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Primo piano

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GINOLISA“Abbiamo il dovere di assicurare lo sviluppo dell’aeroporto ‘Gino Lisa’ di Foggia e dobbiamo perseguire questo obiettivo con la stessa forza ed efficacia che abbiamo dimostrato passando da oltre dieci anni di chiacchiere, con un aeroporto diventato un cadavere, ai fatti di uno scalo potenziato con una pista più lunga circa 2.000 metri che consente l’operatività di aerei fino a 150 posti”.

Lo ha detto la segretaria provinciale del Partito Democratico della Capitanata, Lia Azzarone, informando di avere avuto un confronto vigoroso con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, giudicando “incoerenti le dichiarazioni rilasciate dal presidente sulla prospettiva dei voli dal ‘Gino Lisa’ rispetto agli sforzi che lo stesso Emiliano e tutto il governo regionale hanno profuso per sbloccare e concretizzare un investimento di 14 milioni di euro per il prolungamento della pista di volo, a cui la Regione Puglia ha aggiunto dal bilancio proprio 7 milioni di euro per rafforzare l’attrattività dello dello scalo”.

“Un anno fa — continua Azzarone — consegnammo ai foggiani un risultato storico dicendo, sull’asfalto della nuova pista, che eravamo non a un punto di arrivo, ma sulla linea di partenza. Sappiamo tutti che c’è una crisi mondiale che con la pandemia ha travolto il trasporto aereo, ma sappiamo anche che la Regione Puglia e Aeroporti di Puglia hanno le risorse, materiali e intellettuali, per assicurare la fase di start-up dello scalo foggiano, elaborando programmi compatibili con tutto il sistema delle regole vigenti affinché siano disposti incentivi per volare da Foggia”.

“Chiediamo al presidente della Regione — conclude la segretaria provinciale del PD di Capitanata — di recuperare la forza e la concentrazione dimostrate dal 2015 al 2020 per potenziare l’aeroporto di Foggia, accelerando l’attivazione delle funzioni di protezione civile nello scalo foggiano, in modo che sia tutto pronto quando sarà completata la selezione del personale per la Centrale Unica Regionale del servizio Numero Unico d'Emergenza 112, di cui ieri è partito il concorso, promuovendo un volo Foggia-Milano operativo a partire dal 2022 e valutando l’opportunità di chiamare espressioni del territorio di Capitanata a assumere responsabilità dirette nella governance della società Aeroporti di Puglia all’interno del consiglio di amministrazione”.

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videosorveglianza
10 telecamere più 4 varchi video-monitorati, dati condivisi tra tutte le forze dell’ordine
Il sistema è attivo dal 27 ottobre, centrale operativa h24 con la Polizia Municipale

PIETRAMONTECORVINO Dal 27 ottobre 2021, è pienamente operativo il sistema di “Videosorveglianza urbana integrata”. Non si tratta di un normale sistema di videosorveglianza, ma di una rete intelligente che integra funzioni aggiuntive tra cui, la più importante, risiede nella condivisione – in tempo reale – di tutte le informazioni tra le forze di polizia. L’impianto del comune di Pietramontecorvino, unico comune dei Monti Dauni ad essere riuscito a vincere il bando con un progetto strategico moderno e integrato, è costituito da 14 telecamere: quattro varchi video capaci in tempo reale, 24 ore su 24, di monitorare ogni tipo di autoveicolo in entrata e in uscita dal paese, più 10 videocamere di contesto. L’impianto è stato interamente finanziato dalla Regione Puglia per un valore di 70mila euro.
La Centrale Operativa è gestita dalla Polizia Locale di Pietramontecorvino
L’impianto è predisposto in modo tale da condividere in tempo reale le informazioni derivanti dai flussi dei fotogrammi con tutte le forze dell’ordine.
L’impianto di videosorveglianza è supportato da un patto della sicurezza firmato da Comune di Pietramontecorvino e Prefettura, e ha ottenuto il parere positivo del Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica provinciale.
Oltre a riprendere il contesto cittadino, l’impianto del comune di Pietramontecorvino permette di controllare ogni veicolo in entrata e in uscita dal territorio h24 ed è collegato a tutte le piattaforme telematiche deputate ai controlli di polizia.
“Siamo il primo paese dei Monti Dauni a essersi dotato del più innovativo e funzionale sistema di controllo e prevenzione”, ha spiegato il sindaco di Pietramontecorvino, Raimondo Giallella. “Il lavoro svolto di concerto con la Prefettura, il Comitato provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica, le forze di polizia, la Regione Puglia e la Polizia Municipale di Pietramontecorvino, grazie alla competenza e solerzia del Comandante Giovanni Luca Leccisotti, ci ha permesso di raggiungere un risultato che ritengo importantissimo per la nostra cittadinanza”, ha aggiunto Giallella. Le 10 videocamere di contesto e i 4 varchi di monitoraggio di accessi e deflusso controlleranno le seguenti aree: cimitero comunale, Largo Rosario, Piazza Cavour, Corso Aldo Moro, Piazza dei Martiri del Terrorismo, cortile del complesso scolastico, ingresso dell’istituto comprensivo, via Canalicchio, via dei ciclamini e Villetta Comunale.
“L’implementazione di un sistema integrato e intelligente era un nostro obiettivo”, ha dichiarato Giallella, “averlo centrato concretamente è un risultato importantissimo, anche perché questo sistema e le sue infrastrutture resteranno al paese e daranno modo alle forze dell’ordine, d’ora in poi e per i prossimi anni, di contare su uno strumento efficace e moderno a supporto del loro prezioso lavoro”.

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pomodoriRiunione del GIE in CIA Capitanata: “Maggiori investimenti ma minori rese e redditività, rialzo dei costi”

FOGGIA Più ombre che luci hanno caratterizzato la campagna del pomodoro da industria nel 2021. Un quadro definitivo sulla stagione dell’oro rosso potrà essere delineato venerdì 29 ottobre, quando l’Organizzazione Interprofessionale si riunirà ad Angri, ma un primo bilancio è stato tracciato dall’ultima riunione del GIE, il Gruppo d’Interesse Economico sul pomodoro da industria di CIA Agricoltori Italiani Puglia nella sede provinciale di CIA Capitanata.
“La riunione con i produttori”, ha spiegato Michele Ferrandino, presidente provinciale di CIA Capitanata, “è servita a fare il punto su criticità e prospettive di questo particolare e importantissimo segmento del comparto primario in provincia di Foggia. Accanto ad alcuni elementi positivi, come il rispetto dell’accordo sui prezzi e il lieve incremento delle superfici coltivate pari a oltre 17mila ettari nella Daunia con un aumento di circa il 7-8%, sono stati rilevati molti punti di criticità”.
La resa quantitativa, nel Foggiano, si è distribuita a macchia di leopardo: dove gli effetti di gelate, alluvioni e siccità hanno colpito in maniera meno dura, i produttori sono riusciti a ottenere anche 1000-1100 quintali per ettaro. Diversa e più penalizzante la situazione nei territori che hanno subito maggiormente le conseguenze degli eventi climatici estremi, con rese che non sono andate oltre i 700-800 quintali per ettaro. Un fattore, quello del clima, che ha inciso pesantemente sulla redditività di tante aziende agricole. Un altro elemento di criticità, sul quale CIA Agricoltori Italiani della Puglia sta mettendo in campo in questi mesi una diffusa campagna di informazione e denuncia, è rappresentato dal forte aumento dei costi di produzione dovuti all’incremento dei prezzi delle materie prime, del gasolio e più in generale della bolletta energetica. “Al rialzo dei costi di produzione – ha fatto rilevare il report del GIE – si è aggiunta la grande difficoltà di reperire personale per il trasporto su Tir e il conseguente aumento dei costi per i trasporti”.
Per il Foggiano, inoltre, il Gruppo di Interesse Economico sul pomodoro da industria ha messo in evidenza la necessità delle Organizzazioni di Produttori di aderire all’Organizzazione Interprofessionale di settore, un organismo che si è rivelato utile strumento e piattaforma di confronto sia sui problemi più immediati di questo peculiare segmento produttivo sia per l’elaborazione di strategie di sviluppo sulle quali trovare una convergenza e un migliore equilibrio tra parte industriale e produttori.
“Il GIE”, ha aggiunto Ferrandino, “ha ribadito la necessità di programmare sin d’ora la prossima campagna del pomodoro, in modo da raggiungere per tempo un accordo equo, lungimirante, su tutte le questioni da cui dipende il buon andamento della filiera e una piena soddisfazione delle parti. Per migliorare i risultati della filiera, occorre che le necessità dei produttori trovino risposte e soluzioni avanzate”. In tutta la Puglia, con la provincia di Foggia a farla da padrona, lo scorso anno furono coltivati a pomodoro 17.170 ettari, per una produzione totale raccolta pari a 14.782.950 quintali. Da sola, la nostra regione rappresenta oltre il 50% della superficie coltivata a pomodoro in tutto il Sud e circa il 70% del raccolto di tutto il Mezzogiorno. In provincia di Foggia, zona di massima produzione in Italia, la situazione è diversificata rispetto alle rese: si va dagli 800 ai 1200 quintali raccolti per ogni ettaro. “I pomodori pugliesi hanno specificità qualitative che li rendono unici per proprietà nutritive e richiesta sul mercato, di qui la necessità di garantire agli agricoltori – attraverso una migliore riconoscibilità e una certificazione di qualità – una redditività all’altezza del loro impegno e del loro prodotto. Ribadiamo, inoltre, la proposta di lavorare tutti insieme per un accordo di programma e un contratto di filiera che valorizzino la produzione, il territorio e la redditività dei produttori di pomodoro della Capitanata”.

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vicoCinquanta artisti mettono a disposizione le loro opere a Palazzo della Bella
L’iniziativa “Arte e vita 50x50” in collaborazione tra Nuova Vico in Arte e Comune
Il ricavato andrà alla Mensa Madre Teresa di Calcutta, partecipa anche l’Auser

VICO DEL GARGANO Sarà inaugurata domani, mercoledì 27 ottobre 2021, alle ore 17 a Palazzo della Bella la mostra “Arte e Vita 50x50”. L’iniziativa, organizzata dall’associazione Nuova Vico in Arte in collaborazione con il Comune di Vico del Gargano, servirà a raccogliere fondi per sostenere l'opera cristiana e sociale della "Mensa Madre Teresa di Calcutta" che offre pasti caldi, servizi d'igiene e aiuto alle persone in stato di necessità. Parteciperà anche l'Auser che organizzerà la degustazione di caldarroste e vino novello. Sono molti gli artisti che hanno dato la propria adesione: il ricavato della vendita delle loro opere permetterà di testimoniare concretamente la solidarietà verso chi ha bisogno di un aiuto.
“Gli artisti che con le loro opere parteciperanno alla mostra sono poco meno di 50”, ha spiegato Rita Selvaggio, assessore alla Cultura del Comune di Vico del Gargano. “Li ringraziamo di cuore per aver aderito all’iniziativa, così come un ringraziamento va all’associazione Nuova Vico in Arte e all’Auser. Il connubio tra arte e solidarietà è davvero importante: le associazioni svolgono un ruolo fondamentale per continuare ad alimentare quell’unione”.
“La mostra”, ha aggiunto il sindaco Michele Sementino, resterà aperta fino a domenica 31 ottobre: invitiamo a venire a vederla tutti i cittadini di Vico del Gargano e i visitatori che vorranno venire a visitare il nostro borgo. Avranno modo di prendere visione della mostra, di visitare Palazzo della Bella e di ammirare oltre alle tante cose belle del nostro borgo anche le installazioni artistiche realizzate nell’ambito del progetto sulla street art presentato dal Comune di Vico del Gargano e finanziato dalla Regione Puglia”.

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ospedalesan giovanni rotondoL’intervento di 10 ore, complesso e innovativo nel suo genere, è stato eseguito nell’Unità di Chirurgia Senologica dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza su una donna della provincia di Barletta-Andria-Trani che per mesi si era rifiutata di affrontare il problema: «Ho commesso un grave errore, ne sono consapevole. Ho capito che non serve a nulla far finta di niente, bisogna agire al più presto, e che l’informazione e la relazione empatica generano fiducia e consapevolezza delle proprie possibilità»

«Ho commesso un grave errore, ne sono consapevole. Il mio seno destro da diversi mesi aveva cambiato forma e aspetto, e già dall’esterno era visibile che qualcosa non andava. Se ne sarebbe accorto chiunque. Ma io, per paura, ho preferito far finta di niente, piuttosto che affrontare lo stesso calvario che era toccato a mia madre per un tumore al seno. E questo mi terrorizzava».

Nel mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, una donna di 47 anni della provincia di BAT ha raccontato così la sua esperienza relativa all’asportazione di una voluminosa neoplasia mammaria estesa all’esterno, in via di ulcerazione e che occupava interamente la mammella destra.

La donna era giunta al Pronto Soccorso dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza dopo lunghi mesi di tentennamenti. Dopo una visita iniziale ed i primi accertamenti è stata subito invitata al ricovero nell’Unità di Chirurgia Senologica.

L’intervento – eseguito dai chirurgi Luigi Ciuffreda e Francesco Mollo, coadiuvati dall’anestesista Maria Morena e da tutto il personale di sala operatoria – ha avuto una durata di 10 ore. La donna è stata sottoposta ad un’anestesia combinata, cioè ad un blocco antalgico preoperatorio ecoguidato associato ad anestesia generale.

«Si è trattato di un caso molto complesso perché dopo l’atto demolitivo sulla mammella e sui linfonodi ascellari per rimuovere la neoplasia, a causa della mancanza di tessuti molli nella regione mammaria, abbiamo pensato alla possibilità inusuale di ricostruire la mammella con due lembi mio-cutanei dei muscoli retti dell’addome – ha spiegato Luigi Ciuffreda, che dal luglio del 2020 dirige l’Unità di Chirurga Senologica e da maggio 2021 coordina la Breast Unit dell’Ospedale di San Giovanni Rotondo –. Successivamente si è resa necessaria una ricostruzione della parete addominale utilizzando una rete sintetica ed un’addominoplastica con preservazione dell’ombelico».

«L’intervento – ha sottolineato il chirurgo – è stato rischioso per due diversi motivi: da un lato vi era il rischio operatorio in sé nel gestire un caso e una metodica così complessa, dall’altro le possibili complicanze ischemiche e, di conseguenza, la necrosi dei tessuti, che andavano evitate angolando il meno possibile i peduncoli vascolari dei due lembi addominali utilizzati per ricostruire il seno».

Dopo l’operazione, la donna ha trascorso due giorni in terapia intensiva, presso l’Unità di Anestesia e Rianimazione I. Successivamente è stata nuovamente trasferita in reparto dove si è gradualmente ripresa fino ad essere dimessa dopo 9 giorni dall’intervento, in buona salute e con una perfetta vitalità dei lembi impiantati.

Per condividere con la comunità scientifica l’intervento, il caso trattato sarà sicuramente oggetto, nei prossimi mesi, di un case report da pubblicare su riviste specialistiche.

«Devo ringraziare tutti i professionisti che ho incontrato in Casa Sollievo – ha precisato la donna –. Sin dal primo incontro in Pronto Soccorso mi avevano detto: ‘tutti hanno una possibilità, anche lei’. Mi hanno accolta e ascoltata. E io ho ascoltato loro. Mi hanno spiegato per filo e per segno cosa avrebbero fatto al mio seno e al mio addome, e solo così mi sono sentita confortata e rassicurata. Ho capito che non serve a nulla far finta di niente, bisogna agire al più presto, e che l’informazione e la relazione empatica generano fiducia e consapevolezza delle proprie possibilità. Spero che la mia esperienza a lieto fine – ha concluso – possa aiutare tutti coloro che temono di affrontare una battaglia che, con le persone giuste a fianco, diventa meno difficile».

L’Unità di Chirurgia Senologica dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza – dove operano i chirurghi Luigi Ciuffreda, Francesco Mollo, Lucia Petito, Francesca Natale e Angelo Marzovillo – con il supporto di 4 infermiere e 2 operatrici socio sanitarie, effettua ogni anno circa 750 ricoveri inerenti la chirurgia oncologica, profilattica, plastica e ricostruttiva.

La Chirurgia Senologica fa parte della Breast Unit (BU) dell’Ospedale che è stata costituita ufficialmente nel 2013 ma che in realtà è attiva già dal 2009. La Breast Unit riunisce in un’unica squadra multidisciplinare un core team composto da Oncologia Medica, Radioterapia, Anatomia Patologica, Chirurgia Senologica e Radiologia Senologica, e opera in sinergia per assistere i pazienti affetti da tumori alla mammella, con la collaborazione delle associazioni ANDOS e LILT. La BU ha l’obiettivo di perseguire risultati migliori nella prevenzione, diagnosi e trattamento del tumore al seno, favorendo un più rapido trasferimento dalla ricerca scientifica alla pratica clinica. Il consulto multidisciplinare costituisce la base per la discussione e la gestione dei casi sia prima che dopo l’intervento, permettendo di standardizzare e ottimizzare il percorso terapeutico.
I casi trattati dalla BU in riunione multidisciplinare sono, in media, circa 1.400 all’anno e riguardano le indicazioni preoperatorie e postoperatorie. Le visite di controllo periodiche presso l’A.I.S. - Ambulatorio Integrato di Senologia sono circa 2.000 all’anno.
Numeri che confermano l’assoluta rilevanza del lavoro svolto dalla Breast Unit dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, che, all’interno della Rete Oncologica Regionale Pugliese, è identificata come HUB (Centro di riferimento specialistico) ed è riconosciuta dai pazienti come punto di riferimento per la Puglia e le regioni limitrofe.

Ufficio della Comunicazione e Relazioni Esterne
IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza
Nicola Fiorentino

Ufficio Stampa
Heritage House Reputation Architects
Lidia Rapisarda Alessandra Greco

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