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Politica

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forza italiaDIMISSIONI ASSESSORE AGNESE RINALDI: IL SINDACO DEVE SPIEGAZIONI ALLA CITTÀ
Le dimissioni (o la cacciata?) dell’ormai ex Assessore Agnese Rinaldi aprono una nuova ferita nella politica cittadina e rappresentano l’ennesimo atto di arroganza di una maggioranza, quella di CambiaMonte, verso la città, perché avvengono senza che siano state date spiegazioni.
Come tutti ricorderanno, già dopo pochi mesi dalle elezioni comunali del 2017, l’allora Consigliere Comunale Antonio Fusilli diede le dimissioni senza che il Sindaco abbia sentito il bisogno di dire alla città il perché di tale gesto. La stessa cosa è avvenuta in questi giorni con Agnese Rinaldi che, nella lista CambiaMonte, fu una delle più votate (sicuramente la più votata tra le donne).
Voci di palazzo dicono che, negli ultimi tempi, frequenti sono stati i malumori dell’ex Assessore Rinaldi, soprattutto perché non coinvolta nelle seppur poche e limitate scelte fatte dall’Amministrazione, scelte operate da una sola triade.
L’atteggiamento del Sindaco e dell’Amministrazione è tipico di chi vuole che la notizia passi sottotono, eppure tanti sono i motivi per parlarne:
- Agnese Rinaldi, con i suoi circa 800 voti, ha contribuito più di ogni altro candidato alla vittoria del PD e di CambiaMonte: perché ha lasciato/è stata fatta fuori?
- Che la priorità dell’Amministrazione d’Arienzo non fossero i Servizi Sociali ma il cemento è stato subito chiaro. In quasi quattro anni nulla è stato messo in Bilancio per i Servizi Sociali né mai si è progettato per migliorare le condizioni di vita dei cittadini: quel poco che è stato fatto lo si deve solamente a decisioni del Governo nazionale.
- È vera la notizia secondo la quale l’ex Assessore Agnese Rinaldi, prima delle dimissioni, ha avuto degli scontri con il Sindaco e con parte dell’attuale Amministrazione sulla questione del reclutamento dell’Assistente Sociale?
- È vera la voce secondo la quale anche qualche altro Assessore sarà accompagnato alla porta se non la smette con i suoi diktat?
FORZA ITALIA condanna quanto sta accadendo, perché la maggioranza CambiaMonte è impegnata nelle liti e non certamente per risollevare le sorti della città.
FORZA ITALIA ritiene che la città abbia bisogno di essere amministrata da una squadra coesa, che abbia a cuore gli interessi dei cittadini tutti e non di una sola parte.
FORZA ITALIA, come già fatto con le elezioni del 2017, quando decise di non appoggiare l’attuale Amministrazione Comunale, ancora una volta prende le distanze da questo modo di fare politica: non è la nomina di un nuovo assessore, peraltro fedelissima del Sindaco e della Triade, a far cambiare rotta a questa Amministrazione.
FORZA ITALIA auspica che quanto prima CambiaMonte, squadra litigiosa e dal fiato politico corto, rassegni le dimissioni per consentire alla città di uscire dalla profonda crisi economica in cui è sprofondata da circa quattro anni.
FORZA ITALIA fa appello a tutte le Forze politiche della città che non si riconoscono in CambiaMonte e che, consapevoli che chi ha appoggiato o continua ad appoggiare la maggioranza d’Arienzo si rende responsabile della cattiva amministrazione, vogliono mettersi a lavorare per un nuovo progetto politico che al centro metta il futuro di tutti i cittadini e non solo di una parte.

Forza Italia Monte Sant’Angelo

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logoPD"Dimissioni di Landella doverose, se ancora ha rispetto di Foggia e dell'istituzione che rappresenta. Indegno lo spettacolo offerto oggi dal centrodestra"
Dichiarazione del segretario cittadino Davide Emanuele e dei consiglieri comunali Pasquale Dell'Aquila (capogruppo), Lia Azzarone, Francesco De Vito, Michele Norillo e Anna Rita Palmieri

Le dimissioni dalla carica di sindaco sono un atto dovuto e doveroso, a cui Franco Landella non può e non deve sottrarsi se ancora possiede un minimo rispetto per la comunità e l'istituzione che rappresenta.
L'indegno spettacolo offerto oggi i Foggiani è l'indegna conclusione di una consiliatura nata azzoppata dalle denunce per l'utilizzo di fondi pubblici a fini elettorali e terminata con l'insediamento della Commissione ministeriale per la verifica di infiltrazioni mafiose.
Nel mezzo, un costante e virulento scontro istituzionale, con lo sfiduciato presidente del Consiglio comunale, e una continua e vergognosa trattativa su poltrone di governo e strapuntini di sottogoverno.
Oggi, anche grazie all'azione politicamente sempre più vigorosa del Partito Democratico e della coalizione di centrosinistra, la maggioranza di centrodestra si è sgretolata sotto gli occhi esterrefatti dei Foggiani. E anche oggi, che si doveva procedere all'elezione del presidente del Consiglio comunale, abbiamo dovuto assistere al mercanteggiamento tra sindaco e consiglieri, abbiamo dovuto ascoltare parole indegne di essere pronunciate nell'aula dell'Assemblea di Palazzo di Città.
Landella l'ha detto nella stessa Aula che la mancata elezione del sostituto di Leonardo Iaccarino avrebbe comportato le sue dimissioni.
Ora sia conseguente e lasci Palazzo di Città, liberi Foggia dalla sua e dalla presenza di quanti hanno retto la peggiore Amministrazione comunale degli ultimi 30 anni.

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logoPD"Landella ha governato 7 lunghi anni Foggia e butta la palla nel campo avversario anche di fronte al sospetto che l'Amministrazione sia permeabile alle infiltrazioni mafiose"
Dichiarazione del segretario del Circolo del PD di Foggia, Davide Emanuele, del segretario dei Giovani Democratici di Foggia, Gabriele Cela, e dei consiglieri comunali Pasquale Dell'Aquila (capogruppo), Lia Azzarone, Francesco De Vito, Michele Norillo e Annarita Palmieri

Il fondato sospetto che l'Amministrazione comunale di Foggia attualmente in carica possa essere o essere stata permeabile alle infiltrazioni mafiose dovrebbe imporre a tutti - sindaco, amministratori e consiglieri comunali - rispetto per l'attività svolta da un'altra istituzione e disponibilità alla collaborazione.
È questo uno dei casi in cui la continenza verbale diventa un dovere e non un'opzione.
Evidentemente non la pensa così il sindaco Franco Landella che anche in questo complesso e potenzialmente drammatico frangente ritiene utile buttare la palla nel campo avversario per cercare di sfuggire alle proprie responsabilità.
Volentieri evremmo evitato polemiche, ma non possiamo esimerci dal ricordare a chi governa la città da 7 lunghi anni che, presumibilmente, a motivare la nomina della commissione per l'accesso agli atti sono stati gli atti della "sua" Amministrazione comunale, le scelte compiute dalla "sua" Amministrazione comunale, gli appalti e gli affidamenti gestiti dalla "sua" Amministrazione comunale.
A fronte di denunce e dichiarazioni comprovate da documenti abbiamo ottenuto, la città ha ottenuto il continuo e immotivato rimpallo di responsabilità che sono esclusivamente del sindaco e di chi ha condiviso la sua attività amministrativa.
Neanche di fronte al rischio dello sciolgimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose è riuscito a preservare l'onore e la dignità del ruolo che riveste.
Oggi non doveva essere il giorno delle polemiche, eppure lo è diventato grazie al sindaco Franco Landella.

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logoPDI consiglieri comunali della minoranza, i rappresentanti dei partiti, dei movimenti e delle liste indicate in calce annunciano che nel corso della riunione del Consiglio comunale convocato domani, giovedì 11 marzo, non parteciperanno al voto per l'elezione del Presidente dell'Assemblea stessa.
La decisione è coerente conseguenza dell'affermata necessità di procedere all'autoscioglimento del Consiglio comunale, che abbiamo provato a provocare firmando le dimissioni collettive, per la manifesta e la persistente incapacità della maggioranza di centrodestra e del sindaco Franco Landella a garantire alla città di Foggia un'amministrazione all'altezza del compito.
Tale necessità è ancor più evidente e urgente dopo l'inchiesta che ha portato alla costituzione della Commissione d'accesso, nominata dal Prefetto di Foggia, su delega del Ministero dell'Interno, volta a verificare infiltrazioni o condizionamenti da parte della criminalità organizzata.
Riteniamo, quindi, non ci siano più i presupposti minimi per procedere con serenità ed efficacia, pur nella diversità dei ruoli, allo svolgimento delle funzioni assegnateci dai cittadini con il loro voto.
Il sindaco Franco Landella e la maggioranza di centrodestra hanno palesemente forzato il regolamento del Consiglio comunale nel vano tentativo di sfuggire alle proprie responsabilità in ordine all'individuazione e all'elezione del presidente del Consiglio comunale. È loro esclusivo dovere, dunque, garantire lo svolgimento della seduta e procedere alla sostituzione dello sfiduciato Leonardo Iaccarino.
Ai consiglieri comunali e alle forze politiche di maggioranza rinnoviamo l'invito a condividere l'iniziativa dell'autoscioglimento per evitare altri mesi d'inerzia amministrativa in una fase assai delicata della vita della nostra comunità.

Pasquale Dell’Aquila capogruppo PD Foggia
Lia Azzarone consigliere comunale PD
Francesco De Vito consigliere comunale PD
Michele Norillo consigliere comunale PD
Annarita Palmieri consigliere comunale PD
Pippo Cavaliere candidato sindaco centrosinistra
Rosario Cusmai consigliere comunale Italia in Comune
Sergio Clemente consigliere comunale Popolari per Emiliano
Giulio Scapato consigliere comunale La Città dei Diritti
Antonio De Sabato consigliere comunale Senso Civico

Davide Emanuele segretario PD Foggia
Gianluca Ruotolo segretario provinciale Articolo 1
Mino Di Chiara segretario Partito Socialista Italiano
Luigi Di Claudio segretario cittadino Socialismo Dauno
Fabrizio Cangelli segretario provinciale Verdi
Gianni De Rosa segretario cittadino Italia in Comune
Michele Bruno segretario cittadino Foggia Popolare
Mario Nobile segretario provinciale Sinistra Italiana

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Dichiarazione dei consiglieri comunali Pasquale Dell'Aquila (capogruppo), Lia Azzarone, Francesco De Vito, Michele Norillo e Anna Rita Palmieri

E così anche l'assessora Raffaella Vacca ha deciso, per motivi personalissimi che rispettiamo nel modo più assoluto, di lasciare la traballante baracca amministrativa edificata dal sindaco Landella e dal centrodestra.
Immaginiamo per coincidenza, l'ha fatto nel giorno in cui il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto, nel merito e non nella forma, il ricorso dell'ex presidente del Consiglio comunale Leonardo Iaccarino, al quale si può ora ascrivere anche il demerito di non aver voluto accettare il verdetto di sfiducia e aver tentato di trascinare l'istituzione di cui è anche lui parte in un delegittimante contenzioso giudiziario.
Preso atto dell'ennesima giornata pessima vissuta a Palazzo di Città, possiamo sapere se è arrivato finalmente il momento di convocare e svolgere il Consiglio comunale?
Lo chiediamo perché temiamo l'allargamento del conflitto all'interno della maggioranza e tra il centrodestra e il sindaco. Sì, perché ora bisognerà trovare un nuovo presidente del Consiglio comunale e un nuovo assessore alle Politiche sociali; bisognerà trovare una quadra che non si era trovata quando era in ballo una poltrona, figuriamoci ora che è a disposizione una delle postazioni di governo più ambìte per capacità di spesa e conseguente visibilità politica.
Il sindaco leghista e la maggioranza di centrodestra non possono continuare a usare il Comune di Foggia per regolare i propri conti e bloccare il regolare funzionamento dell'unico organismo in cui le opposizioni possono far sentire la propria voce e provare ad orientare in meglio le scelte di governo per la città.
È in gioco la democrazia e non possiamo tacere di fronte ad un simile scempio politico e civico.

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