Condividi con

FacebookMySpaceTwitterGoogle BookmarksLinkedinPinterest

Chi c'è online

Abbiamo 380 visitatori e nessun utente online

Primo piano

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)

Consegna Villa Comunale 2
L’attività di “Stazione di Posta” al servizio dei cittadini
L’intervento dell’Ambito Territoriale di Manfredonia dedicato a chi vive in fragilità sociale, economica e abitativa
La restituzione della Villa Comunale di Borgo Mezzanone rigenerata e rimessa nelle disponibilità della comunità locale ha segnato la conclusione del progetto “Stazione di Posta”, che in questo anno di attività ha posto un’attenzione particolare alle persone che vivono in fragilità sociale, economica e abitativa. Oltre 105 persone ricevute, ascoltate e accompagnate nei loro percorsi di inclusione, da quando il “Centro Servizi Stazione di Posta” di Borgo Mezzanone è entrato in funzione. Cittadini italiani e migranti che si sono rivolti all’equipe per chiedere informazioni su orientamento al lavoro, stesura del curriculum vitae, individuazione delle opportunità occupazionali più adatte al proprio profilo, orientamento legale - in particolare sui permessi di soggiorno - partecipazione ai corsi di lingua italiana, consulenza amministrativa, che va dalla creazione dello SPID alle pratiche burocratiche di base al servizio di fermo posta e casella email, indispensabile per garantire un recapito stabile a chi non ha un domicilio, richiesta della residenza anagrafica fittizia.

Un lavoro reso possibile dall’impegno dell’equipe multidisciplinare composta da operatori di sportello, orientatore legale, esperta in orientamento al lavoro, assistente sociale, mediatore linguistico-culturale, che hanno offerto un servizio innovativo e sperimentale finalizzato a creare un polo di accoglienza, orientamento ai servizi territoriali e promozione di attività ed educazione interculturale in stretta sinergia con la rete delle realtà pubbliche e private del territorio. Frutto di una co-progettazione tra l’Ambito Territoriale dei Comuni di Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Mattinata e Zapponeta e l’ats composta da cooperativa sociale Medtraining (ente capofila), Confraternita di Misericordia Borgo Mezzanone Odv, Proloco Borgo Mezzanone Aps, Associazione culturale Fatoma Yaiw, il “Centro servizi Stazioni di Posta” è sostenuto dal PNRR – Missione 5 – Componente 2.2 Sub Investimento 1.3.2 finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU.
«La nostra volontà è quella di dare continuità al servizio di Stazione di Posta nel territorio di Borgo Mezzanone, spostando l’intervento nei locali della nuova sede i cui lavori previsti nell’ambito del progetto sono in fase di ultimazione» ha detto Domenico la Marca, sindaco di Manfredonia. «Sin dall’inizio abbiamo pensato a questo progetto come se fosse fine a sé stesso ma come qualcosa che introducesse una possibilità per il dopo, per aiutare la comunità di Borgo Mezzanone, che si costruisce ogni giorno con le persone che si incontrano, che la vivono, che arrivano, che vanno via. La comunità è qualcosa di dinamico – ha aggiunto Carmine Spagnuolo, presidente cooperativa Medtraining - . Questo presidio tiene in considerazione le esigenze di tutti i cittadini del Borgo, che in questi anni hanno sicuramente sofferto la mancanza di uno spazio pubblico, prima garantito dai servizi offerti della circoscrizione. L’obiettivo è quello di dare continuità al servizio, evitando che i cittadini debbano recarsi a Manfredonia per ogni cosa».

Laboratori, corsi di alfabetizzazione per migranti, percorsi di formazione interna rivolti agli operatori. E poi interventi extra-target come il servizio di prenotazione delle carte di identità per i residenti di Borgo Mezzanone e la stesura di curriculum vitae per favorire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Di particolare rilievo sono stati gli eventi di animazione territoriali coordinati dalla Proloco Borgo Mezzanone, che hanno contribuito a raccontare in maniera diversa la vita della borgata: momenti musicali, stand enogastronomici, cene sociali, laboratori artistici, tavole rotonde e tanto altro ancora. Chiunque si sia rivolto a “Stazione di Posta” ha beneficiato di un insieme articolato di servizi, gratuiti, pensati non solo per rispondere ai bisogni più immediati, ma anche per favorire concreti percorsi di autonomia, attraverso prese in carico personalizzate.

L’ultima attività proposta, quindi, è stata “Si può fare”, il progetto partecipato che in queste settimane hanno coinvolto piccoli, adulti, anziani e gli utenti dello sportello Stazioni di Posta”, nel prendersi cura della Villa Comunale, da tempo in stato di degrado e abbandono, per rigenerarla attraverso la pittura e il recupero delle panchine, l’allestimento di fioriere. L’intervento si è svolto in collaborazione con le realtà del territorio, come la parrocchia Santa Maria del Grano e San Matteo Apostolo, da un lato per migliorare l’aspetto e la fruibilità dello spazio pubblico, dall’altro per sensibilizzare i partecipanti sui temi della sostenibilità ambientale e del riuso creativo. Alla consegna dell’area verde e alla conclusione di questa parte del progetto erano presenti anche Maddalena Fabbri, Scuola Fatoma; Carmine Di Nunzio, referente Confraternita di Misericordia di Borgo Mezzanone; Michele Cifaldi, presidente Pro Loco Borgo Mezzanone.

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)
0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)

anziano non autosufficiente
La riapertura del “Palmisano” è in dirittura di arrivo. Il regolamento di funzionamento e di accesso al Centro Polivalente per Anziani, infatti, attende solo l’approvazione in consiglio comunale.
“L’approvazione del rendiconto premette l’assessora alle Politiche Sociali Simona Mendolicchio - rappresenta un passaggio amministrativo importante che testimonia il lavoro svolto dall’Amministrazione Episcopo e il senso di responsabilità dimostrato dal Consiglio comunale nell’interesse della città. Per questo desidero esprimere il mio apprezzamento per l’esito della seduta e per il contributo offerto da quanti hanno partecipato a questo significativo momento istituzionale.
Ora è fondamentale proseguire con determinazione e rapidità. E il “Palmisano” è l’obiettivo in cima alle nostre priorità. Il regolamento di funzionamento e di accesso al Centro Polivalente per Anziani “Nicola Palmisano”, ultimo indispensabile passaggio per consentire la riapertura di una struttura attesa da troppo tempo, è stato approntato con la fattiva collaborazione della VII Commissione consiliare – che ringrazio per l’apporto e il supporto - e attende solo di essere approvato in Aula consiliare.
Il Centro, infatti, non rappresenta soltanto un luogo destinato ai cittadini "over 65", ma è un autentico punto di riferimento per l’intera comunità foggiana, uno spazio di socialità, partecipazione, condivisione e crescita collettiva. Restituirlo alla città significa ridare vita a un presidio sociale prezioso, capace di rafforzare legami, contrastare la solitudine e promuovere inclusione.
Come Assessora alle Politiche Sociali – conclude Mendolicchio -, insieme alla sindaca Episcopo e alla VII Commissione continueremo a lavorare con impegno affinché questo percorso giunga a compimento. La riapertura del “Nicola Palmisano” è un obiettivo che la città merita e una risposta concreta alle aspettative di tante cittadine e cittadini che attendono di tornare a vivere questo luogo come una vera "casa della comunità".”

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)
0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)

Foggia Sede Fondazione Secondo Federico
Cataneo: “Ignavia istituzionale, un insulto alla storia della città”
Foggia – L’esclusione di Foggia e di gran parte della Capitanata dalle riprese del film “La Meraviglia del Mondo” rappresenta “una ferita culturale e identitaria” per un territorio che fu, per quasi trent’anni, una delle sedi politiche e simboliche più rilevanti dell’imperatore Federico II di Svevia. A denunciarlo nuovamente è il consigliere comunale Pasquale Cataneo, da anni impegnato nella valorizzazione della figura dello Stupor Mundi attraverso atti amministrativi e proposte rimaste, a suo dire, “inascoltate dall’attuale Amministrazione Episcopo”.
Secondo Cataneo, la vicenda evidenzia una doppia responsabilità: da un lato la produzione del film, che avrebbe ignorato il ruolo storico “documentato, centrale e unico” di Foggia come sede regale e imperiale; dall’altro – e in misura ancor più grave – l’attuale maggioranza, che “da oltre due anni e mezzo non è riuscita a far riconoscere l’importanza e il ruolo della città nella storia federiciana”.

Le omissioni del Comune secondo Cataneo
Il consigliere ricorda di aver sollecitato il sindaco e la maggioranza, già in fase elettorale e all’inizio della consiliatura, a inserire Federico II tra gli assi strategici della politica culturale e turistica, per rafforzare l’internazionalizzazione e l’attrattività del territorio cittadino e, quindi, anche provinciale.
Tra gli atti rimasti inattuati o ignorati, Cataneo elenca:
• Delibera comunale n. 2 del 27 febbraio 2024, che prevedeva azioni mirate sulla valorizzazione federiciana, mai realizzate.
• Programma “Foggia: storia, segni e sogni di Federico II”, presentato in aula il 21 marzo 2024 e sostenuto unitariamente da una decina di associazioni, rimasto senza seguito.
• Proposte successive alla missione istituzionale a Göppingen a fine maggio 2025, inviate a tutta l’amministrazione, senza successivo coinvolgimento e mai prese in considerazione.
• Partecipazione alla Apulia Film Commission e mancata attuazione (art.1 co.5) della sede Fondazione “Secondo Federico’’, istituita con legge regionale 31/2023, prevista proprio a Foggia con messa a disposizione di locali.
Per Cataneo, queste mancanze costituiscono “incomprensibili, scellerate e deleterie omissioni” che hanno contribuito all’esclusione, finora, della città dal film.

“Una storia stuprata e una città tradita”
Il consigliere parla apertamente di “storia stuprata” e di norme non applicate, attribuendo responsabilità sia alla giunta Episcopo sia alla Regione Puglia, socio fondatore della Film Commission e promotrice della Fondazione federiciana.
“È anche per questi motivi – afferma – che siamo usciti dalla coalizione: non siamo stati ascoltati e l’amministrazione si sta dimostrando incapace di attuare i propri stessi indirizzi programmatici”. Secondo Cataneo, l’attuale maggioranza avrebbe accettato “senza proferire parola” l’ennesima esclusione baricentrica, tradendo cittadinanza e claim istituzionale “non è tutta un’altra storia”.

Conclusione
‘’Comune di Foggia e Regione Puglia (anche attraverso Apulia Film Commission) –chiosa il meridionalista - possono e devono porre rimedio.’’ La polemica riaccende il dibattito sul ruolo di Foggia nella storia federiciana e sulla capacità di enti locali di valorizzare un patrimonio identitario unico in Italia. Un tema che, vista l’esclusione dal film, torna oggi al centro dell’agenda pubblica.

Nota stampa dott. Pasquale Cataneo
COORDINAMENTO CIVICA ITALIA FOGGIA

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)
0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)

europaverde
Europa Verde Foggia esprime forte preoccupazione per il grave incendio sviluppatosi nell’area del campo Rom di via San Severo, episodio che riporta al centro dell’attenzione una condizione di degrado nota da anni.
Da tempo il WWF aveva segnalato al Comune di Foggia la progressiva trasformazione di quell’area in una discarica a cielo aperto, con accumuli di rifiuti di ogni genere e persone costrette a vivere in condizioni di totale precarietà e marginalità. Un quadro inaccettabile, aggravato dalla presenza di minori, esposti a un contesto umanamente ed ambientalmente degradato.
Quanto accaduto, con ogni probabilità, poteva essere evitato con interventi tempestivi: bonifica dell’area, rimozione dei rifiuti e superamento di una situazione che non poteva continuare a essere ignorata. Tutela dell’ambiente e tutela della dignità delle persone non sono temi separati: il degrado ambientale alimenta degrado sociale, insicurezza e rischi concreti per la salute pubblica.
Desta inoltre forte perplessità quanto attribuito ad ARPA Puglia e riportato da un noto quotidiano regionale: da quanto si legge, le misurazioni non sarebbero state effettuate in prossimità del rogo, ma a circa 3,5 chilometri di distanza, presso la sede ARPA, in un cortile protetto da muri e palazzi.
Un aspetto che lascia basiti, soprattutto considerando che la diossina tende a legarsi a fumo e particolato, in particolare alle ceneri, e che, trattandosi di una molecola “pesante”, tende a ricadere al suolo. In assenza di venti significativi, una parte rilevante degli inquinanti può depositarsi nelle aree più vicine all’incendio, entro poche centinaia di metri o alcuni chilometri, con possibili ricadute su terreni, vegetazione e contesti abitati.
Per questo chiediamo che venga chiarito con precisione dove siano stati effettuati i campionamenti, con quali modalità e tempistiche, quali parametri siano stati analizzati, se siano previste ulteriori verifiche nelle aree direttamente interessate e se verranno effettuati controlli su suoli, ceneri, vegetazione ed eventuali ricadute ambientali nelle zone limitrofe.
Ancora una volta emerge una criticità strutturale: la grave carenza di una rete adeguata di monitoraggio della qualità dell’aria nella città di Foggia. Una mancanza nota da anni, rispetto alla quale non risultano interventi risolutivi. È inaccettabile che una città esposta a incendi, traffico,
attività produttive ed emergenze ambientali ricorrenti non disponga di strumenti sufficienti a garantire controlli puntuali e tempestivi sugli inquinanti.
Europa Verde Foggia chiede quindi a Comune di Foggia, ARPA Puglia, Regione Puglia e autorità competenti di intervenire con urgenza per procedere alla bonifica completa dell’area, impedire il ripetersi di situazioni di degrado ambientale e umano, tutelare le persone fragili e i minori coinvolti, effettuare controlli ambientali approfonditi nelle aree interessate dal rogo e potenziare in modo stabile la rete di monitoraggio della qualità dell’aria.
La salute dei cittadini, la tutela dell’ambiente e la dignità delle persone devono diventare una priorità concreta e continuativa, non un tema da affrontare soltanto dopo l’ennesima emergenza.

Associazione Cittadina
EUROPA VERDE
FOGGIA

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)
0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)

distretto

Si è svolto nella giornata di ieri il sopralluogo dei tecnici della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio – composta da Giuseppe Rociola, Giulia Maria Lombardi, Italo Maria Muntoni -, alla presenza di Nicola Gasperi (archeologo della societa Settanta7 srl incaricata della progettazione da Invitalia), ai tecnici del laboratorio prove Giepi srl di Foggia incaricato delle indagini, e alla presenza dell’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Galasso coadiuvato dalla Dirigente Area 8 PNRR Rigenerazione Urbana - Alessia Cordisco e dalla funzionaria comunale Silvana Corvino.
Il sopralluogo segue la comunicazione inoltrata dal Comune di Foggia all'indomani del rinvenimento degli ambienti ipogei all'interno del compendio immobiliare dell'ex Caserma Oddone di via Fuiani.
L'ispezione ha consentito di condividere gli esiti delle attività di indagine fin qui svolte e di verificare sul posto il programma operativo già approvato, predisposto per approfondire la natura e l'estensione dei ritrovamenti emersi nel corso delle indagini in atto sull'immobile. Al termine del sopralluogo, la Soprintendenza ha espresso il proprio assenso alla prosecuzione delle ulteriori fasi di indagine previste dal piano.
L'ex Distretto Militare è attualmente interessato da un ampio programma di recupero e rifunzionalizzazione che prevede la realizzazione del "Polo Museale Giordaniano", finanziato attraverso il CIS Capitanata con uno stanziamento di 7 milioni di euro, e dello "Studentato ADISU", sostenuto con ulteriori 20 milioni di euro a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC). Interventi strategici che consentiranno di restituire alla città un immobile di straordinaria importanza storica e architettonica, destinandolo a nuove funzioni culturali, formative e sociali.
Le attività di approfondimento archeologico, avviate inizialmente mediante indagini georadar e saggi endoscopici e successivamente implementate con ulteriori verifiche tecniche, hanno consentito di accertare l'esistenza di locali sotterranei in corrispondenza di un vano sottoscala il cui accesso risultava tombato. Contestualmente erano emersi anche reperti ossei e consistenti quantitativi di materiale lapideo e di riporto, elementi che hanno reso necessario l’immediato interessamento della Soprintendenza, prodromico all'avvio di una specifica fase di studio e tutela.
Secondo i primi riscontri tecnici, gli ambienti rinvenuti potrebbero essere riconducibili al nucleo trecentesco originario dell'antico Convento di San Francesco, una delle più antiche istituzioni religiose della città di Foggia, la cui storia è strettamente intrecciata con quella della comunità cittadina e con la presenza francescana sul territorio. Proprio il possibile collegamento con l'antico complesso conventuale conferisce ai ritrovamenti un particolare interesse storico e archeologico, aprendo nuove prospettive di ricerca e di valorizzazione del patrimonio identitario della città.
Nel dettaglio, il via libera della Soprintendenza consentirà ora di dare attuazione alla cosiddetta fase 2 del programma di indagine, che prevede la rimozione di un setto murario individuato in corrispondenza di una scala che, sulla base degli elementi raccolti fino ad oggi, potrebbe condurre verso ulteriori locali interrati facenti parte del sistema ipogeo.
Nel corso del sopralluogo, la Soprintendenza ha inoltre espresso verbalmente parere favorevole alla possibilità di verificare le condizioni per un accesso diretto agli ambienti sotterranei già individuati. Tale eventualità dovrà essere valutata con il coordinatore della sicurezza delle attività di indagine e, qualora ne ricorrano i presupposti tecnici e operativi, dovrà avvenire con l'ausilio di speleologi specializzati.
L'accesso agli ipogei consentirà di effettuare un accurato rilievo laser scanner tridimensionale di tutti gli ambienti rinvenuti, acquisendo una documentazione dettagliata delle caratteristiche morfologiche e dimensionali del complesso.
I risultati delle prossime fasi operative contribuiranno a delineare il valore storico e archeologico dei ritrovamenti e le modalità più appropriate per la loro conservazione e valorizzazione.

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)