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cavaliere"Necessario istituire un’apposita commissione consiliare per chiarire i meccanismi di gestione dei fondi destinati a contrastare il disagio sociale".


Avverto il dovere ed insieme la necessità di esprimere il più vivo apprezzamento per l’iniziativa meritoria, davvero lodevole, denominata “Foggia Children”, portata avanti e condivisa da soggetti pubblici e privati, guidata dal comitato provinciale dell’Arci di Foggia.
Un progetto che ha l’ambizione di approfondire la conoscenza delle povertà educative e di affrontare le problematiche connesse alla cogente emergenza sociale presente nella nostra Città. Anche in questo caso, il terzo settore si è attivato per supplire alle carenze di enti ed istituzioni a cui spetta dare risposte a bisogni espressi con sempre maggiore intensità e drammaticità da un numero crescente di persone.

Una riflessione che impone di tornare su una questione oggetto di forti polemiche nella recente campagna elettorale e che riguarda le modalità di gestione delle risorse del Piano Sociale di Zona e, più in generale, dei fondi destinati a fronteggiare le gravi emergenze sociali presenti in Città.
Come si ricorderà, in piena campagna elettorale, fu adottato un atto per assegnare, senza alcuna procedura di evidenza pubblica, fondi ad alcune associazioni, una delle quali è risultata gestita anche dal figlio di un assessore e nella cui sede operava un comitato elettorale a sostegno del sindaco Landella e del medesimo assessore.
Vero è che quell’atto venne prontamente revocato dal sindaco dopo che fu portato all’attenzione della pubblica opinione, ma ciò non toglie che quella vicenda costituisce la prova più eloquente della validità delle risultanze dello studio elaborato dal professor Cottarelli, della Cattolica di Milano, che colloca Foggia all’ultimo posto nella classifica sull’efficienza ed il rendimento della spesa per i servizi al cittadino. Nella sostanza, quando risorse pubbliche destinate a soddisfare esigenze sociali s'intrecciano con azioni mirate a tutelare o agevolare interessi personali, il risultato di questa azione non potrà che essere negativo.

Chiusa la campagna elettorale, è necessario impegnarsi a sovvertire gli esiti dello “studio Cottarelli”, partendo dall'analisi delle cause che hanno impedito di mettere a frutto con coerenza ed efficienza i milioni di euro destinati alla spesa sociale nella città Foggia e che non hanno prodotto i risultati attesi. C’è, inoltre, l’esigenza di verificare i meccanismi e gli esiti di una gestione a volte opaca che ha suscitato più di un dubbio e di un sospetto tra gli operatori del settore e che, in diverse circostanze, ha dato la sensazione di operare al limite della legittimità e, talvolta, della liceità, con particolare riferimento ai criteri posti a base della concessione dei benefici economici.

Queste riflessioni conducono alla necessità di promuovere, spinti da spirito propositivo, la costituzione di un’apposita commissione consiliare, nel puntuale rispetto delle modalità previste dallo Statuto, affinché si faccia chiarezza sulla gestione del Piano Sociale di Zona, illuminando le zone d'ombra e fugando ogni dubbio o sospetto. Accertare, dunque, che ogni euro sia stato speso per fronteggiare le sacche del bisogno e che non sia passato attraverso la discrezionalità o, peggio ancora, il malcelato interesse personale di chicchessia.
La proposta non deve assolutamente essere intesa come la volontà di avviare processi a chicchessia, ma come la risposta istituzionale al dovere morale e politico di agire con trasparenza e nell'esclusivo interesse e nel rispetto di chi avrebbe potuto beneficiare di quelle provvidenze e che invece non ha trovato ascolto.
Avanzo questa proposta consapevole del ruolo istituzionale di consigliere comunale di minoranza e della necessità di collaborare, pur dai banchi dell'opposizione, a migliorare l'amministrazione dei beni comuni e dei fondi pubblici.

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stadio foggiaSono stati prorogati di altri sei giorni i termini per presentare la richiesta per l'acquisizione del Foggia calcio.
Infatti in una nota del Dirigente dell'Ufficio Gabinetto del Sindaco Angelo Mansella viene allungata di altri 6 giorni i termini.
Di seguito il comunicato.

Come si legge nel dispositivo "premesso che, in data 04/07/2019 è stato pubblicato all'Albo pretorio e sul sito istituzionale dell'Ente l'avviso pubblico a oggetto 'Procedura esplorativa per l'acquisizione di manifestazione di interesse da parte di società o associazioni sportive per l'iscrizione della squadra di calcio della città di Foggia al campionato 2019/2020, ai sensi dell'art.52 comma 10 NOIF', e in data 05/07/2019 si è proceduto alla rettifica dell'avviso de quo nella parte in cui indica in 150mila euro il contributo alla FIGC ex Art. 52 comma 10 delle NOIF (punto e), nel senso che lo stesso contributo non può essere inferiore a 300mila euro così come stabilito dal Consiglio Federale nella riunione del 02/04/2019 di cui al comunicato ufficiale n.82/A.pa, Preso atto che al fine di favorire la massima partecipazione si rende necessario prorogare i termini per la presentazione delle candidature, attesi i tempi ristretti di cui all'avviso de quo, si dispone la proroga dei termini di scadenza per la manifestazione di interesse dal 16 luglio (ore 12) a lunedì 22 luglio, ore 12".

Ad oggi sono sei le proposte protocollate agli uffici del Comune, di altrettante società intenzionate ad acquisire il titolo sportivo del Foggia calcio.

La IDEV SAS del produttore cinematografico Francesco Di Silvio, rappresentato da Peppino Affatato, legata forse ad un fondo di investimento francese.

La Soccer Foggia SSD ARL, facente capo al finanziere Raffaello Follieri. Già da tempo Follieri aveva manifestato l'interesse di acquisire il Foggia. L'imprenditore si impegnerebbe a portare avanti per cinque anni il progetto con un investimento di spesa complessivo di 15 milioni di euro. Il primo atto sarà la capitalizzazione per un milione di euro, interamente depositati sul conto della Soccer Foggia, contestualmente all'assegnazione del titolo in suo favore, prima dell'iscrizione al campionato prevista per il 9 agosto 2019. Si punterà molto sul settore giovanile, lo scouting provinciale in tutti i centri della provincia, sulla garanzia dei diritti dei tifosi con disabilità, sulla ristrutturazione e fruibilità del Campo degli Ulivi e del Campo Scuola "Mondelli - Colella", sul merchandising internazionale, sulla iscrizione al campionato anche della squadra femminile e quella della 4° categoria e sulla visione delle gare del Foggia su Piattaforme nazionali e internazionali oltre che su Foggia Channel. 
Il gruppo rappresentato dall'imprenditore edile Nicola Di Matteo, la SSD ARL Città di Foggia. A presentare la domanda è stato l'imprenditore foggiano Marco D'Adduzio insieme a Filippo Polcino.
Claudio Quaglione, con la Calcio Foggia 1920 SSD ARL, gruppo capeggiato da Bellisario Masi, già direttore generale del Foggia tra il 2012 e il 2014, quando il Foggia ripartì dalla serie D con Pelusi e i Lo Campo. 
Gianfranco Travaglin, il primo ad aver consegnato questa mattina la busta con la candidatura alle ore 09:10, del quale non si conoscono quasi nulla.
L'ultima domanda protocollata, è stata quella del gruppo Nember, costituito da imprenditori locali.

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ciaEventi estremi, CIA Puglia: "Agricoltori ostaggi del clima e del rischio idraulico"
Castellaneta Marina nell'occhio del ciclone. In Capitanata perso fino al 70% dei raccolti
Uva, ortaggi e pomodoro KO dopo gli ultimi nubifragi devastanti dal Gargano al Tarantino

"Il lavoro di un anno è stato vanificato in pochi minuti dall'ultima massiccia perturbazione. Gli agricoltori hanno perso fino al 70 percento della produzione. Uva, ortaggi, meloni e pomodoro sono le colture più colpite in questa nuova ondata di maltempo che, in Puglia, ha risparmiato solo il Salento. Siamo ostaggi del clima. Ormai è riduttivo parlare di grandine, vento e pioggia quando piombano dal cielo chicchi grossi come palline da golf e si scatenano tornado che sradicano gli alberi spazzando via tutto al loro passaggio. Ci troviamo di fronte a eventi estremi, conseguenza anche dell'impatto dei cambiamenti climatici che hanno certamente influito sulla frequenza e intensità. Il mondo agricolo è in balia di fenomeni di portata eccezionale imprevedibile, costretto ad assistere inerme alla distruzione di interi raccolti. Strettamente correlato è il tema della difesa del suolo e della pericolosità idraulica che rende le nostre aree rurali ancora più vulnerabili". Così il presidente regionale CIA Puglia Raffaele Carrabba descrive lo scenario all'indomani dell'ultima devastante perturbazione. Raccolte le segnalazioni, i tecnici CIA Puglia sono al lavoro per una ricognizione delle colture e strutture danneggiate e una prima stima dei danni in provincia di Foggia, Bari, Brindisi e Taranto.
"Qualunque precauzione risulta inutile davanti ai rischi emergenti, basti pensare ai teli di protezione dei vigneti che non possono nulla durante tempeste di proporzioni inaudite, come quelle registrate nelle ultime ore - prosegue Carrabba - Considerata l'eccezionalità e la gravità delle calamità che si sono abbattute in Puglia già una settimana fa, precisamente il 4 luglio nel Foggiano e nel Tarantino, territori colpiti da violente grandinate, e poi il 9 luglio con trombe d'aria in Capitanata e da ultimo il 10 luglio con i nubifragi che, a macchia di leopardo, hanno interessato quasi tutta la regione, chiediamo di andare in deroga all'attuale legislazione, così come avvenuto per le gelate, altrimenti i produttori dovranno accollarsi ancora una volta da soli i danni. E non è più sostenibile considerata la frequenza delle calamità".
Già martedì sui Monti Dauni, in provincia di Foggia, dov'è appena iniziata la mietitura, una buona percentuale dei raccolti è andata persa. A Roseto Valfortore un'impressionante tromba d'aria ha scoperchiato i capannoni. In un'azienda le lamiere sono state letteralmente sradicate e lanciate a centinaia di metri, mentre le rotoballe dai campi sono finite in strada, costituendo un pericolo per gli automobilisti. Nella stessa giornata, forti raffiche di vento tra San Severo e San Marco in Lamis hanno messo KO intere piantagioni di pomodori.
Circoscritte ma vaste le aree interessate dal maltempo nella giornata di mercoledì 10 luglio. Colpite, in particolare, le zone della fascia costiera. In Capitanata, la mappa delle grandinate e delle alluvioni accompagnate da forti raffiche di vento si estende dall'agro di San Severo a Lesina, Apricena, Poggio Imperiale e San Paolo di Civitate. I danni alle colture, qui, oscillano tra il 30-35% fino a oltre il 70%. I campi sono stati completamente allagati. L'uva è stata martoriata e definitivamente compromessa la raccolta.
A preoccupare oggi è il fiume Candelaro all'altezza di Rignano Garganico, a rischio esondazione, sorvegliato speciale. "Ancora una volta il territorio rischia di pagare lo scotto della mancanza di adeguate politiche di mitigazione del rischio idraulico - aggiunge il presidente CIA Puglia - Abbiamo invocato anche a livello nazionale un programma di interventi per la messa in sicurezza chiedendo di passare dalla gestione dell'emergenza alla prevenzione, superando le normative vigenti. Tramite la piattaforma CIA-Agricoltori Italiani "Il Paese che vogliamo" abbiamo stilato un preciso progetto di manutenzione delle infrastrutture e del territorio per contrastare il dissesto idrogeologico. Gli ultimi eventi meteo hanno evidenziato tutta la fragilità del territorio: le strade rurali e quelle urbane si trasformano in torrenti in piena, gli impianti cedono, gli alberi sradicati diventano un pericolo mortale".
In provincia di Taranto, Castellaneta, Ginosa e le rispettive marine sono state nell'occhio del ciclone. A provocare danni sono state soprattutto le trombe d'aria che hanno divelto gli alberi, abbattuto vigneti e spezzato in due gli ulivi. Numerosi i problemi alla circolazione, non soltanto sulle strade rurali: gli alberi sradicati hanno rappresentato un pericolo anche lungo la SS580 che collega Ginosa alla marina. Anche nel Tarantino, ad avere la peggio è stata soprattutto l'uva. In Contrada Caravella a Castellaneta interi filari sono stati abbattuti e i pali non hanno retto alla forza dei nubifragi. Qui già il 4 luglio scorso, fino a Laterza, l'uva era stata facile bersaglio di un'altra violenta grandinata.
In provincia di Brindisi si sono concentrati vento, grandine e pioggia, impattando soprattutto lungo la costa nord. Anche in questo caso, grossi chicchi hanno bombardato le campagne e non hanno lasciato scampo alle colture.
Il maltempo non ha risparmiato nemmeno la provincia di Bari, e la bufera ha lasciato a terra una distesa di olive nella zona di Bitonto e Giovinazzo. Il vento ha sferzato le produzioni fino a piegarle anche nelle Murge: Minervino è tra le località che hanno subito più danni.
"I nuovi eventi estremi impongono di ripensare il sistema delle coperture assicurative - conclude il presidente CIA Puglia Raffaele Carrabba - Le istituzioni, una buona volta, devono decidersi a prendere di petto il tema della riforma, della gestione e del contenimento dei rischi per la tutela del suolo e del reddito degli agricoltori".

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scuolaFONDI PER L’EDILIZIA SCOLASTICA: DAL MINISTRO DELLA LEGA, BUSSETTI, PIÙ DI 3 MLN DI EURO PER LA PROVINCIA DI FOGGIA

“È stata pubblicata dal MIUR la graduatoria per gli interventi di edilizia scolastica. Su 323 Enti Locali finanziati, a Foggia e Provincia destinati più di 3 mln di euro che serviranno a mettere in sicurezza edifici scolastici, a fare interventi di manutenzione e ristrutturazione. Ancora una volta da questo Governo, nella figura del Ministro Bussetti, è arrivata attenzione verso la nostra Provincia con un ulteriore segnale di concretezza che rappresenta un punto cardine della politica che la Lega sta portando avanti su tutto il territorio nazionale. Siamo accanto alle comunità e alle loro esigenze, consapevoli che c’è ancora tanta strada da fare ma che dopo anni di immobilismo finalmente si sta lavorando a garantire ossigeno alle Amministrazioni locali e a sviluppare intere zone da sempre dimenticate da una politica cieca e sorda.”

Daniele Cusmai, Commissario Provinciale Lega Foggia

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ciaNo alla criminalizzazione, le aziende scontano lacune sistemiche da risolvere
Ferrandino: “Grande disponibilità da parte del Prefetto, SI ai tavoli tematici”
1000 richieste dal decreto flussi, il problema dei moduli abitativi e del trasporto

FOGGIA – Le imprese agricole foggiane, prima delle grandi campagne estive di raccolta, hanno chiesto che dal decreto flussi per i lavoratori extracomunitari arrivassero 1000 persone: ad oggi, non hanno ricevuto alcuna risposta. E’ uno dei dati emersi durante l’incontro di ieri sera, nel Palazzo del Governo, tra il Prefetto di Foggia e le organizzazioni agricole. Per CIA Agricoltori Italiani della Capitanata erano presenti il presidente provinciale Michele Ferrandino, il direttore provinciale Nicola Cantatore e i componenti della giunta provinciale Leonardo Santucci, Angelo Miano e Francesco D’Angelo.
“Abbiamo trovato grande disponibilità da parte del Prefetto al quale abbiamo chiesto di svolgere la mediazione negoziata tra tutte le parti coinvolte”, ha dichiarato Michele Ferrandino. “Alla luce degli ultimi provvedimenti per il contrasto al caporalato, abbiamo ribadito che le imprese agricole, in molti casi, si trovano ad affrontare problemi e lacune di sistema che vanno al di là della loro volontà di seguire le regole”, ha aggiunto Ferrandino. “Lo sfruttamento dei lavoratori è inaccettabile”, ha detto Nicola Cantatore, “per questo le imprese agricole che vogliono rispettare la legge, e stiamo parlando della stragrande maggioranza, vanno messe nelle condizioni migliori per poter lavorare, creare reddito e occupazione”. Col Prefetto, oltre che della richiesta delle aziende agricole di poter assumere un numero maggiore di lavoratori extracomunitari, si è discusso anche delle regole e delle misure che riguardano il trasporto e l’accoglienza dei braccianti stranieri. “Sui moduli abitativi”, ha continuato Cantatore, “abbiamo chiesto al Prefetto un’azione chiaritrice: ad oggi, e a fronte di impegni presi nelle scorse settimane dai livelli istituzionali, non sappiamo chi debba farsi carico di questo aspetto tra Ente Provincia e Regione Puglia”. “Per ciò che attiene al trasporto”, ha aggiunto Ferrandino, “abbiamo indicato e concordato percorsi e modalità da oltre un mese, per cui ci aspettiamo che le difficoltà contingenti possano essere presto superate”. A preoccupare imprese agricole e organizzazioni di riferimento, come la CIA Agricoltori Italiani, è l’imminente apertura della campagna per il pomodoro. “Si fa un gran parlare di caporalato, un fenomeno odioso che va combattuto, e per farlo occorre che le aziende del comparto primario non vengano criminalizzate e vessate, maltrattate da una burocrazia che rende tutto più astruso e complicato, da lacune sistemiche nella gestione concreta dei flussi di lavoratori stranieri che in nessun modo sono dovute alle imprese”, ha dichiarato il presidente di CIA Capitanata Michele Ferrandino. “Alle imprese agricole spetta il compito di produrre bene, secondo le regole e rispettando i diritti e la sicurezza dei lavoratori; le istituzioni, dal canto loro, devono mettere le aziende nelle migliori condizioni di produrre, creare reddito, occupazione e sviluppo, favorendo chi intende soltanto fare il proprio mestiere. Va trovato un punto di equilibrio, uscendo dalla criminalizzazione che offre titoli a caratteri cubitali ma non favorisce la risoluzione concreta dei problemi, a vantaggio di tutte le componenti: imprenditori, lavoratori e consumatori”, ha aggiunto Ferrandino. “Apprezziamo l’impegno e la disponibilità del Prefetto, che ci ha annunciato la volontà di istituire dei tavoli tematici con tutte le componenti interessate per affrontare e risolvere i problemi”, ha concluso il direttore provinciale di CIA Capitanata Nicola Cantatore.

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