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vico“Un disastro le provinciali garganiche, forse il presidente pensa già al Natale di Candela”
“Buche, manto logoro e segnaletica andata: è così che si fanno turismo e sicurezza?”
“E’ ora che la Provincia di Foggia mostri una visione d’insieme dello sviluppo”

VICO DEL GARGANO “Se Nicola Gatta, per far riparare le provinciali del Gargano, ci mettesse lo stesso impegno profuso per il Natale di Candela, a quest’ora le strade di questo territorio non sarebbero nelle condizioni pietose in cui si trovano”. Scarso impegno sui problemi della viabilità garganica. La denuncia arriva dal sindaco di Vico del Gargano, Michele Sementino. “Si fa un gran parlare della sicurezza di cittadini e automobilisti, così come del turismo e della necessità di ripartire, ma per una viabilità provinciale adeguata a quegli obiettivi servono programmazione e azioni concrete, manutenzione ordinaria e straordinaria, cose che da quando Nicola Gatta è presidente della Provincia di Foggia qui sul Gargano tardano a palesarsi”, ha aggiunto Sementino. “Il tratto della strada provinciale che collega Vico del Gargano alla Foresta Umbra presenta più di un pericolo per gli automobilisti, tra buche, manto stradale logorato e segnaletica deficitaria”, ha spiegato il sindaco di Vico del Gargano. “Stessa situazione anche per la provinciale che collega Rodi Garganico a San Menaio, altra strada con un intenso volume di traffico soprattutto d’estate. Ecco, l’estate è ormai arrivata, ai turisti cosa raccontiamo? Cosa diciamo ad albergatori e gestori di lidi e locali del Gargano? Già dovranno ricominciare in salita, almeno le strade provinciali è d’obbligo fargliele trovare risistemate e sicure. O no? Caro presidente”, ha aggiunto Sementino rivolgendosi direttamente a Nicola Gatta, “sarebbe ora che ti concentrassi su una visione d’insieme della Capitanata, un’area molto vasta che unisce più territori chiamati a strategie di sviluppo utili a rilanciare un’intera provincia. I cittadini che vivono nel Gargano e i turisti che arriveranno hanno diritto a utilizzare strade sicure, dove se serve si proceda alla bitumazione dei tratti di manto stradale ormai consunti, si ponga mano alla pulizia degli argini, si mettano in sicurezza almeno i tratti dissestati”, ha aggiunto Sementino. “Se Nicola Gatta avesse timore di non conoscere abbastanza bene le strade provinciali del Gargano, mi offro volontario per fargli da guida: ti accompagno io, Presidente, facciamo un viaggio insieme sulla malridotta viabilità garganica. Facciamolo presto, però, perché non so se te ne sei accorto, ma è arrivato il momento di muoversi, l’estate sta arrivando”, ha concluso Sementino.

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cia
Preoccupazioni in provincia di Foggia, nel Barese e nella BAT, incognita redditività L’analisi della CIA, l’incidenza negativa della siccità, la questione TPA e importazioni
CIA Agricoltori Italiani insiste sulla CUN a Foggia, gli incentivi alla ricerca e stop all’import

Per il grano duro, si prospetta una stagione di grandi incognite: il prezzo accordato non è ancora remunerativo, inoltre a causa dei problemi causati dall’emergenza Covid-19 anche i costi di produzione sono destinati ad aumentare. Gli interrogativi che pendono come una spada di Damocle sulla stagione, dunque, sono molteplici: quanto inciderà la siccità sulle quantità prodotte, per non parlare delle ultime gelate? Preoccupano, inoltre, sia le incognite legate ai contratti di filiera, soprattutto alla luce dei mancati pagamenti relativi alle annate 2017-2018 e 2019, sia il TPA, vale a dire il “traffico di perfezionamento attivo” che, di fatto, agevola l’importazione massiccia di grano estero a danno di quello italiano. “Sono diversi i problemi di cui abbiamo discusso in videoconferenza nell’ambito del Durum Days 2020, l’evento che ogni anno chiama a confronto tutti gli attori della filiera”, ha spiegato Michele Ferrandino, presidente provinciale di CIA Agricoltori Italiani della Capitanata. “In provincia di Foggia, a causa della ultime calamità, si prospetta un calo della produzione di grano duro nell’ordine del 20-30%”, ha dichiarato Ferrandino. Situazione molto simile anche nel Barese e nella Bat, che insieme rappresentano un terzo della produzione di tutta la Puglia: “L’emergenza Covid-19 renderà più difficili trasporti e logistica ed ha già aumentato gli obblighi di sicurezza relativi al lavoro”, ha spiegato Felice Ardito, presidente provinciale di CIA Levante, “questo significa che, nonostante i prezzi accordati agli agricoltori, l’effettiva redditività della produzione di grano duro è ancora un’incognita”. “Il TPA, vale a dire il ‘traffico di perfezionamento attivo’, consente di importare grandi quantità di grano duro dall’estero senza pagare alcun dazio o prelievo agricolo e senza subire l’effetto di eventuali misure di politica commerciale: è un meccanismo che favorisce manovre speculative per fare in modo che massicce importazioni possano abbassare il prezzo da corrispondere agli agricoltori italiani”, ha dichiarato Michele Ferrandino. Per CIA Capitanata e CIA Levante, dunque, è necessario approvare subito, a livello nazionale, delle misure che incentivino la produzione e il consumo di grano duro italiano, anche incidendo sulle scorte e, soprattutto, impedendo meccanismi che favoriscano l’importazione di carichi provenienti dall’estero. L’organizzazione ritiene si debba operare una stretta sul rispetto e i pagamenti dei contratti di filiera, sciogliendo positivamente le incertezze che riguardano anche gli impegni per il 2020-2021. CIA Capitanata e CIA Levante, inoltre, ritengono che il Governo nazionale debba scongiurare qualsiasi ipotesi di tagli alle risorse della PAC, la Politica Agricola Comunitaria. “Garantire la redditività è prioritario, anche attraverso incentivi alla ricerca sull’esempio di ciò che avviene in Francia, dove risorse specifiche sono state destinate a realizzare semi di qualità. Anche sull’istituzione della CUN, la Commissione Unica Nazionale sul grano, è necessario che il Governo di decida una volta per tutte e lo faccia presto e bene, designando Foggia come sede della stessa”, ha concluso Ferrandino.

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ciaPuglia, la fauna selvatica conquista le campagne nel post-lockdown
La denuncia della CIA: “Riapriamo un tavolo regionale per affrontare il problema”
Lupi nel Gargano, storni in tutta la Puglia, il numero dei cinghiali cresce ovunque
Branchi di ungulati aggrediscono le radici degli alberi di frutteti e agrumeti

Lupi che attaccano gli allevamenti, storni sui campi coltivati, cinghiali capaci di vanificare le semine o di distruggere interi raccolti di legumi: è quanto continua ad accadere in tutta la Puglia, con decine di segnalazioni da parte di aziende zootecniche e imprese agricole gravemente danneggiate. Gli ultimi episodi, per quanto riguarda la Puglia, si sono verificati a macchia di leopardo in ciascuna delle 6 province della regione. La questione della convivenza con i lupi è più volte stata sollevata soprattutto nel Gargano e sui Monti Dauni, in provincia di Foggia, nelle zone rurali ubicate non lontane dai rilievi del Promontorio e dell’Appennino Dauno. La scorsa settimana, a Lucera in località San Giusto, due asinelli sono stati sbranati. Attacchi di lupi si sono verificati nella parte settentrionale della provincia di Brindisi. I cinghiali, invece, sono tornati recentemente ad agire nel Barese e in provincia di Taranto, dove branchi di ungulati hanno scavato buche profonde fino a 50 centimetri per attaccare le radici di un agrumeto. “Le declinazioni provinciali della nostra organizzazione stanno segnalando la questione da tempo, anche attraverso veri e propri dossier che documentano gli effetti negativi della presenza incontrollata della fauna selvatica sul territorio”, ha dichiarato il presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, Raffaele Carrabba. “Abbiamo avanzato le nostre proposte alla Regione Puglia per cominciare ad affrontare strutturalmente la questione”, ha aggiunto Carrabba. “La necessità di passare dal concetto d’indennizzo a quello di un risarcimento vero e proprio, adeguato al ristoro dei danni effettivamente subiti, è soltanto una delle questioni sul tavolo: occorre monitorare il numero, la crescita e la presenza degli animali selvatici, poter contare su una ricerca approfondita che rilevi anche i comportamenti delle diverse specie animali, i loro spostamenti, le abitudini nutrizionali, così da poter capire come affrontare il problema, con quali misure e con un programma di azioni volte a limitare al minimo l’impatto negativo della fauna selvatica sulle aziende agricole e zootecniche”, ha proseguito il presidente regionale di CIA Puglia. L’organizzazione, inoltre, rileva la necessità di superare il regime del de minimis e i limiti da esso imposti. Con la costituzione dell’area protetta del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, i cinghiali hanno avuto modo di riprodursi a dismisura. L’ultimo censimento rilevò la presenza di circa 3700 esemplari in quella zona. Secondo la Cia, per affrontare in maniera concreta il problema, è necessaria una norma che regolamenti un controllo efficace dei cinghiali, anche mediante l’attuazione di strategie venatorie miranti a creare condizioni di equilibrio ambientale, sociale, economico con particolare riferimento alla salvaguardia delle coltivazioni agricole, degli allevamenti zootecnici e delle attività agrituristiche presenti soprattutto nell’area del Parco. I lupi, invece, sono un problema soprattutto per le aree rurali contigue o interne al perimetro del Parco Nazionale del Gargano. Il problema della fauna selvatica, tuttavia, riguarda l’intera Puglia. In provincia di Bari, ad esempio, ma lo stesso si può dire per le aree di Brindisi e Taranto, così come per la Bat. Fra Apricena e San Nicandro Garganico, recentemente i cinghiali sono stati capaci di distruggere quasi interamente un campo coltivato ad avena. “Riapriamo un tavolo regionale su queste problematiche e troviamo tutti insieme delle soluzioni innovative e, soprattutto, efficaci”, ha concluso Carrabba.

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ospedalesan giovanni rotondoPer la prima volta al mondo sono stati trattati tutti i pazienti reclutati in una sperimentazione con trapianto di cellule staminali cerebrali per il trattamento sperimentale della Sclerosi Multipla Secondaria Progressiva Milano, 25 maggio 2020 - In occasione della Giornata mondiale sulla Sclerosi Multipla, che si celebra il 30 maggio, la Pontificia Accademia per la Vita dello Stato Vaticano e il suo Presidente Mons. Vincenzo Paglia annunciano con l’Associazione Revert Onlus e la Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza, Opera di San Pio da Pietrelcina la conclusione della sperimentazione clinica di Fase I che prevede il trapianto di cellule staminali cerebrali umane in quindici pazienti affetti da Sclerosi Multipla Secondaria Progressiva. La sperimentazione, coordinata e finanziata dalla Fondazione e dall’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza e da Revert Onlus con il patrocinio della Fondazione Cellule Staminali di Terni è stata realizzata anche grazie alla collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Terni, l’Università di Milano Bicocca e l’Ospedale Cantonale di Lugano.
Nonostante l’emergenza COVID-19 i clinici, i responsabili della produzione del farmaco, i ricercatori, i neurologi ed i neurochirurghi del team hanno unito i loro sforzi e sono riusciti a tutelare i pazienti e, allo stesso tempo, a non interrompere la sperimentazione. L’ultimo paziente è stato trattato il 20 maggio.
La sperimentazione di Fase I, autorizzata dalle competenti commissioni dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Agenzia Italiana del Farmaco, AIFA, dalla omologa svizzera Swissmedic e a livello europeo con numero di protocollo Eudract 2015-004855-37, è iniziata a gennaio 2018 con il ricovero del primo paziente e costituisce il primo passo verso lo sviluppo di un protocollo sperimentale per trattare i pazienti di Sclerosi Multipla con il trapianto di cellule staminali cerebrali umane di grado clinico. Scopo del trial è verificare la sicurezza del trattamento e le possibili azioni neurologiche. I quindici pazienti previsti nel protocollo sono stati suddivisi in quattro gruppi e trapiantati con dosi crescenti di cellule, gli ultimi sei hanno ricevuto il dosaggio più elevato (24 milioni di cellule). Tutti i pazienti sono stati dimessi dopo 48 ore di osservazione in seguito al trapianto e non hanno manifestato effetti collaterali nell’immediato post-operatorio o nei mesi a seguire. Le équipe cliniche proseguiranno l’attività di monitoraggio per almeno un anno dopo l’intervento. Si stanno ora valutando eventuali effetti terapeutici.
«Siamo felici di annunciare questo importante traguardo nella sperimentazione in corso con cellule staminali cerebrali» afferma Angelo Vescovi, Direttore Scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e presidente dell’Advisory Board di Revert Onlus, nonché Su iniziativa di: In collaborazione con: Con il supporto di Pofessore dell’Università degli Studi di Milano Bicocca «Aspettiamo adesso il follow-up a un anno e la sottomissione nei tempi più brevi possibili del protocollo per la Fase II in questa grave malattia».
La sperimentazione è basata su dati scientifici che hanno avuto risonanza mondiale e che sono stati pubblicati nel 2003 sulla rivista Nature1. Questo studio clinico di Fase I per la Sclerosi Multipla rappresenta la terza tappa di un percorso iniziato 12 anni fa con la creazione della banca mondiale di staminali del cervello umano - ancora oggi unica al mondo. Lo studio è proseguito con il primo trapianto in diciotto pazienti con SLA nel 2012, la cui sperimentazione si è conclusa con successo nel 2015 e che vedrà a breve l’avvio di una Fase II. Una tecnica tutta italiana, completamente etica e dai numerosi vantaggi Le cellule staminali cerebrali umane usate nello studio sono scevre da qualsivoglia problematica etica legata alla loro origine, poiché derivate da gestazioni che si sono interrotte per cause naturali e prelevate attraverso biopsia cerebrale, in accordo alle stesse regole che disciplinano la donazione degli organi. È inoltre da sottolineare che le cellule utilizzate in questa sperimentazione sono le stesse già impiegate nella precedente sperimentazione SLA dal 2012 al 2015. La tecnica, per l’isolamento delle cellule staminali cerebrali umane è estremamente complessa e tutta i italiana e permette di ottenere da un frammento di tessuto cerebrale una quantità pressoché illimitata di queste preziose cellule, sempre uguali negli anni per qualità e proprietà. È questo l’unico esempio al mondo di cellule staminali che sono divenute un vero e proprio farmaco cellulare stabile, riproducibile e con un comportamento prevedibile, che quindi permette interventi clinici che non sono possibili con cellule sempre diverse perché ogni volta isolate da diversi donatori – peraltro da materiale da aborto procurato – e quindi potenzialmente differenti nelle loro azioni biologiche e terapeutiche.
«Un fiore all’occhiello per il nostro paese» afferma Angelo Vescovi, che aggiunge «rendiamo queste cellule disponibili per le attività di ricerca in tutto il mondo, in particolare ai gruppi di ricerca che al momento non possono implementare nuove sperimentazioni proprio per la mancanza di cellule appropriate. Tutto questo avverrà naturalmente in un regime not-for-profit, come è stato in tutti i nostri studi nei quali i pazienti non hanno dovuto sostenere spesa alcuna».
Così commenta Mons. Vincenzo Paglia l’importante annuncio: “Ringrazio il Direttore dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, Prof. Angelo Vescovi, che da quasi trent’anni lavora con tenacia e 1 Stefano Pluchino, Angelo Quattrini, Elena Brambilla, Angela Gritti, Giuliana Salani, Giorgia Dina, Rossella Galli, Ubaldo Del Carro, Stefano Amadio, Alessandra Bergami, Roberto Furlan, Giancarlo Comi, Angelo L. Vescovi, Gianvito Martino, Injection of adult neurospheres induces recovery in a chronic model of multiple sclerosis, Nature, 422, 688-694 (2003) Su iniziativa di: In collaborazione con: Con il supporto di determinazione per raggiungere nuovi traguardi nella medicina rigenerativa e dare una speranza in più a chi soffre di sclerosi multipla e altre malattie neurologiche. La ricerca di Revert – continua Mons. Paglia - è unica nel suo genere perché scevra da qualunque problematica etica e morale e questo ci rende ancora più fieri dei risultati ottenuti e ci fa guardare al futuro con maggiore ottimismo, sempre nel rispetto della vita. Il traguardo raggiunto, inoltre, dimostra che l’iniziativa non è stata estemporanea, ma è riuscita ad avere continuità negli anni, ampliandosi ora ad altre malattie neurologiche e alla valutazione di auspicabili effetti terapeutici standardizzabili. I malati meritano di avere risposte e opzioni di cura ed è solo un lavoro serio e costante che può soddisfare tutto ciò, con gratuità”. Un team di ricerca e di clinica Il risultato ottenuto a oggi nasce dalla collaborazione di un team affiatato di ricercatori e medici: ciascuno ha contribuito a una parte della sperimentazione. Per quanto riguarda la coltura cellulare, i ricercatori coordinati dal Dott. Maurizio Gelati in questo ultimo periodo hanno dovuto anche affrontare le difficoltà di mantenere la Cell Factory, vale a dire il laboratorio di coltura cellulare, in condizioni ‘Covid-free’. Il responsabile clinico dello studio è il neurologo Dott. Maurizio Leone, coadiuvato dalla Dott.ssa Cristina Spera, mentre il trapianto delle cellule nel paziente è stato eseguito dal Dott. Carlo Conti, neurochirurgo, e della sua équipe e gli studi neuroradiologici dai Dottori Anna Simeone e Teresa Popolizio, coordinati dal Dr. Claudio Gobbi. La Commissione DSMB Lo studio è stato monitorizzato da una commissione di esperti internazionali nel settore della neurologia, neurochirurgia, immunologia e biologia cellulare, così composta: DSMB Chair - Dr.ssa Letizia Mazzini Neurological clinic, Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità, Novara DSMB Clinical Investigators Prof. Brent Alan Reynolds, Department of Neurosurgery, University of Florida College of Medicine, McKnight Brain Institute, Gainesville, Florida, USA Prof. Giulio Maira, Clinical Institute Humanitas, Rozzano, Milano Prof. Ruggero De Maria, Institute of General Pathology, Catholic University "Sacro Cuore", Roma Prof. Jens Wuerfel, MD-CEO-MIAC AG, Marktgasse 8, CH-4051 Basel Dr. Emanuele Cozzi, Operative Unit of Clinical and Experimental Immunology of Transplants, Azienda Ospedaliera di Padova.
Un successo ottenuto grazie a una grande collaborazione La sperimentazione clinica di Fase I per la sclerosi multipla è stata interamente finanziata da Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e da Revert Onlus con il contributo di: Fondazione Cellule Staminali e AOSP S. Maria di Terni e. A dare il via a questo Su iniziativa di: In collaborazione con: Con il supporto di progetto di sperimentazione con le cellule staminali, nel 1993, fu un finanziamento di ricerca finalizzata del Ministero della Salute, allocato al laboratorio del Prof. Vescovi. L’associazione Revert Onlus ha poi adottato il progetto al termine di quel finanziamento e lo ha portato a fruizione grazie ad un accordo ormai strategico con la Fondazione Casa Sollievo. È in piena crescita un progetto che si allargherà a breve alle terapie per il morbo di Parkinson, Huntington, Alzheimer e lesioni ischemiche. Parallelamente, è in preparazione una sperimentazione clinica di Fase I sulle lesioni spinali croniche ed è in fase di approvazione – si pensa entro il 2020 - una sperimentazione di Fase II con iniezione delle stesse cellule nel midollo spinale di pazienti SLA. A questo scopo, l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza ha reperito fondi europei con i quali ha
realizzato un Istituto di Medicina Rigenerativa con enormi capacità produttive e d’intervento in quest’area.
Revert Onlus L’Associazione Revert Onlus è nata nel 2003 (con il nome di Associazione Neurothon Onlus) con il fine di trovare una cura alle malattie neurodegenerative che, al momento, non lasciano alcuna speranza di guarigione. Per questo scopo si impegna a finanziare, promuovere e incentivare la ricerca sulle cellule staminali cerebrali e la sperimentazione clinica sull'uomo.
IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo L’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza dal luglio del 1991 è riconosciuto dal Ministero della Sanità come un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS). L'originario decreto per le "malattie genetiche ed eredo-familiari" ha visto nel 2012 un ampliamento del riconoscimento per "malattie genetiche, terapie innovative e medicina rigenerativa". La ricerca clinica e preclinica dell'Istituto si svolge quindi principalmente nell'ambito di questa classificazione

 

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alberonafotopanoramicaSono 11 quelli promossi dall’ANCI nel club de “I Borghi più belli d’Italia”
Un video e una pagina facebook per metterli insieme: “Bellezza e sicurezza: siamo pronti”

Un video per ripartire insieme. Per attraversare idealmente la Puglia dal punto più a nord fino alla sua estremità meridionale. Un viaggio "coast to coast" che mette insieme la varietà geomorfologica di un continente, dal mare alla montagna, dalla pianura alla collina, passando per centri storici e aree rurali di impareggiabile bellezza, con una biodiversità che pochi altri territori al mondo possono vantare tra laghi naturali e artificiali, aree naturalistiche e siti archeologici. Con la fase 2 dell'emergenza Covid 19, si può e si deve ripartire in sicurezza e dalla bellezza: è questo il messaggio veicolato dal video realizzato dal Coordinamento regionale dei Borghi più belli d'Italia in Puglia, formato dagli 11 Comuni riconosciuti nel club de I Borghi più belli d'Italia, associazione promossa dall’ANCI. Una rete di cui fanno parte 11 località della Puglia: Vico del Gargano (Fg), Pietramontecorvino (Fg), Alberona (Fg), Roseto Valfortore (Fg), Bovino (Fg), Locorotondo (Ba), Cisternino (Br), Maruggio (Ta), Otranto (Le), Specchia (Le) e Presicce (Le).
“C’è una bella collaborazione tra i responsabili delle 11 Amministrazioni comunali che compongono la nostra rete”, dichiara Mario Saponaro, presidente del Coordinamento regionale dei Borghi più belli d'Italia in Puglia. “Il turismo, con tutto ciò che muove, è una delle principali leve occupazionali e di sviluppo per la nostra regione e per i nostri comuni in particolare. Le nostre località stanno facendo il massimo per cercare di ripartire nel migliore dei modi, lavorando soprattutto sulle misure di sicurezza. Un segnale positivo sta arrivando proprio in questi giorni, poiché registriamo un aumento delle richieste per b&b, case vacanza e strutture ricettive extra-alberghiere”. Il Coordinamento sta già lavorando all’implementazione di nuovi contenuti informativi sulla sezione del sito internet nazionale dedicato alla Puglia (https://borghipiubelliditalia.it/puglia/) e ha già in programma nuove iniziative per promuovere il turismo nei “magnifici 11” della regione. Per la promozione e l’informazione di località e iniziative, i Borghi più belli di Puglia utilizzano anche l’omonima pagina facebook (https://www.facebook.com/borghipiubellidipuglia/). E’ una vera e propria ‘gara’ a pubblicare scorci, torri, trulli, castelli, piazze e ogni elemento che caratterizza i borghi più belli della Puglia. In un ipotetico viaggio alla scoperta dei “magnifici 11”, davanti ai nostri occhi le case bianche di Cisternino e Locorotondo si alternerebbero alle abitazioni che affacciano sul mare di Otranto, al barocco spettacolare di Presicce e ai palazzi storici di Specchia. Un viaggio in cui potremmo contemplare le linee morbide disegnate dagli archi e dalle costruzioni medievali di Maruggio, quelle normanne della Torre e del Palazzo Ducale di Pietramontecorvino, e nel cammino ci si potrebbe rinfrescare grazie alle fontane di Alberona e al vento lieve che carezza la piazza-anfiteatro di Roseto Valfortore, per poi andare a riposare nel Castello di Bovino o in uno degli antichi palazzi di Vico del Gargano. La meraviglia di questi borghi non sta soltanto nella loro bellezza, ma anche nella varietà di paesaggi architettonici, naturalistici e culturali che sono capaci di esprimere. La Puglia, attraverso i suoi “magnifici 11”, è la rappresentazione di tutte le anime del Mediterraneo, di una terra protesa verso altri Paesi, altre culture che qui hanno trovato rifugio e dimora, lasciando e imparando qualcosa, in uno scambio che è diventato crocevia di cultura e bellezza.

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