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Politica

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logoPD"Il M5S a Bari entra in maggioranza e a Foggia offre stampelle a Landella
È il momento di fare chiarezza e adottare comportamenti politicamente lineari"
Dichiarazione del segretario cittadino Davide Emanuele e dei consiglieri comunali Pasquale Dell'Aquila (capogruppo), Lia Azzarone, Francesco De Vito, Michele Norillo e Annarita Palmieri

Le contraddizioni del centrodestra e lo scontro permanente con il sindaco Landella non emergono in modo dirompente anche a causa dell'incomprensibile comportamento dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle.

Mercoledì scorso, in occasione del Consiglio comunale, i due consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno garantito, ancora una volta, con la loro presenza in Aula (da remoto) che ci fosse il numero minimo di partecipanti necessario allo svolgimento della riunione, offrendo al sindaco Landella una stampella e aiutando così la maggioranza di centrodestra in fibrillazione dalla rielezione del sindaco di Foggia.
Eppure, il giorno dopo, in occasione del Consiglio regionale, la stragrande maggioranza dei consiglieri del M5S ha deciso di entrare nella maggioranza di centrosinistra guidata da Michele Emiliano, accettando la vice presidenza dell’Assemblea che spetta appunto alla maggioranza e archiviando anni di opposizione feroce in aula e mesi di campagna elettorale spesi a denigrare il presidente rieletto e i candidati del Partito Democratico.

Scelte politiche e comportamenti istituzionali diametralmente opposti e stridenti tra loro che non aiutano a comprendere se anche a Foggia sia possibile costruire, come a Roma e a Bari, un percorso utile, nell'immediato, a contrastare il malgoverno del centrodestra e, nel futuro prossimo, a proporre ai Foggiani soluzioni credibili ai problemi della città e progetti realistici per il suo futuro.
Riteniamo che oggi ci siano le condizioni per aprire il confronto programmatico a cui il M5S rifiutò di accedere un anno e mezzo fa. Proprio nel Consiglio comunale di Foggia si possono costruire le convergenze utili a far emergere un'idea radicalmente alternativa del governo della città, anche mettendo a maggior valore le scelte condivise che saranno fatte in Regione Puglia.
Ci auguriamo, quindi, che il M5Stelle foggiano adotti comportamenti politicamente lineari a Bari e a Foggia.

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Dichiarazione del segretario del Circolo del PD di Foggia, Davide Emanuele, e dei consiglieri comunali Pasquale Dell'Aquila, Lia Azzarone, Francesco De Vito, Michele Norillo e Annarita Palmieri

La mafia foggiana è "il primo nemico dello Stato", per il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho; a maggior ragione è e deve essere il primo nemico di Foggia.
L'encomiabile operazione condotta da magistratura e forze dell'ordine e la certosina ricostruzione dell'attività e della pervasività della Società foggiana impongono una corale azione a difesa della comunità. Ciascuno per quanto e ciò che può ha il dovere di agire per affermare il principio della legalità, rivendicare il diritto a vivere serenamente ed agire liberamente, operare potendo contare sul sostegno e la protezione delle istituzioni. Compreso il Comune, nella sua interezza.
Mettiamo da parte le polemiche politiche e il gioco delle parti e sforziamoci tutti, ciascuno in base alla funzione che svolge, di attivare misure concrete e condivise.
Al sindaco Franco Landella e alle forze politiche di maggioranza e minoranza propongo di riprendere il filo dell'azione amministrativa a partire dal documento sulla sicurezza approvato all'unanimità dal Consiglio comunale e da ciò che l'istituzione cittadina può compiere direttamente.
È ora di istituire la Consulta cittadina per la legalità, aperta alle istituzioni e alla società civile, e di aderire ad Avviso Pubblico, l'associazione che riunisce gli amministratori pubblici che s'impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica. Si può procedere all'utilizzo degli spazi delle Circoscrizioni Nord, Sud e Centro per lo sviluppo di attività e progetti di antimafia sociale, come all'adozione del Modello Ercolano per incentivare con misure di fiscalità di vantaggio la denuncia da parte dei commercianti onesti che non vogliono pagare il pizzo. Si deve garantire la totale trasparenza delle procedure di gestione delle misure finanziarie straordinarie di sostegno al reddito dei soggetti bisognosi, come delle assegnazioni degli alloggi popolari, anche costituendo una Consulta di Garanzia aperta agli Enti del Terzo Settore.
Inoltre, il passaggio da part time a full time della gran parte degli operatori della Polizia Comunale deve essere la premessa alla riorganizzazione complessiva del servizio, prevedendo l'istituzione dei presidi fissi di quartiere almeno nelle aree più a rischio della città. E ce ne sono, oltre il quartiere Ferrovia.
Compiamo tutti lo sforzo di andare oltre la retorica vittimistica o l'espressione del doveroso plauso all'azione di forze dell'ordine e magistratura. Insieme, possiamo e dobbiamo schierarci al fianco della Squadra Stato e non limitarci a fare il tifo dagli spalti.

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davide emanuele
Dichiarazione del segretario del Circolo del PD di Foggia, Davide Emanuele

Le organizzazioni neofasciste e neonaziste devono essere sciolte. Il Partito Democratico foggiano si associa all’appello lanciato dalla Cgil ed esprime solidarietà all’organizzazione sindacale di Borgo Mezzanone e della Capitanata.
Quanto accaduto nella borgata rurale, epicentro del nuovo conflitto tra braccianti, caporali e agrari senza scrupoli, non può e non deve passare sotto silenzio.
Aver imbrattato con scritte e simboli fascisti e nazisti esprime appieno l’idea che questa gente ha della libertà d’opinione e della dignità dei lavoratori, italiani o stranieri che siano.
Ancor più nella terra di Giuseppe Di Vittorio e nell’anniversario della sua scomparsa dobbiamo ribadire la nostra ferma opposizione alla cultura dell’odio e della sopraffazione, augurandoci che anche i partiti di destra condividano quest’obiettivo.

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logoPDDichiarazione del consigliere regionale del Partito Democratico Paolo Campo

Chiudere le scuole pugliesi, anche quelle del primo ciclo, è stato opportuno e lungimirante.
Lo affermano i medici e gli scienziati consulenti del Governo e della Regione Puglia e lo confermano i dati epidemiologici.
È, ormai, fuori discussione che 'andare a scuola', cioé svolgere tutte le attività che precedono e seguono la lezione in classe, espone migliaia di ragazzi, docenti, collaboratori, genitori, parenti al rischio di entrare in contatto con il virus e farsene portatori.
Ha ragione Michele Emiliano quando afferma che è attuale "una situazione di rischio epidemiologico elevato" specificamente all'interno del contesto scolastico.
Ha torto la ministra Azzolina a chiedere "il ritiro di un provvedimento urgente" del presidente della Regione Puglia adottato avendo presente lo stato di emergenza e rispettando le indicazioni del Governo a rendere più restrittive piuttosto che ampliare le norme e le indicazioni dei DPCM.
Oggi la priorità è la tutela della salute, che riteniamo prevalente rispetto al diritto al lavoro e all'istruzione, e non c'è dubbio che la scelta del presidente Emiliano sia stata compiuta e reiterata avendo a mente questa priorità.
Comprendo bene quanto sia faticosa per i miei figli e per tutti gli alunni e gli studenti pugliesi e quanto sia impegnativa per i loro genitori e per chiunque debba assisterli durante le ore di didattica a distanza, eppure dobbiamo essere consapevoli che tutti siamo chiamati a sacrificare un pezzo della nostra libertà e della nostra vita per affrontare e superare l'emergenza sanitaria.
Per consentire alle famiglie di affrontare un po' meglio le difficoltà, mi permetto di suggerire al Governo l'estensione alle regioni 'arancioni' del bonus baby sitter e del congedo straordinario per i dipendenti, oggi previsto nelle regioni 'rosse'.
Alla ministra Azzolina mi permetto di suggerire di evitare la polemica tra istituzioni, che non porta mai nulla di buono in condizioni del genere, e di continuare a lavorare dialogando con le istituzioni territoriali, e non solo con i rappresentanti del movimento di cui è portavoce nel Governo.

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"Landella e il centrodestra la smettano di occuparsi di parenti e poltrone.
Subito un tavolo allargato a tutte le forze politiche e le parti sociali"

Sono ormai passati diversi mesi dal Consiglio comunale monotematico dedicato all'emergenza provocata dalla diffusione del Covid-19, quello concluso con l’approvazione di un documento condiviso dall’intera assemblea e che impegnava l’Amministrazione a compiere una serie di atti e mettere in campo una serie di azioni utili a contenere e rendere più sopportabili ai Foggiani gli effetti del lockdown.
Cos'è stato fatto fino ad ora? Poco o nulla!
Oggi ci troviamo nel pieno della seconda ondata. I Comuni sono chiamati ad operare in un contesto nazionale ormai mutato, in cui molte decisioni importanti per la salvaguardia della salute pubblica e del tessuto economico e sociale sono rimesse alle decisioni delle amministrazioni locali.
Cosa fa il Comune di Foggia? Nulla!
La maggioranza di centrodestra è troppo impegnata nelle spartizioni da manuale Cencelli in salsa dauna, dove alle cognate di agosto sono subentrati i generi d'autunno.
La città, invece, affronta i problemi quotidiani che l'affliggono immutati da 6 anni, a partire dalle strade rotte e buie, e deve fronteggiare anche il rinnovato diffondersi dell’epidemia. Evento che dovrebbe imporre al sindaco di agire con rapidità ed efficacia, coinvolgendo tutte le forze politiche e le parti nell'adozione di misure operative capaci di porre un freno alla diffusione del virus e mettere al riparo l’economia cittadina da una nuova tempesta.
Il Partito Democratico, per questa ragione, chiede subito la convocazione di un tavolo permanente e allargato alle forze di opposizione che includa le categorie produttive e sindacali per assumere le decisioni necessarie ad evitare che si debba nuovamente chiudere tutto indiscriminatamente.
E il punto di partenza dovrebbe essere proprio l’atto di impegno votato all'unanimità in Consiglio comunale.
Innanzitutto, sarebbe utile quantificare le risorse disponibili per interventi sociali ed economici straordinari. Insistiamo su questo punto: quanti soldi destinati agli eventi pubblici sono stati risparmiati nei mesi di lockdown e quanti sono stati stanziati e non potranno essere spesi nei prossimi mesi a causa delle nuove restrizioni. Come si potranno usare queste risorse?
È urgente intervenire sulla regolazione dell'aggregazione sociale senza provocare il fallimento delle imprese del terziario. Nel rispetto delle prescrizioni del Governo, si possono e si devono adottare provvedimenti che tutelino la socialità organizzata e vissuta riducendo al massimo i rischi di contagio. Si può ridurre il carico fiscale comunale, a partire da quello correlato ai servizi di cui le aziende del terziario non hanno fruito a causa delle vecchie e nuove chiusure forzate.
Come si pensa di coniugare la prosecuzione dell’attività scolastica ed evitare assembramenti sui mezzi di trasporto? Comune e Ataf hanno l’obbligo di programmare corse aggiuntive negli orari di punta, anche chiedendo l’ausilio degli operatori del trasporto turistico, offrendo loro un'alternativa operativa com'è accaduto in tanti Comuni italiani. Inoltre, il sindaco può intervenire sugli orari di apertura di scuole, uffici, negozi e centri servizi, come abbiamo proposto mesi fa, per evitare che i mezzi pubblici siano presi d'assalto agli orari canonici e siano vuoti per la gran parte della giornata.
È possibile che ancora nulla sia stato fatto per organizzare un dormitorio destinato ad accogliere i senza fissa dimora che, complice anche l’inizio della stagione fredda, rischiano di rimanere senza alcun aiuto?
È possibile che ancora non sia stata definita una strategia che scongiuri la chiusura dei mercati rionali, a partire dal Rosati, e di quello settimanale?
Il PD è aperto ad ogni forma di confronto per il bene e l’interesse dei foggiani. Non tollereremo scelte solitarie assunte senza il minimo confronto con la città e la minoranza consiliare.
Se il centro destra è interessato solo alle poltrone e alle faide politiche, Landella ammetta l’impossibilità di proseguire con il suo mandato e l’inadeguatezza ad affrontare la sfida che abbiamo davanti.

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