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sportProgetto destinato ai suoi e agli studenti delle scuole primarie di Foggia e provincia. Realizzato con Cus Foggia e CUSI, si tratta della sfida più coraggiosa dell’ateneo dauno in tema di diverse abilità.
Nel programma anche un “Summer camp 2019” rivolto a studenti dai 5 agli 11 anni (provenienti da tutta la provincia), prevista la partecipazione di 150 ragazzi di cui 15 con disabilità (in particolare con disturbi dello spettro autistico).

Si chiama SPIN (acronimo di “Sport per l’inclusione”) e probabilmente si tratta del progetto più coraggioso realizzato dal CUS Foggia e dall’area Servizi agli studenti, Servizi sportivi e Disabilità dell’Università di Foggia, poiché focalizza le proprie attenzioni soprattutto sulla cosiddetta “disabilità invisibile”, quella che sfugge all’occhio comune ma che invece riguarda un numero sempre maggiore di studenti universitari, e no, affetti ad esempio da disturbi psichici e della sfera comportamentale, oppure da disturbi dello spettro autistico. Il progetto SPIN è articolato in due azioni molto precise: la prima chiamata UniFg Student Sport e destinata agli studenti diversamente abili dell’Università di Foggia; la seconda chiamata, invece, Summer Camp 2019 e destinata agli studenti delle scuole di Foggia e provincia con disabilità. «Abbiamo pensato – argomenta il presidente del Cus Foggia, dott. Claudio Amorese – di ampliare il target di destinazione offrendo così un servizio più eterogeneo, di cui potesse usufruire anche la cittadinanza. Lo sport è inclusione per sua stessa natura, ma il fatto che l’Università di Foggia, CUS e CUSI. rivolgano le loro attenzioni ai temi della disabilità e del recupero delle fasce più deboli, significa che l’intesa tra queste tre istituzioni sta funzionando al meglio mettendo a disposizione del territorio servizi sempre migliori, degni cioè di una società davvero civile». Entrando del dettaglio delle azioni previste da SPIN, ecco cosa prevedono e come intendono sviluppare i rispettivi programmi di integrazione.
• UniFg Student Sport / Intende avvicinare allo sport gli studenti con disabilità/DSA iscritti all’Università di Foggia, inserendoli in un contesto non agonistico in grado di favorire interazione e socializzazione con studenti normodotati. Si prevede il coinvolgimento di circa 300 studenti, di cui 50 disabili con qualunque tipologia di disabilità. All’interno dei singoli eventi è prevista anche l’organizzazione di un momento di condivisione del pasto, con l’offerta di alimenti salutari in grado di fornire un corretto apporto nutrizionale, con la collaborazione dei referenti della cattedra di “Alimentazione e nutrizione umana” dei dipartimenti di Area Medica dell’Università di Foggia. E’ prevista, inoltre, l’organizzazione di un incontro di orienteering in Foresta Umbra, in una zona adatta alla fruizione da parte di soggetti disabili, con visita e pranzo presso le strutture dell’Aereonautica militare. Dal momento che il CUS Foggia e l’Università di Foggia hanno stipulato una convenzione per la promozione di tale disciplina sportiva con la sezione di Manfredonia della Lega Navale Italiana, si prevede infine l’organizzazione di alcune uscite giornaliere in barca per gli studenti interessati.
• Summer Camp 2019 / Nell’ambito dei campi estivi organizzati dal CUS Foggia, si intende consentire la partecipazione ai bambini con disabilità, attraverso il coinvolgimento di figure professionali specializzate (istruttori sportivi, psicologi, educatori professionali socio-pedagogici, ecc.), per vivere esperienze di socializzazione, partecipazione ed inclusione in una dimensione ludica ed educativa insieme. Il Summer Camp 2019 è rivolto agli studenti delle scuole di Foggia e provincia, prevista la partecipazione di 150 studenti, di cui 15 con disabilità, in particolare con disturbi dello spettro autistico. Si prevede anche l’organizzazione di incontri promozionali e di coordinamento coi dirigenti scolastici delle scuole primarie, oltre che con i rappresentanti degli enti no profit territoriali.
«Personalmente trovo che l’approfondimento di tematiche molto importanti, come le disabilità cosiddette invisibili, – aggiunge il delegato del Rettore alle Attività sportive, prof.ssa Donatella Curtotti – sia la sfida più ambiziosa e coraggiosa di questo progetto. Un deciso arricchimento del nostro welfare, della sensibilità sociale dell’Università di Foggia. Occuparsi di bambini autistici, attraverso l’ausilio di personale qualificato, rappresenta per noi un modo di rispondere a una precisa domanda di attenzione, una domanda che fino ad ora era rimasta pressoché inascoltata. Con SPIN arriva invece un complesso quadro di attività e di programmazioni sportive che, concesse in favore di questi ragazzi, accresceranno il legale dell’Università di Foggia con il territorio». Alla ideazione, alla stesura e al timing del progetto hanno lavorato la dott.ssa Valeria Puccini (responsabile dall’area Servizi agli studenti, Servizi sportivi e Disabilità dell’Università di Foggia) e la dott.ssa Maria Assunta Doddi (vice presidente del CUS Foggia), alle quali «rivolgo i più sentiti complimenti – commenta la prof.ssa Curtotti – anche a nome del Rettore».

Davide Grittani

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mediciA Foggia le stretture e anche d'eccellenza ci sarebbe pure ma, il vero problema e che non vengono sfruttate o aperte. Come nel caso del Centro Polispecialistico Territoriale del D'Avanzo.
Infatti, tramite agenzie di stampa, il responsabile Dattoli dichiarò che, il centro sarebbe stato operativo prima dell'estate. Non vorrei essere drastico ma ormai l'estate giunge al termine, poichè burocraticamente ed operativamente nel mese di agosto non si muove nulla!
I lavori terminati il 10 maggio, il servizio informatico è già a posto ed allora cosa manca? Visto che non è stata messa neanche l'insegna?La funzionalità del centro starebbe nel fatto che: Medici di Base, Guardia Medica e Specialisti, garantirebbero prestazioni H24 col supporto dei servizi diagnostici, quindi la vera alternativa al Pronto Soccorso, che si sgraverebbe di lavoro e garantirebbe al cittadino maggior fluidità.

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ciaA gennaio le gelate, poi il ghiaccio dal cielo ad aprile, maggio, giugno e nelle ultime 48 ore
Carrabba (Cia Puglia): “Eventi più frequenti, intesi e a minore distanza l’uno dall’altro”
Tutta la regione colpita dalla “tropicalizzazione” e dal crescente rischio desertificazione

Nei primi 7 mesi del 2019, con luglio appena iniziato, si sono già verificate 6 grandinate di eccezionale intensità in Puglia, precedute dalla grande gelata che tenne in scacco tutta la Regione nei primi giorni di gennaio. Lo scorso 14 aprile, i chicchi di ghiaccio scesi dal cielo si abbatterono sulle province di Lecce e Taranto. Dal 12 al 14 maggio, invece, furono colpite le province di Bari e di Taranto, con danni enormi soprattutto alle ciliegie. Il 2 giugno, nuove grandinate colpirono duramente le coltivazioni nelle province di Foggia (Alto Tavoliere), Lecce e Taranto. Il 18 giugno a essere colpita fu la Capitanata, soprattutto nella zona dei Monti Dauni Meridionali con ghiaccio dal cielo a Candela e Ascoli Satriano. L’ultimo episodio risale a ieri, giovedì 4 luglio, con pioggia torrenziale, allagamenti e grandine a Candela, Ascoli Satriano e Manfredonia in provincia di Foggia, nello stesso momento è stata colpita dalle grandinate anche la provincia di Taranto.
PIU’ EVENTI, MAGGIORE INTENSITA’. “Gli eventi calamitosi, ormai, hanno una cadenza più costante rispetto a quanto accadeva in passato, e si verificano a distanza più ravvicinata l’uno dall’altro”, ha fatto rilevare Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani di Puglia. “Un altro aspetto è la maggiore intensità dei fenomeni: durano di più e sono più devastanti: i chicchi di grandine scendono come proiettili e ricoprono i campi con un effetto neve che impressiona”, ha aggiunto Carrabba. “Questo vuol dire soprattutto che i danni all’agricoltura sono sempre più ingenti”.
I CAMBIAMENTI CLIMATICI. Il fenomeno che preoccupa maggiormente è quello di un cambiamento generale del clima, con una tropicalizzazione piuttosto evidente e ormai consolidata sulla Puglia: a periodi di grande siccità, si alternano brevissime e devastanti “stagioni delle piogge” che acuiscono i problemi relativi al dissesto idrogeologico, rappresentano un pericolo per le popolazioni e mettono a repentaglio i cicli produttivi di un’intera annata. Studi autorevoli hanno lanciato da tempo l’allarme desertificazione. Molto complesso è anche il problema riguardante l’approvvigionamento idrico e la risorsa acqua per l’agricoltura, con schemi irrigui da aggiornare e adeguare alle rinnovate esigenze e emergenze, soprattutto nella parte meridionale della Puglia, ma con questioni aperte come la nuova diga di Piano dei Limiti anche in provincia di Foggia.
PRATICHE PER LE CALAMITA’ DI FEBBRAIO 2018. Intanto, in tutte le sedi provinciali e locali di CIA Agricoltori Italiani di Puglia, tecnici e personale dell’organizzazione sono a disposizione degli agricoltori per compilare le domande relative alle calamità che si verificarono dal 26 al 28 febbraio 2018: “Gli agricoltori possono recarsi nelle nostre sedi”, ha ricordato Carrabba, così da avere completa assistenza per compilare le domande, il contributo in conto capitale, il prestito e ammortamento quinquennale a tasso agevolato, la proroga delle operazioni di credito agrario e le agevolazioni previdenziali. CIA Agricoltori Italiani di Puglia, da tempo, sta chiedendo a tutti i livelli istituzionali di intervenire sulla questione del sistema assicurativo. Bisogna dare a tutti la possibilità di un’assicurazione accessibile e sostenibile, che metta almeno in parte al riparo da rovesci che vanificano il lavoro di un’intera stagione e spesso mettono a rischio la stessa possibilità di sopravvivenza per un’azienda agricola già massacrata da annate assurde e pesantissime. Occorre che il Governo convochi le associazioni agricole per discutere le modifiche alla legge sulle calamità e i possibili interventi sul sistema delle assicurazioni contro gli eventi calamitosi, senza dimenticare che gli agricoltori pugliesi aspettano ancora i ristori conseguenti alle nevicate e al relativo stato di calamità del 2017.

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prefetturaLa Regionale 1, la Pedesubappenninica che dovrebbe collegare il Tirreno con l’Adriatico, il casello autostradale della A16 di Candela con il casello della A14 di Poggio Imperiale, potrebbe essere una delle opere strategiche finanziata con i fondi del Contratto Istituzionale di Sviluppo della Capitanata.
Il progetto non era stato inserito tra le 43 opere finanziate, tanto è che i vari sindaci dei Monti Dauni, avevano manifestato disappunti e che tramite il coordinatore della Strategia Nazionale Aree Interne Monti Dauni, Michele Dedda, hanno chiesto ed ottenuto un incontro con i rappresentanti istituzionali.
L'incontro avvenuto in Prefettura con i 29 sindaci dei vari comuni dei Monti Dauni, il presidente della Provincia, Nicola Gatta, il Prefetto di Foggia, Raffaele Grassi, l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, e di Gerardo Capozza in rappresentanza della segreteria del Consiglio dei Ministri.
Il vertice si è concluso con la reale possibilità di poter reinserire tra le opere finanziabili, l’importante arteria. I sindaci e la Provincia di Foggia si sono impegnati a trasferire tutta la documentazione a Invitalia che provvederà alla realizzazione del progetto, che girerà ad Anas che a sua volta lo inserirà nel Programma delle grandi opere pubbliche nazionali.

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depellegrinoSofim. De Pellegrino/Azzarone: "Giù le mani dall'impianto di Foggia. No allo spostamento di parte della produzione ad Avellino. Intervengano i parlamentari"
Dichiarazione di Lia Azzarone e Alfonso De Pellegrino, segretaria provinciale e coordinatore della Segreteria provinciale del Partito Democratico di Capitanata

L'impianto Sofim di Foggia deve essere potenziato e non messo in crisi dallo spostamento di parte della produzione nel sito di Avellino.
Questo è quanto comunicato stamattina dal management di CNHI (ex Sofim) alle organizzazioni sindacali rispetto alla decisione del gruppo FCA (ex Fiat) di produrre autonomamente 150.000 motori nell'impianto di Pratola Serra, in provincia di Avellino, per attenuare la crisi produttiva e occupazionale sofferta in quell'impianto.
Se ciò accadesse, sarebbe scontata l'applicazione della cassa integrazione per parte dei lavoratori dell'impianto di Borgo Incoronata. Una procedura mai applicata negli ultimi anni grazie agli investimenti tecnologici e agli accordi sindacali che hanno consentito sviluppo produttivo e nuove assunzioni, soprattutto tra i giovani foggiani.
Non è possibile, peraltro, escludere che la decisione comunicata stamattina risponda a logiche politiche, oltre che economiche, ragion per cui mi pare più che opportuno chiedere un'accorta vigilanza ed un tempestivo intervento a tutti i parlamentari eletti in Capitanata, a partire da quelli che sostengono il Governo Conte e condividono con il vice premier e ministro allo Sviluppo Economico Luigi Di Maio l'appartenenza al Movimento 5 Stelle.
Sia chiaro, non c'è alcuna battaglia di campanile o tensione egoistica, solo la denuncia di un potenziale rischio d'indebolimento del sistema produttivo e occupazionale di un impianto strategico per l'economia territoriale e l'industria dell'auto italiana.

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