, ha aggredito un cittadino ghanese, che passeggiava insieme ad un suo connazionale, tentando senza successo di sottrargli lo smartphone ed il portafoglio che aveva con sé.
Non avendo raggiunto il suo scopo, Bevilacqua si allontanava per chiedere aiuto ai suoi compagni, Luigi Bevilacqua e Michele Giordano, i quali erano all’interno di un bar in via Amicarelli.
Tornati sul posto, i tre hanno accerchiando il ghanese e minacciandolo. Antonio Bevilacqua ha estratto un coltello a serramanico ed ha colpito il giovane africano, ferendolo all’addome e ad un braccio. I tre aggressori si sono poi dileguati e, a sconvolgere maggiormente gli operatori, è stato il totale disinteresse di chi ha assistito impassibile agli eventi, nessuno, ha allertato le forze dell'ordine.
I militari sono arrivati in un secondo momento, solo dopo la segnalazione dei sanitari del 118 che, chiamati da un passante che aveva notato il giovane ghanese quasi esanime a circa 200 metri dal luogo degli eventi, in Piazza del Popolo.
L'uomo ha trasportato all'ospedale di Foggia il ghanese, dove gli sono state riscontrate lesioni varie giudicate guaribili in 25 giorni. 
Senza alcuna informazione, i militari hanno dovuto ricostruire l'accaduto grazie alle videocamere di sorveglianza.
Antonio e Luigi Bevilacqua e Michele Giordano, inoltre, sono accusati anche di un altro caso di violenza, la serata del 30 ottobre, in Piazza Tribunali, hanno avvicinato un 46enne del posto e con la scusa di chiedergli dei soldi per comperare una birra e, al suo diniego, lo hanno aggredito selvaggiamente, colpendolo con calci e pugni al capo e all’addome per poi fuggire, abbandonandolo a terra privo di sensi. Anche in quella occasione nessuno ha avvertito le forze dell’ordine. 

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poliziaLa polizia di Foggia e di San Severo, questa mattina, hanno arrestato due persone ed emesso due divieti di avvicinamento alle persone offese.
La vittima un assuntore di cocaina, aveva cominciato ad acquistare la sostanza da un membro della famiglia coinvolta nel maggio scorso. Ma non tutte le partite di cocaina venivano pagate al momento dell'acquisto, così da creare dei debiti.
Ovviamente i debiti crescevano e la pretesa degli spacciatori aumentava, anche con minacce sia da parte dello spacciatore, che della sua compagna e dei suoi genitori. 
Le minacce andavano avanti dal maggio scorso. Dopo la denuncia della vittima ed alle testimonianze della famiglia della vittima e grazie anche ai servizi d'intercettazione, i militari hanno ricostruito il tutto.
Sono emerse, quindi, vere e proprie condotte persecutorie condite da minacce di morte non solo a carico dell’acquirente della partita di droga ma anche dei parenti più vicini, per il solo fatto di essere parenti alla vittima.

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