Condividi con

FacebookMySpaceTwitterGoogle BookmarksLinkedinPinterest

Chi c'è online

Abbiamo 349 visitatori e nessun utente online

Primo piano

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)

cia
In ribasso le quotazioni di CUN e Borse Merci, Cia Agricoltori “Aziende in difficoltà”

I produttori cerealicoli di Bari, della Bat e di Foggia – attraverso CIA Levante e CIA Capitanata, declinazioni provinciali di CIA Agricoltori Italiani Puglia – denunciano gravi speculazioni in atto sul prezzo del grano duro. Le quotazioni della CUN e delle borse merci di Bari e Foggia, infatti, questa settimana hanno fatto segnare un ribasso: un calo di 10 euro alla tonnellata nel Barese, dai 20 ai 23 euro nel Foggiano. Un deprezzamento pesante, tenuto conto sia degli insostenibili aumenti dei costi di produzione che vanno dalla prima aratura alla trebbiatura, sia del decremento quantitativo delle rese per ettaro, a causa della persistente siccità, la più prolungata degli ultimi anni.
C'è poi un effetto indiretto determinato dalla guerra tra Russia e Ucraina che, per i crescenti prezzi energetici, impatta a più livelli sui mercati. Nonostante ciò, le quotazioni del grano duro registrano un sorprendente calo del prezzo per quintale.
“Ci si sta anche approfittando delle esigenze degli agricoltori di incassare qualcosa per poter onorare gli impegni assunti”, denunciano CIA Levante e CIA Capitanata, “nonostante la crescente richiesta di grano italiano certificato, la cui produzione si è contratta di circa il 35-40%. Gli imprenditori agricoli reclamano il giusto prezzo, altrimenti per le aziende che non riusciranno a coprire i costi di produzione sarà davvero difficile seminare nuovamente grano in autunno, col risultato di una maggiore dipendenza di materie prime agricole dall’estero. Adesso si potrebbe aprire una fase di incertezza tale da innescare una spirale dalla quale sarà sempre più difficile uscire. CIA evidenzia che l'andamento del mercato dimostra, per chi ancora avesse dubbi, che l’aumento dei prezzi dei prodotti finali ai consumatori, come pane, pasta, farine, biscotti, non dipende dai prezzi dei prodotti agricoli. Negli ultimi anni, complessivamente la Puglia ha prodotto mediamente 9,5 milioni di quintali di grano duro, vale a dire il 35% della produzione nazionale, impiegando una superficie pari a 344.300 ettari. Da sola, la provincia di Foggia riesce in media a produrre 7.125.000 quintali su una superficie di 240mila ettari.
Il calo della produzione, con rese che saranno inferiori di circa il 35-40% alle medie degli ultimi anni, è diretta conseguenza del prolungato periodo di siccità riscontrato nei mesi invernali. Il problema si riscontra in tutte le aree della Puglia, dal Foggiano alla Bat e all’area metropolitana di Bari, stessa cosa per il Tarantino. A macchia di leopardo, laddove le precipitazioni piovose invernali hanno scongiurato le conseguenze della siccità, le rese sono in linea con le medie statistiche rilevate da Ismea contenute nella forbice fra i 35-40 quintali per ettaro. Prevalgono in tutta la Puglia, tuttavia, le aree in cui l’inverno è stato avaro d’acqua.
I costi di produzione per chi coltiva e raccoglie grano sono già aumentati dal 30 al 40%. Coltivare e, soprattutto, raccogliere un ettaro di grano, prima della pandemia aveva un costo che oscillava fra i 700 e i 750 euro, mentre oggi occorrono ben più di 1000 euro. La trebbiatura, ad esempio, risente dell’incremento di costo fatto registrare dal gasolio.

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)
0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)

ciaTredici centesimi al chilo per il tondo, 14 per il lungo, surplus del 30% per il biologico
Ma sulla campagna pesano le incognite del maltempo in arrivo e di un possibile stop dei tir

“Anche se con notevole ritardo, è stato finalmente raggiunto l’accordo sul prezzo del pomodoro da industria al Centro-Sud: ai produttori saranno accordati 13 centesimi al chilo per il tondo, 14 centesimi al chilo per il lungo, e una maggiorazione pari al 30% per il biologico. L’intesa è positiva e siamo soddisfatti soprattutto perché sia il nostro lavoro come organizzazione sindacale degli agricoltori sia quello delle Organizzazioni di Produttori hanno portato a un accordo che sembrava irraggiungibile”. E’ Angelo Miano, presidente di CIA Capitanata, a commentare il raggiungimento dell’intesa sul prezzo del pomodoro da industria. “Sul livello dei prezzi riconosciuti ai produttori”, ha aggiunto Miano, “ha influito l’eccellente qualità che i primi raccolti in provincia di Foggia stanno evidenziando. Ora, però, sulla campagna del pomodoro ci sono due grandi incognite: la prima riguarda le previsioni meteo che non promettono nulla di buono tra giovedì sera e la giornata di venerdì 8 luglio, temiamo che eventi climatici estremi possano arrecare seri danni; la seconda è il paventato stop degli autotrasportatori che metterebbe a rischio raccolta e consegna di un prodotto, come tutti sanno, altamente deperibile”.
Proprio CIA Agricoltori Capitanata, già a partire dall’inizio del 2022, aveva lavorato a lungo sulla ricerca di un’intesa soddisfacente ed equa per i produttori.
Un traguardo che sembrava a portata di mano a fine maggio, ma poi non si riuscì a trovare la quadra.
“Il mondo agricolo si è compattato. E non è inutile ricordare”, ha dichiarato Miano, “quanto sia stato utile e determinante per certi versi lo studio elaborato da CIA Capitanata sui costi per ettaro di produzione e raccolta del pomodoro”.
La O.I, Organizzazione Interprofessionale del Centro Sud Italia, associa i soggetti economici della filiera del pomodoro nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Toscana, Sardegna, Sicilia e Umbria, con ripartizione paritaria dei voti fra la componente di produzione agricola e quella di trasformazione. In quest’area, ogni anno, sono coltivati circa 30mila ettari di pomodoro da industria (17mila dei quali nel Foggiano), con il coinvolgimento di 24 Op (Organizzazioni di Produttori) e 49 imprese di trasformazione per la lavorazione di circa 2,96 milioni di tonnellate di pomodoro (dati 2021).
IL RUOLO DELLA CAPITANATA. Nel sistema produttivo del pomodoro da industria, Foggia e la sua intera provincia rivestono un ruolo centrale, soprattutto per ciò che riguarda i numeri e la qualità espressi dalle aziende agricole che investono in quello che, un tempo, era definito “oro rosso”.
In tutta la Puglia, con la provincia di Foggia a farla da padrona, lo scorso anno furono coltivati a pomodoro 17.170 ettari, per una produzione totale raccolta pari a 14.782.950 quintali. Da sola, la nostra regione rappresenta oltre il 50% della superficie coltivata a pomodoro in tutto il Sud e circa il 70% del raccolto di tutto il Mezzogiorno. In provincia di Foggia, zona di massima produzione in Italia, la situazione è diversificata rispetto alle rese: si va dagli 800 ai 1200 quintali raccolti per ogni ettaro. I pomodori pugliesi hanno specificità qualitative che li rendono unici per proprietà nutritive e richiesta sul mercato, di qui la necessità di garantire agli agricoltori una redditività all’altezza del loro impegno e del loro prodotto.

 

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)
0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)

celle
Formazione-impresa, servizi e infrastrutture comuni, una residenza artistica per accogliere idee e talenti
Un unico portale per informare turisti e viaggiatori di tutto il mondo su patrimonio materiale e immateriale
Dalla mappatura dell’esistente alla nuova funzionalità e fruibilità di alloggi, info-point, musei, botteghe

Formazione per la nascita di nuove attività imprenditoriali; attività, servizi e infrastrutture per interconnettere i tre borghi di Celle di San Vito, Castelluccio Valmaggiore e Faeto; la creazione di una residenza artistica annuale per ospitare pittori, musicisti, fotografi, accademici, scrittori e graphic designer e persone da tutto il mondo grazie alle quali promuovere iniziative e valorizzare l’area. Sono solo alcune delle attività che saranno implementate grazie al finanziamento del progetto presentato dal Comune di Celle San Vito all’interno della Linea di Azione B dell’investimento 2.1, “Attrattività dei Borghi”, nell’ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).
Il progetto, che è stato presentato con i comuni di Castelluccio Valmaggiore e Faeto, ha ottenuto più di 2 milioni e mezzo di euro e ha come finalità la rigenerazione culturale e sociale di questi tre comuni.
“L’obiettivo principale del progetto è quello di creare azioni di supporto alla comunicazione e alla diffusione delle informazioni relative all’offerta di questo territorio – ha dichiarato la sindaca di Celle di San Vito, Palma Maria Giannini – Una linea di azione che promuoverà il nostro brand non solo a livello nazionale e internazionale”. Sarà creato un portale web come punto di riferimento per i turisti da utilizzare come canale di comunicazione primario. Al suo interno, si promuoveranno non solo le iniziative turistiche ma anche le attività produttive, le eccellenze enogastronomiche, i servizi e le strutture della ricettività e gli eventi culturali. Un modo per guidare il turista e i viaggiatori in un’esperienza a 360° dell’intero territorio dei tre comuni.
Prima di arrivare alla fase di promozione del territorio, il progetto prevede di rafforzare le interconnessioni nei tre borghi in termini culturali, sociali e produttivi oltre a potenziare i servizi, le infrastrutture e la loro piena fruibilità.
“In prima battuta sarà offerta ai cittadini una formazione imprenditoriale e culturale che li supporti nell’avvio di piccole attività produttive – ha proseguito la Sindaca Giannini – In secondo luogo renderemo fruibili le infrastrutture già esistenti come, ad esempio, l’ammodernamento dell’Info Point”.
Il progetto, inoltre, prevede la realizzazione di attività culturali che siano utili all’ampliamento della proposta turistica. Tra le azioni previste vi sono una residenza per artisti che sia attiva ogni anno e la realizzazione di un festival delle minoranze linguistiche. Il comune di Celle di San Vito, infatti, unitamente al vicino comune di Faeto, è l’unica isola linguistica francoprovenzale presente nel sud Italia, riconosciuta e tutelata da una legge statale quale “preziosa minoranza etnico-storico-linguistica”. Il francoprovenzale è stato riconosciuto dall’Unesco lingua a rischio di estinzione e, pertanto, inserita nell’Atlante Atlas come patrimonio culturale immateriale da tutelare.
Infine, il progetto prevede la creazione di una biblioteca digitale che permetterà di tutelare e valorizzare antichi mestieri e tradizioni culturali, linguistiche ed enogastronomiche del territorio.
“Questo progetto fa leva sul forte senso di comunità e di connessioni con le radici del proprio territorio – ha concluso Giannini –, con l’obiettivo di motivare le nostre popolazioni a restare nelle proprie comunità e a creare un nuovo fermento culturale ed economico capace di autoalimentarsi nel corso degli anni, aumentando l’attrattività dei tre borghi e riuscendo così ad invertire il trend di spopolamento in questi comuni”.
Il progetto di Celle di San Vito è uno dei 23 della Linea B del PNRR finanziati in tutta la Puglia. In totale, in provincia di Foggia sono arrivati 14 milioni di euro, di cui, appunto, più di 2,5 milioni di euro sono finiti ai tre Comuni della Valle. Nei giorni scorsi, si è tenuto nella sala consiliare del comune di Troia un incontro con i sindaci dell’Area Interna per valutare sinergie tra i progetti finanziati della Linea B con i progetti finanziati con la Linea A del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)
0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)

carlantinodigadiocchitoMiano: “Occasione epocale, superare ostacoli burocratici ed egoismi per aiutare l’agricoltura”

FOGGIA – “Con la costruzione di una condotta di soli 10 chilometri, è possibile recuperare una parte rilevante dei 200 milioni di metri cubi d’acqua che – annualmente – confluiscono a mare dalla diga del Liscione, in Molise, convogliandone una quota verso la diga di Occhito, così da poterla utilizzare per le esigenze irrigue della Capitanata. Ci sarebbero anche le risorse economiche per l’opera, visto che alla Regione Molise è stata finanziata per 190 milioni di euro la realizzazione del sollevamento delle acque del Liscione e la distribuzione delle stesse, così da rendere irrigui almeno altri 4mila ettari di terreni molisani”.
E’ Angelo Miano, presidente di CIA Capitanata, a tornare su un tema centrale nella piattaforma di proposte presentata da CIA Agricoltori italiani Puglia per il rilancio strutturale dell’agricoltura pugliese. Una delle questioni nodali, infatti, è la siccità e, con essa, la necessità inderogabile di nuove infrastrutture capaci di ottimizzare l’uso della risorsa idrica.
“L’istituzione del Commissario Unico per l’emergenza idrica in Italia”, ha aggiunto Miano, “con i poteri straordinari affidati a questa nuova figura e la possibilità conseguente di accelerare l’iter di realizzazione di nuove infrastrutture rappresenta, per la Capitanata e per tutta la Puglia, un’opportunità di velocizzare i tempi di approvazione e costruzione di tante nuove opere”.
“Occorre superare gli ostacoli burocratici e gli egoismi politici che, finora, hanno causato il congelamento di opere importantissime. Il dialogo costruttivo e la collaborazione tra Regione Molise e Regione Puglia può portare enormi benefici alle popolazioni di entrambe le regioni, attraverso la realizzazione di un’opera strategica per il comparto agricolo molisano e per quello pugliese”.
ACQUA PER L’AGRICOLTURA. Con oltre 500mila ettari di superficie agricola utilizzata, quello di Foggia è uno dei più vasti ‘distretti’ agricoli naturali d’Europa. Per l’ulteriore sviluppo di alcune colture d’eccellenza della Capitanata, quella del pomodoro su tutte ma più in generale per tutto il settore dell’ortofrutta, potenziare la risorsa idrica a uso irriguo è fondamentale. Un potenziamento necessario anche se si vuole favorire la nascita di nuovi complessi industriali nel settore della trasformazione agroalimentare, decisivo per completare la filiera e incrementare il valore aggiunto delle produzioni.
OCCASIONI PERDUTE E DA NON PERDERE PIU’. “Nel recente passato, a causa di lungaggini e di contrapposizioni dannose”, ha ricordato Miano, “il territorio ha perso occasioni storiche per intervenire con decisione sulla questione idrico-irrigua e potenziare il proprio patrimonio di strutture, tecnologie e innovazioni capaci di ampliare la dotazione della risorsa-acqua in favore dell’ulteriore sviluppo del comparto agricolo in Capitanata. Per questo motivo, riteniamo sia arrivato il momento di rompere gli indugi e ammodernare e potenziare il nostro patrimonio infrastrutturale che contrasti concretamente il problema sempre più drammatico della siccità”.

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)
0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)

vigilidelfuocoUn incontro per analizzare lo stato attuale e considerare soluzioni possibili
Si terrà a Motta Montecorvino, lunedì 4 luglio, il convegno “Emergenza incendi, soluzioni a confronto”. Si è ritenuto di voler promuovere un momento di confronto sul tema dell'emergenza incendi finalizzato ad analizzare lo stato attuale e considerare soluzioni possibili. Un tema che riguarda sia la tutela del nostro patrimonio boschivo ma anche il settore produttivo agricolo.

È necessario sviluppare forme di prevenzione per contrastare il fenomeno dei roghi che negli ultimi anni sta devastando il nostro Paese. L’obiettivo comune deve essere quello di rafforzare le azioni di prevenzione degli incendi e migliorare le capacità di lotta attiva. Tuttavia, qualsiasi opera di sensibilizzazione e di informazione dei cittadini non sarà mai efficace se non mira a realizzare una cultura della tutela del patrimonio ambientale inteso come bene imprescindibile che appartiene a tutta la collettività. É necessario, pertanto, dare opportuno impulso a tutte quelle azioni di carattere informativo e formativo che concorrono alla crescita di una cultura dell'ambiente. Inoltre, è necessario andare oltre l’analisi dello stato attuale del fenomeno e individuare tutte le soluzioni possibili. Il caldo e la mancanza di pioggia aumentano i rischi. Gli incendi boschivi e quelli legati al settore produttivo agricolo, aggravano il conto dei danni causati dalla siccità con la mancanza di precipitazioni.

L’incontro si aprirà con i saluti del sindaco di Motta Montecorvino, Domenico Iavagnilio e sarà introdotto dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Gisella Naturale, commissione agricoltura, e vedrà tra i relatori Luigi Palladino, Comandante Nazionale Corpo volontari forestali, Maurizio Bruno, Presidente Comitato regionale della Protezione Civile, Patrizia Tarantino , docente Università di Bari, Carla Giuliano, deputata del Movimento 5 Stelle - Commissione Giustizia, Nicola Gatta, Presidente della Provincia di Foggia, Marco Pellegrini, Senatore del Movimento 5 Stelle – Commissione Bilancio, Rosa Barone, Assessore regionale al Welfare e Nicola Lopane, Direttore Protezione Civile Puglia, Marcella Fanelli, Comandante Gruppo carabinieri Forestale Foggia e Domenico Campanile, Dirigente Servizio gestione Sostenibile e Tutela delle Risorse Forestali e Naturali Regione Puglia . L’incontro sarà moderato dal giornalista Gennaro Tedesco.

L’appuntamento è lunedì 4 luglio, alle ore 17, presso la sala convegni del Municipio, in via Nazionale, 36 a Motta Montecorvino (Fg).

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)