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Politica

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ORSARA DI PUGLIA '“Lo scorso 15 gennaio aveva compiuto 89 anni: oggi tributiamo il nostro ultimo saluto a Mimì Romano, uno degli uomini politici orsaresi più importanti dell’ultimo secolo. A nome di tutta la Comunità di Orsara di Puglia, voglio esprimere il più profondo e partecipato cordoglio ai familiari di Mimì Romano. Se ne va un uomo che ha inciso molto sulla nostra storia, una personalità politica sempre fedele alla sua appartenenza socialista. Addio Mimì”. Con queste parole, è il sindaco di Orsara di Puglia, Tommaso Lecce, a esprimere il cordoglio della sua comunità per la morte di Domenico Romano, meglio conosciuto come ‘Mimì’. Nelle file del Partito Socialista Italiano, era stato dapprima consigliere comunale e consigliere provinciale, poi vicepresidente della Regione Puglia e parlamentare della Repubblica nella nona e undicesima legislatura. “Il mio pensiero va alla moglie e ai quattro figli. A loro vanno le nostre condoglianze”, ha aggiunto Tommaso Lecce. “Mimì Romano lottò affinché Orsara di Puglia fosse giustamente ricompresa tra i comuni cui spettavano gli aiuti per la ricostruzione che seguì ai danni del terremoto del 1980”, ricorda il primo cittadino. “Si impegnò con successo per le politiche abitative e il diritto alla casa che riguardavano non solo il nostro paese, ma tutto il territorio. All’interno delle istituzioni, lavorò con intelligenza e lungimiranza affinché anche a Orsara ci fosse una sanità territoriale presente e funzionante. Era un uomo di ideali e, allo stesso tempo, una persona concreta: intendeva pensiero e azione politica quali strumenti al servizio del popolo, per migliorare le condizioni di vita e occupazionali della sua gente”.

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logoPDNOTA CONGIUNTA DEI GRUPPI PD-M5S / COMUNE DI FOGGIA

Il Consiglio comunale deve essere convocato con urgenza per ratificare la sfiducia al presidente Iaccarino.
Il Comune non può essere ostaggio delle ambiguità del centrodestra e degli accordi sottobanco che si stanno siglando a Palazzo di Città anche su input del sindaco.
Perché un dato è oggi certo: Landella e Iaccarino hanno firmato la pace.
Spostare l’attenzione mediatica sul tentativo di risolvere la crisi istituzionale da parte di Pippo Cavaliere testimonia, per l’ennesima volta, il cinismo di entrambi e la strumentalizzazione delle istituzioni.
Ecco perché non possiamo aspettare 20 giorni per la convocazione del Consiglio comunale e già domani dev’essere convocata ad horas la conferenza dei capigruppo.
Dobbiamo, quanto prima, ricostruire la credibilità dell’istituzione cittadina e dobbiamo spezzare il patto scellerato tra Landella e Iaccarino.

Ufficio stampa
Unione provinciale Partito Democratico Foggia

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logoPDAzzarone: "Nessun rappresentante del Partito Democratico collaborerà con Landella"
Dell'Aquila: "Della Presidenza del Consiglio si discute solo in Aula consiliare"
Dichiarazione del segretario provinciale Lia Azzarone e del capogruppo Pasquale Dell'Aquila, condivisa dal segretario cittadino Davide Emanuele e dai consiglieri comunali Francesco De Vito, Michele Norillo e Anna Rita Palmieri

"Nessun rappresentante del Partito Democratico ricoprirà incarichi istituzionali al Comune di Foggia o collaborerà in altra forma con il sindaco Franco Landella. Tanto meno io, com'è stato scritto in questi giorni, che rappresento l'intera comunità del PD di Capitanata". Lo afferma la segretaria provinciale del Partito Democratico foggiano Lia Azzarone che rafforza il concetto dichiarando l'inesistenza di "margini di dialogo oggi e nel futuro".
"L'Amministrazione Landella è la peggiore degli ultimi 30 anni tanto sotto il profilo amministrativo che politico e lo dimostra proprio la 'questione Iaccarino': il presidente del Consiglio comunale è stato scelto da Landella ed è stato votato dal centrodestra sulla base di un accordo politico siglato da Landella; il sindaco è stato il protagonista della ricomposizione del conflitto politico che portò, appena qualche mese fa, ad un passo dalla revoca del presidente del Consiglio comunale; di nuovo Landella è il promotore di attività politiche e istituzionali confuse e per nulla trasparenti sulla gestione della 'questione Iaccarino'. L'indegnità a rappresentare i foggiani è tanto di Leonardo Iaccarino, che non dovrebbe più entrare nell'aula del Consiglio comunale, che del sindaco Franco Landella, le cui dimissioni sarebbero una liberazione per Foggia".
Di qui la decisione del gruppo consiliare del Partito Democratico di non partecipare alla riunione dei consiglieri comunali, indetta dal sindaco Franco Landella, per discutere la 'questione Iaccarino'.
"La rappresentanza consiliare del Partito Democratico, d'accordo con il segretario cittadino Davide Emanuele, ha deciso di non aderire all'invito del sindaco per una sola e semplice ragione - afferma il capogruppo Pasquale Dell'Aquila - le dimissioni del presidente del Consiglio comunale Leonardo Iaccarino devono essere formalizzate, cosa non ancora avvenuta, e il Consiglio comunale deve essere convocato per discutere e votare, nelle forme previste dal regolamento.
Leonardo Iaccarino, con quel gesto, ha prodotto una lacerazione tra il Palazzo e la Comunità da sanare pubblicamente e dignitosamente.
Il Consiglio comunale è l'unico luogo in cui siamo disponibili a discuterne, non è ammissibile altro se davvero vogliamo metterci definitivamente alle spalle una pessima 'questione' istituzionale di cui sono corresponsabili il sindaco Franco Landella e i consiglieri comunali di centrodestra".

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logoPD"Le elezioni sono l’unica soluzione per Foggia. Pronti a sfiduciare prima il presidente del Consiglio comunale e poi il sindaco"
Dichiarazione del segretario cittadino del PD Davide Emanuele e dei consiglieri comunali Pasquale Dell'Aquila (capogruppo), Lia Azzarone, Francesco De Vito, Michele Norillo e Anna Rita Palmieri

Le elezioni amministrative sono l’unica e radicale soluzione ai problemi creati dall’Amministrazione Landella alla città. Pronti a votare la sfiducia al Presidente del consiglio comunale Iaccarino, ma Foggia e i Foggiani meritano di meglio e l’unico modo per ottenere il meglio è sciogliere il Consiglio comunale anticipatamente, andare al voto in primavera e dare a Foggia un nuovo sindaco.
La mozione di sfiducia al sindaco Landella è, dunque, la via maestra per risolvere i conflitti interni al centrodestra, emersi chiaramente con la ‘questione Iaccarino’, e dare alla città un nuovo governo.
Il gruppo consiliare del Partito Democratico è pronto a firmare la revoca del presidente del Consiglio comunale, ma non ritiene questo atto esaustivo della crisi amministrativa in atto praticamente dal giorno successivo alle elezioni di Landella.
Il documento sarà condiviso con i consiglieri dei gruppi di minoranza e maggioranza con l’intento di raccogliere e mettere a frutto il dissenso nei confronti delle politiche e degli atti dell’Amministrazione Landella, segnate in negativo da sciatteria e incoerenza.
Chiunque, in Consiglio comunale, abbia a cuore il destino di Foggia e il bene dei Foggiani è chiamato a condividere l’iniziativa democratica.

Ufficio stampa
Unione provinciale Partito Democratico Foggia

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Il Consiglio comunale non può essere rappresentato da chi ha comportamenti che emulano modelli sociali e culturali negativi, e se ne vanta facendo girare video delle sue bravate.
Impugnare una pistola, sebbene a salve, è un gesto inaccettabile, ancor più se compiuto da chi rappresenta il Consiglio comunale. E non ci vuole tanto a comprendere che il video di Leonardo Iaccarino fa il paio con quello di un noto pregiudicato che spara, sempre a salve, per augurare buon anno alla malavita.
Basta questo a motivare le dimissioni dalla Presidenza dell'Assemblea nella città che affronta quotidianamente la criminalità organizzata e la delinquenza predatoria, in azione anche ieri ai danni di onesti commercianti già provati dalla crisi.
I Foggiani hanno bisogno di amministratori e consiglieri comunali che vogliano e sappiano rappresentare la volontà di operare per un presente più sereno e il miglior futuro dei loro figli, lo spirito di sacrificio di chi si rimbocca le maniche dopo ogni intimidazione, rapina o furto, il coraggio di chi denuncia estorsori ed usurai, lo spirito di abnegazione di chi si prende cura dei più deboli e dei beni comuni.
Le dimissioni di Leonardo Iaccarino sono inevitabili perché lui ha scelto, con quel gesto, di non rappresentare tutti quei Foggiani, la stragrande maggior parte dei Foggiani.
Altre soluzioni per sanare questo sfregio istituzionale e civico non esistono e nessuno del centrodestra, a partire dal sindaco, si nasconda dietro tattiche e opportunismi. La città attende anche da loro, soprattutto da loro atti politici e istituzionali che ne difendano identità e onorabilità.

Pasquale Dell'Aquila Pippo Cavaliere Giovanni Quarato
Lia Azzarone Sergio Clemente Giuseppe Fatigato
Francesco De Vito Rosario Cusmai
Michele Norillo Giulio Scapato
Annarita Palmieri

 

Ufficio stampa
Unione provinciale Partito Democratico Foggia

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