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Primo piano

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ciaInoltrata alla Regione Puglia formale richiesta di assegnazione supplementare di gasolio
Agricoltori costretti a ricorrere a ulteriori lavorazioni e trattamenti per salvare le coltivazioni

"Nell'arco di settanta giorni, trenta sono stati funestati da fenomeni atmosferici, peraltro di forte intensità fino a eventi estremi, che hanno interessato l'intero territorio regionale e hanno costretto le imprese agricole pugliesi a ricorrere ad interventi tecnico-colturali ulteriori e ripetuti per salvare le coltivazioni e combattere malattie e parassiti. Lo dimostrano anche i bollettini emanati dalla Protezione Civile della Regione Puglia che hanno segnalato l'allerta gialla e, nel mese di luglio, anche arancione per rischio meteorologico, idrogeologico ed idraulico. Alla luce di quanto verificatosi da maggio ad oggi, abbiamo chiesto un'assegnazione suppletiva del 100% di carburante ad accisa agevolata". Così il presidente regionale CIA Puglia Raffaele Carrabba motiva l'istanza inoltrata formalmente alla Regione Puglia affinché conceda ulteriore gasolio agricolo agevolato, in considerazione delle operazioni colturali aggiuntive che si sono rese necessarie a seguito degli ultimi eventi calamitosi. Nella circostanziata richiesta si fa riferimento anche a tutti i messaggi di allerta della Protezione Civile dal 3 maggio al 15 luglio, trenta in tutto per l'appunto.
"È di tutta evidenza che in considerazione dell'andamento climatico sfavorevole le aziende abbiano dovuto provvedere a lavorazioni e trattamenti supplementari per salvare le coltivazioni. Le bizzarrie climatiche di una primavera atipica e di un principio d'estate altrettanto anomalo, ampiamente documentate da segnalazioni della CIA Puglia, hanno mandato in tilt le nostre campagne, minacciate peraltro da malattie fungine e parassiti. Per effetto delle grandinate e degli allagamenti - prosegue il presidente Carrabba - intere colture di pomodoro e orticole estive sono andate distrutte, rendendo necessarie altre operazioni di trapianto. Oltre ai danni generati dai nubifragi, le aziende hanno già subito un aggravio dei costi determinato dalle ulteriori lavorazioni ripetute più volte, in una corsa contro il tempo per salvare il salvabile".
Erbai, pomodoro da industria, ortive da pieno campo, cocomero/melone/zucca, uva da vino e vite da tavola, frutta polposa, frutta a guscio, oliveti e agrumeti sono le coltivazioni interessate da lavori aggiuntivi di arieggiamento, trasporto, aratura, affinatura, trapianto, trattamenti, zappatura, erpicatura, concimazione e diserbo.

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monteleone di pugliaCon “Nello”, lo SPI-CGIL ha fatto tappa anche a Celenza e Roseto, prossima tappa Casalvecchio
Accoglienza calorosa nel paese più alto della Puglia, e in tanti si iscrivono al sindacato

MONTELEONE DI PUGLIA “Nello”, il pullmino rosso del Sindacato Pensionati Italiani SPI-Cgil, è in missione sui Monti Dauni. Dopo le tappe di Celenza e Roseto Valfortore, è stato a Monteleone di Puglia, il Comune più alto della regione con i suoi 842 metri sul livello del mare: 1000 abitanti, circa 300 anziani, tanta curiosità da parte dei cittadini e un’accoglienza davvero squisita da parte del sindaco Gianni Campese. “Dobbiamo ringraziare il primo cittadino e tutti i monteleonesi per averci accolto con ospitalità e calore”, ha dichiarato Franco Persiano, segretario generale SPI Cgil Foggia. Accanto a lui, a comporre la delegazione che per diverse ore si è messa al servizio dei cittadini per aiutarli a verificare le loro posizioni e i loro diritti previdenziali e fiscali, c’erano il segretario generale dello SPI CGIL Puglia Giovanni Forte assieme a Tina Trevisonne e Alfonso Ciampolillo. “I paesi dei Monti Dauni sono meravigliosi, ma scontano una condizione di difficoltà dovuta al sistema viario, dei trasporti e dei servizi”, ha aggiunto Persiano. “Ciò nonostante, è proprio in questi borghi che si sperimenta un modello culturale, di accoglienza e solidarietà, che è all’avanguardia”. Con i progetti SPRAR, infatti, proprio Monteleone di Puglia ha mostrato come le politiche di integrazione dei migranti siano possibili e positive quando vi è il coinvolgimento consapevole delle Comunità locali. “Abbiamo trovato un’amministrazione comunale attenta, sensibile e propositiva”, ha proseguito Persiano. Nel proficuo colloquio con il sindaco, alla delegazione SPI è stato illustrato il progetto che, a breve, porterà all’attivazione a Monteleone di un Centro polivalente di aggregazione dove giovani e anziani potranno collaborare, organizzare iniziative intergenerazionali, gestire spazi di socialità per iniziative che aumentino la qualità della vita di tutti gli abitanti del paese. Monteleone di Puglia è il borgo che, ogni anno, fa parlare di sé nel mondo per il Premio Internazionale della Pace: un evento che, nel 2018, ha portato in paese Bernice Albertine King, la figlia di Martin Luther King. La via Francigena del Sud, l’escursionismo nei boschi e poi, ancora, il patrimonio architettonico di chiese, castelli, palazzi nobiliari, i grandi murales dedicati alla pace e il tocco finale della enogastronomia: Monteleone di Puglia offre molto più di quanto si possa pensare a chi viene a visitarla. “C’è un grande potenziale che va supportato, in modo da creare occasione di sviluppo e per l’occupazione giovanile”, ha dichiarato Franco Persiano. Nel cortile del centro di accoglienza, i bambini provenienti dall’Africa giocano spensierati sotto il murales che raffigura Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice del Nobel per la pace, e la scritta che campeggia lungo tutta la scalinata: nessuno è straniero nel mio Paese.
“Il sindaco ci ha fatto visitare prima il Giardino della pace, dove ogni albero è dedicato a una donna che si è distinta nella lotta per la pace, poi la Casa della terza età, una residenza per anziani di proprietà del comune e gestita da una cooperativa”, ha spiegato Gianni Forte, segretario generale SPI Cgil Puglia. “Tanti anziani, dopo essersi avvicinati e aver chiesto informazioni al personale del nostro pullmino dei diritti, hanno deciso di iscriversi allo SPI Cgil: siamo orgogliosi che ciò accada, ma lo siamo ancora di più per esserci messi in cammino, anche questa estate, per portare ovunque e concretamente i diritti sindacali, i diritti di tutti i cittadini”, ha concluso Gianni Forte. Il 23 luglio “Nello” sarà a Casalvecchio di Puglia, il 25 a Manfredonia e il 26 a Poggio Imperiale.

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uniRedatto dalla maggioranza dei docenti, sancisce l’opportunità della condotta assunta dal capitano a Lampedusa (ex art. 51 C.P.).
In riferimento alla ormai nota vicenda internazionale che ha coinvolto il capitano Carola Rackete, arrestata (e poi rilasciata) giorni fa a Lampedusa, per aver forzato il blocco navale della Marina Italiana e della Guardia Costiera Italiana con lo scopo di agevolare lo sbarco di alcuni immigrati raccolti nel mare Mediterraneo, i docenti del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia – a maggioranza, e col solo intento di sancire diritti e orientamenti già acquisiti dalla giurisprudenza nazionale e internazionale – hanno redatto e sottoscritto questo documento.
«La decisione del Giudice per Indagini Preliminari di Agrigento, di revocare ogni misura cautelare nei confronti del capitano Carola Rackete, applica una regola di Diritto. Più nello specifico, salvare gli immigrati in mare, consentendo loro di sbarcare in un porto sicuro, integra la scriminante dell’adempimento di un dovere, sancita dall’art. 51 del Codice Penale italiano e rafforzata dai principi contenuti nelle Convenzioni Internazionali, come quella di Montego Bay, e dal Diritto della navigazione. Allo stesso modo, è garanzia di rango costituzionale il rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza della Magistratura. Un intervento ministeriale sull’opportunità e sulla correttezza di un provvedimento di natura giurisdizionale, al di là dei toni usati, mina il principio di separazione tra i poteri dello Stato su cui si basa lo Stato moderno, dall’Illuminismo in poi. E’ importante ricordare, inoltre, che è la stessa giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ad aver espresso il principio secondo cui le dichiarazioni “colpevoliste”, rese pubblicamente dai rappresentanti del Ministero dell’Interno nei confronti di persone sottoposte alle indagini, costituiscono una violazione della presunzione di innocenza, indipendentemente da quale sia poi l’esito del giudizio penale».
Trattandosi di un’iniziativa condivisa dalla maggioranza dei docenti del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia, la presente sarà inviata a tutte le Università d’Italia (pubbliche e private) e a tutti i Dicasteri della Repubblica Italiana.

Davide Grittani

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serviziocivileUn progetto in favore degli anziani soli, per rompere isolamento e solitudine

VICO DEL GARGANO E’ stato approvato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Politiche Giovanili, il progetto ideato e presentato dal Comune di Vico del Gargano e denominato “Un sereno domani...A Vico 2019”. Si tratta di un progetto di Servizio Civile che prevede l’impiego di quattro persone, ragazze e ragazzi con età compresa tra i 18 e i 28 anni. I giovani, che saranno selezionati nelle prossime settimane dopo l’attivazione di specifico bando e l’apertura dei termini per la presentazione e l’esame delle domande di partecipazione, saranno impegnati per 12 mesi e 25 ore la settimana in una iniziativa in favore degli anziani, contro l’isolamento e la solitudine delle persone ultrasessantacinquenni. Tutti i dettagli dell’iniziativa saranno illustrate nelle prossime settimane, così da fornire ogni utile informazione a quanti vorranno partecipare al progetto presentando la propria domanda per la selezione.
Ai giovani volontari, in cambio del loro impegno, sarà corrisposto un compenso mensile di 433,80 euro. “Un sereno domani...A Vico 2019” è un progetto ideato per rafforzare i legami di Comunità e solidarietà, sviluppare una rete di attività che possano essere utili – per la propria crescita personale – sia ai volontari sia ai beneficiari del Servizio Civile. Per cultura, valori e conformazione demografica, Vico del Gargano è una città che conserva ancora un forte senso di solidarietà verso i propri anziani. La popolazione ultrasessantacinquenne vive soprattutto nel cuore del centro storico cittadino e, in alcuni casi, anche nelle zone rurali e nelle frazioni balneari. Il progetto del Comune di Vico del Gargano, approvato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha l’obiettivo di alleviare il senso di solitudine e l’isolamento vissuto da molti anziani.

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evasioneIl Corso è organizzato da Smile Puglia in partenariato con il Consorzio Aranea
Una volta scontato il loro debito con la giustizia, avranno una possibilità di riscatto

FOGGIA Sono 13 i detenuti del carcere di Foggia che stanno partecipando al corso per “Operatore della Ristorazione”. Il corso è tenuto da Smile Puglia, in partenariato con il Consorzio Aranea, nell’ambito dell’Avviso1/2017-Linea 1 Inclusione “Iniziativa sperimentale di inclusione sociale per persone in esecuzione penale.” Il Progetto finanziato dalla Regione Puglia - P.O.R. PUGLIA – FESR – F.S.E. 2014 – 2020 – rilancia la collaborazione istituzionale tra Istituti penitenziari, Enti di formazione e terzo settore fondamentale per l’efficacia dei percorsi di crescita personale e di reinserimento lavorativo e sociale della persona detenuta. Il corso di formazione è stato promosso in stretta collaborazione con la Direzione del penitenziario. Oltre alle attività formative, si stanno realizzando un servizio di mediazione culturale e l’organizzazione di un laboratorio teatrale. La parte teorica del corso è incentrata su diverse tematiche: lezioni di sicurezza sui luoghi di lavoro, informatica, inglese turistico, elementi di chimica e merceologia per arrivare poi ad approfondire l’arte culinaria, attraverso la fase di simulazione in contesto operativo. Gli allievi sono stati chiamati a confrontarsi con un tema, quello della cucina tipica a chilometro zero: un momento esperienziale mirato alla ricerca e alla contestualizzazione storica della realtà di Capitanata, attraverso la descrizione delle eccellenze locali, la loro valorizzazione nella quotidianità e la sperimentazione innovativa della cucina. È stata applicata una didattica basata sull’esperienza, sul fare, sull’assaggiare, vedere, sentire e partecipare. Gli allievi detenuti hanno simulato una co-progettazione insieme ai docenti, proponendo di giorno in giorno nuove ricette. La formazione può costituire un allentamento della tensione, un impegno mentale che favorisce la non fissazione nel qui e ora della cella, un’occasione d’incontro con persone che, provenendo dall’esterno, favoriscono una sensazione di minore abbandono. La formazione per il detenuto non è solo un’occupazione del tempo ma è anche la soddisfazione di un bisogno, un’opportunità a livello personale per rimettersi in gioco e per riscoprire risorse, abilità e potenzialità che molto spesso non sapeva nemmeno di possedere e che, all’interno di un sistema relazionale, gli consentono di riacquistare fiducia in sé stesso. I detenuti che hanno deciso di partecipare al percorso si sono mostrati motivati ed entusiasti. Hanno messo grande impegno nella preparazione di primi e secondi piatti e nella realizzazione di dolci e prodotti da forno. “Sono davvero ammirevoli – ha sottolineato il presidente di Smile Puglia- Antonio De Maso – l’entusiasmo e l’impegno che i corsisti, Federico, Anacleto, Luigi, Giuseppe, Vincenzo, Giuseppe, Islam, Michele, Fabio, Christian, Alessio, Luigi e Domenico, hanno profuso nel seguire tale iniziativa. Alcuni evidenziano naturali propensioni e talento per le attività di pasticceria e di cucina. Molti di loro potranno sicuramente impiegarsi in entrambi i settori”. “Ci teniamo a ringraziare tutto lo staff dei nostri docenti e dei nostri tutor: Pina Di Cesare, Massimo D’Amico, Giuseppe De Cato, Marzia Salsapariglia, Franco Foglio, Pietro Perrino, Lucy Serena, Luigi Talienti, Giorgio Cicerale, Pietro Del Gaudio, Lucia Di Domenico, Umberto Mastroluca, Mario Ognissanti, Giuseppe Scarlato, Vincenzo Romano, Rocco Serena, Luigia Cristiani e Carmela Longo. Hanno seguito quotidianamente gli allievi, in modo professionale e appassionato, trasmettendo conoscenze e competenze non solo squisitamente culinarie, ma soprattutto aprendo dialoghi e confronti di profonda umanità. Inoltre, a fine corso si prevedono momenti dedicati all’approfondimento degli strumenti di ricerca attiva del lavoro”, ha sottolineato e concluso la coordinatrice del percorso formativo Grazia Francavilla.

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