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Primo piano

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ospedaleluceraL'eccellenza sanitaria non è solo questione di Nord. Il Sud c'è, anche se ancora presenti poche, direi pochissime volte ma c'è. Questa dev'essere solo un trampolino di lancio per far lavorare meglio ed al meglio i nostri professionisti.
Il lavoro del dott. Merlicco, nel reparto di chemioterapia al Lastaria di Lucera è stato recensito su una prestigiosa ricerca scientifica

L'International Journal of Surgery Case Reports, ha pubblicato l'importante lavoro effettuato all'ospedale Lastaria di Lucera, primo caso nella letteratura scientifica, su un paziente affetto da neoplasia gastrica e con estese cicatrici cutanee da ustioni del collo-torace a cui è stato impiantato un Picc-Port (o Port Brachiale) per la somministrazione della chemioterapia.
L'intervento è stato portato a termine dal dott. Domenico Merlicco, dirigente medico responsabile dell'ambulatorio Accessi Vascolari del presidio ospedaliero Lastaria di Lucera del policlinico Riuniti di Foggia, il dott. Massimo Lombardi, dirigente medico del Day Hospital di Oncologia del presidio ospedaliero di San Severo della Asl di Foggia e la dott.ssa Maria Carmela Fino, infermiera professionale dell’unità operativa di Oncologia medica del Lastaria.
L'articolo parla di una particolare metodica di impianto di device vascolare centrale totalmente impiantabile al braccio per la somministrazione di chemioterapici, di nutrizione parenterale e di terapia del dolore, realizzata dal dott. domenico Merlicco presso l'ambulatorio di cui è responsabile, che ha già ottenuto importanti riconoscimenti a livello nazionale ed è inserito nella Rete Picc Italiana, a disposizione di tutti i pazienti oncologici e non, portatori di cateteri venosi centrali, provenienti dalla nostra provincia e dalle regioni limitrofe o del centro-nord Italia.
La tecnica, perfezionata negli ultimi tre anni, anche grazie alla presenza di un Picc-Port di piccolissime dimensioni e peso, simili al centesimo e di 2,9 gr, fornisce una miglior qualità di vita dei pazienti oncologici, in tutte le loro fasi.
Questa particolare tecnica chirurgica non  necessità di alcuna medicazione e flushing settimanale, ha un minor rischio di infezione e fornisce maggiori effetti sull’immagine corporea estetica.

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ciaLo studio dell’Osservatorio Economico di Davide Stasi: 76.977 imprese, 110.942 addetti
I dati si riferiscono alla Puglia, provincia per provincia: crescita negli ultimi 6 mesi
Raffaele Carrabba: “Siamo la prima industria a cielo aperto della regione”

Aumentano ancora le imprese agricole in Puglia. Nell’ultimo trimestre sono cresciute di 392 unità: erano 76.585 al 31 marzo scorso e ora sono 76.977. Rappresentano il 23,5 per cento del totale delle aziende pugliesi (327.133). Come riporta Cia Agricoltori Italiani della Puglia, è questo il quadro che emerge da uno studio condotto dall’Osservatorio economico di Davide Stasi sulle imprese con uno stato attivo, escludendo le società fallite o cessate per diversi motivi, iscritte al «Registro Imprese» delle Camere di Commercio pugliesi.
SIAMO LA PRIMA “INDUSTRIA” DELLA PUGLIA. “L’agricoltura rappresenta quasi un quarto delle imprese complessivamente attive in Puglia”, ha dichiarato Raffaele Carrabba. “Con 110mila addetti occupati con continuità e migliaia di lavoratrici e lavoratori impiegati stagionalmente, siamo la prima ‘industria’ a cielo aperto della Puglia, considerando anche un indotto piuttosto ampio e una sempre maggiore incidenza del comparto primario nel turismo, nei servizi e nel settore della trasformazione. Si tratta di aziende che hanno anche un valore sociale enorme: presidiano e fanno vivere le zone rurali, sono il primo fattore di sviluppo reale e potenziale dell’entroterra e dei comuni medio-piccoli. E’ da queste aziende che la Puglia deve ripartire e costruire il proprio rilancio”.
Crescono anche gli addetti nelle imprese agricole. Ad oggi, in Puglia, sono 110.942, con una crescita in termini assoluto di 2.153 unità rispetto a 6 mesi fa. Bari e Bat, insieme, contano 37.956 addetti, Foggia ne registra 34.041, seguono le province di Taranto con 14.905, Lecce con 12.075 e Brindisi con 11.965.
IL PRIMATO DEI CEREALI. Le attività del comparto primario più numerose si occupano di coltivazione di cereali, legumi da granella e semi oleosi: sono 15.805, pari al 20,53 per cento del totale delle aziende del settore. Seguono le coltivazioni di frutti oleosi (15.516 imprese, pari al 20,16 per cento); le colture permanenti (13.839, pari al 17,98 per cento); la coltivazione di uva (10.628, pari al 13,81 per cento); ortaggi e meloni, radici e tuberi (7.218, pari al 9,38 per cento).
PROVINCIA PER PROVINCIA. E’ della provincia Foggia il primato del numero di aziende: in Capitanata sono ben 22.917. Nel Barese hanno sede 18.438 imprese; 8.857 nella BAT; 7.304 nel Brindisino; 8.869 in provincia di Lecce; 10.433 in quella di Taranto e 159 senza indicazione della provincia nel database delle imprese. Per un totale di 76.977.
Nell’ultimo trimestre, sono aumentate di 110 unità a Bari; 52 nella BAT; 19 a Brindisi; 64 a Foggia; 76 a Lecce e 70 a Taranto (una è senza indicazione di provincia). Le attività che sono cresciute di più sono le «coltivazione di frutti oleosi» (+139 unità) e le «coltivazione di uva» (+120).
L’AGRICOLTURA CHE RESISTE. L’economia rallenta, ma il settore agroalimentare riesce a fronteggiare la recessione. L’agricoltura pugliese, in particolare, a differenza di quella nazionale, attraversa una fase di difficile transizione. Le cause sono molteplici. “Diventa centrale, perciò, il tema del rinnovamento del settore agricolo che evidenzia non solo la necessità di dare nuova linfa al sistema attraverso un ricambio generazionale, ma riguarda, nello specifico, la nascita e proliferazione di nuove figure professionali, più propense all’innovazione, al fine di dare slancio e vitalità ai territori rurali”, ha spiegato Raffaele Carrabba. Lo sviluppo di nuovi mercati e la rivoluzione digitale possono offrire importanti possibilità di crescita alle aziende e darebbero notevoli opportunità di lavoro nel settore primario. Ciò avviene, però, a macchia di leopardo. Non tutti i territori, infatti, e non tutte le aziende riescono a viaggiare alla stessa velocità e chi rimane indietro spesso fatica a tenere il passo degli altri. I dati testimoniano un sottodimensionamento delle aziende italiane rispetto a quelle concorrenti estere, influenzando, in maniera negativa, la competitività nei processi d’internazionalizzazione e di tutela del made in Italy.
I CODICI ATECO. Il lavoro di ricerca ha preso in esame le attività economiche con uno stato attivo, escludendo le società fallite o cessate per diversi motivi, iscritte al «Registro Imprese» delle Camere di Commercio pugliesi, di cui si riporta, tra le parentesi, il rispettivo codice Ateco: coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi (1); coltivazione di colture agricole non permanenti (11); coltivazione di cereali (escluso il riso), legumi da granella e semi oleosi (111); coltivazione di ortaggi e meloni, radici e tuberi (113); coltivazione di tabacco (115); coltivazione di piante per la preparazione di fibre tessili (116); floricoltura e coltivazione di altre colture non permanenti (119); coltivazione di colture permanenti (12); coltivazione di uva (121); coltivazione di frutta di origine tropicale e subtropicale (122); coltivazione di agrumi (123); coltivazione di pomacee e frutta a nocciolo (124); coltivazione di altri alberi da frutta, frutti di bosco e frutta in guscio (125); coltivazione di frutti oleosi (126); coltivazione di piante per la produzione di bevande (127); coltivazione di spezie, piante aromatiche e farmaceutiche (128); coltivazione di altre colture permanenti (129); riproduzione delle piante (13); allevamento di animali (14); allevamento di bovini e bufale da latte, produzione di latte crudo (141); allevamento di bovini e bufalini da carne (142); allevamento di cavalli e altri equini (143); allevamento di ovini e caprini (145); allevamento di suini (146); allevamento di pollame (147); allevamento di altri animali (149); coltivazioni agricole associate all’allevamento di animali: attività mista (15); attività di supporto all’agricoltura e attività successive alla raccolta (16); attività di supporto alla produzione vegetale (161); attività di supporto alla produzione animale (162); attività che seguono la raccolta (163); lavorazione delle sementi per la semina (164); caccia, cattura di animali e servizi connessi (17); silvicoltura ed utilizzo di aree forestali (2); silvicoltura e altre attività forestali (21); utilizzo di aree forestali (22); raccolta di prodotti selvatici non legnosi (23); servizi di supporto per la silvicoltura (24); pesca e acquacoltura (3); pesca (31); pesca marina (311); pesca in acque dolci e servizi connessi (312); acquacoltura (32); acquacoltura in acqua di mare, salmastra o lagunare e servizi connessi (321); acquacoltura in acque dolci e servizi connessi (322).

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cgilQuota 100 da una parte, mancate assunzioni dall’altra, nessun investimento sulle competenze
Il sindacato propone un Protocollo d’intesa a sindaci in carica e candidati: “Muoversi ora”
Allarme sulla gestione dei fondi per il rilancio: senza personale, impossibile gestirli al meglio

FOGGIA “Quota 100 ha svuotato gli uffici e decapitato le competenze, smembrando le strutture burocratiche. I Comuni si stanno trasformando in gusci vuoti, con una manciata di dipendenti comunali costretti a fare i factotum, sballottati e messi sulla graticola da scadenze e adempimenti da chiudere in fretta e furia. La domanda, dunque, nasce spontanea: come faranno i Comuni, di qui ai prossimi 5 anni, a gestire i fondi per il rilancio del Paese? Come potranno programmare, operare sui bandi, dare continuità all’erogazione dei servizi, rispondere alle esigenze crescenti di una larga fetta di famiglie impoverite dal Covid-19, se non si pensa fin d’ora, da subito, al potenziamento strategico degli organici e agli investimenti sulle competenze?”.
A lanciare l’allarme è la FP Cgil provinciale. Il problema è concreto, cogente e si esprime sia a livello quantitativo che qualitativo. In alcune realtà importanti, vedi i cinque comuni più popolosi della Capitanata, capoluogo compreso, il combinato disposto rappresentato da quota 100 e da deficitarie politiche sul personale, sta causando il dimezzamento delle piante organiche e il loro impoverimento anche dal punto di vista delle competenze più specialistiche e necessarie.
“La situazione è grave ovunque”, ha aggiunto Mario La Vecchia, segretario provinciale della FP Cgil Foggia. “Il premier Conte in Europa ha lavorato affinché l’Italia, con riguardo particolare per il Sud, nei prossimi anni potrà impiegare oltre 200 miliardi di euro per rilanciare la propria economia e il sostegno a imprese e famiglie che più hanno risentito gli effetti della crisi. Si tratta di risorse che, in gran parte, arriveranno ai Comuni attraverso le Regioni. Quei soldi dovranno essere utilizzati in modo trasparente, efficace e tempestivo. Senza una macchina burocratica preparata e in forze, i Comuni non riusciranno a gestire le incombenze derivanti da procedure, tempi definiti, protocolli digitali. Questo può portare a due conseguenze, entrambe negative: essere costretti a ricorrere al privato per ovviare alle proprie carenze; oppure restare al palo creando ritardi su ritardi, con una mancanza di risposte ai cittadini che potrebbero acuire il disagio e le tensioni sociali”, ha spiegato La Vecchia.
L’APPELLO AI SINDACI E AI CANDIDATI SINDACI. “Ai sindaci in carica e alle persone che si stanno candidando a diventare primi cittadini delle loro Comunità, rivolgiamo un appello e proponiamo un patto, sotto forma di Protocollo d’intesa da sottoscrivere assieme ai sindacati A loro tutti, chiediamo di impegnarsi affinché i prossimi atti delle loro amministrazioni comunali riguardino il potenziamento degli uffici, il rafforzamento di competenze e risorse umane a disposizione delle strutture, la riorganizzazione intelligente e concertata della macchina burocratico-amministrativa”, ha proposto il segretario provinciale della FP Cgil Foggia. “Il luoghi comuni sui dipendenti pubblici scansafatiche sono soltanto un insulto e una falsità inaccettabile, perché la realtà ci dice che la pressione sugli uffici è sempre più pesante e insostenibile. Per anni e anni, e ancora oggi, si è rinunciato ad assumere, sono stati operati tagli sciagurati, le strutture comunali sono state indebolite e falcidiate da fuoriuscite di personale mai compensate da sostituzioni e nuove assunzioni. Occorre invertire la rotta e farlo subito, anche attraverso la collaborazione tra i comuni più piccoli e vicini tra loro, con la condivisione di servizi e strutture. Se non si agisce immediatamente, siamo destinati a subirne le conseguenze come territorio per i prossimi 10 anni”, ha concluso La Vecchia.

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comunesanseveroIL COMUNE DI SAN SEVERO OTTIENE UN FINANZIAMENTO DI 100 MILA EURO DALLA REGIONE PUGLIA PER LA RIQUALIFICAZIONE DEL POLO SPORTIVO DI VIA PADRE MATTEO D’AGNONE.


Il Comune di San Severo – Assessorato ai Lavori Pubblici è risultato destinatario di un finanziamento di 100 mila euro che consentirà di eseguire importanti lavori di riqualificazione del Polo sportivo comunale in Via Padre Matteo d’Agnone.
Sono complessivamente 42 i comuni della provincia di Foggia che beneficeranno di contributi al fine di un potenziamento degli impianti sportivi con fondi della Regione Puglia.
Con questo importante intervento si provvederà al rifacimento del manto in sintetico del rettilineo di 100 mt, ad interventi di ripristino sul rimanente tappeto, alla realizzazione di un campo da beach volley, campo da bocce e completamento della pedana per il salto in lungo.
Le risorse che la Regione mette a disposizione dei comuni pugliesi ammontano a 17.775.242,81 milioni di euro (a valere sul POR Puglia 2014 – 2020, Asse IX - “Promuovere l’inclusione sociale, la lotta alla povertà e ogni forma di discriminazione” - Azione 9.14 - “Interventi per la diffusione della legalità) per la realizzazione di interventi di potenziamento del patrimonio impiantistico nelle sei province pugliesi.

l’Addetto Stampa
Michele Princigallo

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scuolaLa proposta formativa è rivolta ai minori che non hanno assolto all'obbligo d'istruzione
Il percorso targato Smile Puglia si rivolge a giovani in possesso della sola licenza media

FOGGIA È rivolto ai minori a rischio dispersione scolastica di Foggia e provincia il corso gratuito triennale "Operatore della ristorazione - Preparazione degli alimenti e allestimento piatti", organizzato da Smile Puglia, ente di formazione accreditato per l'obbligo d’istruzione. I destinatari sono 18 ragazzi e ragazze che hanno conseguito la licenza media, con età inferiore ai 18 anni alla data di avvio delle attività didattiche. Essere in possesso del titolo di studio di diploma di scuola media inferiore ed essere soggetto all'obbligo formativo sono gli unici due fondamentali requisiti di ammissibilità, oltre chiaramente a non risultare iscritti ad alcun percorso formativo.
La proposta di Smile Puglia è finalizzata a recuperare l'abbandono scolastico e si rivolge soprattutto a quei ragazzi che pensano di lasciare gli studi dopo bocciature, debiti formativi e insuccessi. In continuità con le esperienze svolte in passato (Avviso Inclusione, Cantieri Innovativi Antimafia sociale, Donne svantaggiate, ecc.), la cucina diventa strumento per favorire i processi di inclusione e di contenimento del disagio, dotando i giovani di competenze, di base e specialistiche, che possano facilitare l'inserimento professionale.
Al termine del percorso, gli allievi avranno un'importante opportunità: coloro che risulteranno idonei alle prove finali, oltre a ricevere l'attestato di qualifica, sostenendo un esame di riconoscimento dei crediti formativi acquisiti potranno rientrare nel sistema scolastico per il conseguimento del diploma. L'Istituto Alberghiero Michele Lecce di San Giovanni Rotondo offre il suo apporto specialistico. L'accompagnamento al lavoro è a cura dell'Agenzia per il Lavoro Mestieri Puglia. I profili in uscita saranno inseriti all’interno di apposite banche dati e utilizzati in vista di opportunità lavorative e formative. Grazie alla collaborazione con l'Oxford Language Center, gli iscritti potranno conseguire la certificazione di lingua inglese. Sarà rilasciato, inoltre, l'attestato di alimentarista.
Il corso rientra nell'ambito dell’Avviso Pubblico per la presentazione di progetti per attività formative finanziate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali “Offerta Formativa di Istruzione e Formazione Professionale” – Avviso n. OF/2019 dell’Assessorato alla Formazione Professionale della Regione Puglia A.D n. 1323 del 21/10/2019 pubblicato sul BURP n.125/2019 e A.D. n. 1132 del 23/06/2020 pubblicato sul BURP n. 96/2020.
Il corso ha una durata complessiva di 3200 ore spalmate in tre annualità che comprendono attività teoriche e pratiche nel laboratorio di cucina. Sono previste, inoltre, attività creative, musicali e sportive e momenti di aggregazione e scambio con le famiglie.
Le attività partiranno a settembre nei locali del Villaggio Don Bosco, in Contrada Vaccarella, tra Foggia e Lucera. Stage e laboratori pratici si svolgeranno nelle numerose aziende partner del settore ricettivo e della ristorazione. Gli studenti saranno accompagnati nelle attività in cucina da rinomati e pluripremiati chef del territorio. Sono previste anche visite guidate.
Le spese di viaggio e tutti i materiali didattici sono a carico di Smile Puglia. È prevista una borsa di studio a fine del triennio per gli allievi più meritevoli pari a 1.000 euro.
Il modulo di partecipazione si può scaricare online all'indirizzo: http://impresalavoro.net/corsi/of19opristo/default.htm. Una volta compilato dovrà essere consegnato alla segreteria Smile Puglia in Via della Repubblica n. 68 a Foggia entro il 25 settembre. Per informazioni: 0881.770464

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