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uni“1992-2002. A trent’anni dalle stragi”. Se ne parlerà venerdì 20 maggio alle 10.30 presso il Dipartimento di Studi Umanistici, Lettere, Beni culturali e Scienze della formazione (via Arpi, 176) alla presenza del dott. Ludovico Vaccaro, procuratore capo del Tribunale di Foggia, e di Tano Grasso, presidente onorario della fondazione antiracket che relazioneranno rispettivamente sul “contrasto alle organizzazioni criminali: il ruolo della società civile” e sulla “strategia del pool antimafia, idee e proposte di Giovanni Falcone”.

L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali del Magnifico Rettore Pierpaolo Limone, del Prefetto Carmine Esposito e del Questore Ferdinando Rossi. Moderato dalla prof. Rossella Palmieri, il dibattito si arricchisce di un momento particolare: gli studenti Unifg Francesca Bellucci, Desirè Patore, Michele Quatraro, Luigi Rauseo, Nicola Fochi e Chiara Saraò, coordinati dal presidente del Consiglio degli Studenti Mirko Bruno, consegneranno formalmente alle autorità presenti il manifesto “La città che vorrei,”, un insieme di proposte di taglio sociale, culturale ed economico.
Prende così corpo l’idea lanciata dal Rettore – e prontamente recepita dagli studenti – all’inizio di questo percorso sull’antimafia sociale che è, nei fatti, una sorta di tema ‘permanente’ presso l’Università di Foggia. Nel corso dei mesi, infatti, si sono alternate diverse figure di spicco per ribadire la lotta alla criminalità organizzata favorendo una nuova narrazione della città contro le mafie. Nel corso dell’incontro saranno annunciate dal Rettore alcune novità per il prossimo ciclo di incontri che riprenderà a settembre.

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Area Comunicazione - Ufficio stampa
Università di Foggia

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padelleE' di due fratelli san severesi, l'idea che potrebbe rivoluzionare il mondo del food per i celiaci.
Si chiama Glutenlux, ovvero la teglia-padella che abbatte le contaminazioni accidentali da glutine senza intaccarne la qualità di cottura.
I fratelli Maurizio e Mario Fanelli, entrambi laureati il primo in ingegneria biomedica e business administration e il secondo in giurisprudenza, hanno già depositato la domanda di brevetto, hanno idealizzato e sperimentato la teglia-padella che può essere usato sia per la grande ristorazione ma anche per tutte le abitazioni. 
Il progetto fa parte della startup per sviluppare le soluzioni tecnologiche e alimentari per la cucina senza glutine.
La padella è nata per aiutare e contribuire a risolvere i problemi, alla cottura evitando le contaminazioni, di tutte quelle persone che hanno problemi di celiachia. 

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schermaAMMAN Arrivano 12 medaglie per l’Italia nella prima giornata dei Campionati del Mediterraneo Cadetti e Giovani 2022 in Giordania. Nel venerdì dedicato agli Under 17 l’Italia vince un oro, cinque argenti e sei bronzi: fra di essi figura anche il foggiano Davide Cicchetti del Circolo Schermistico Dauno, secondo nella sciabola maschile Cadetti.
Cicchetti ha ceduto il gradino più alto del podio solo all’ultima stoccata al francese Lucas Guilley; in semifinale si era imposto col punteggio di 15-11 sull’altro azzurro Francesco Pagano, terzo classificato a pari merito con lo spagnolo Dobos Zsolt Taquile. Gli altri due italiani in gara Cosimo Bertini e Salvatore Lazzaro, si sono fermati ai quarti di finale chiudendo rispettivamente al quinto e all’ottavo posto.
Domenica 15 maggio la rassegna si chiuderà con le prove a squadre.

Per conto di:
Ufficio Stampa
Federazione Italiana Scherma

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schermaCAMPIONATI DEL MEDITERRANEO CADETTI E GIOVANI 2022, DOPO L’ARGENTO NEGLI UNDER 17 LO SCIABOLATORE PUGLIESE
DAVIDE CICCHETTI COGLIE L’ORO FRA GLI UNDER 20

AMMAN - Dopo la medaglia d’argento vinta nella categoria Under 17 (col primo posto che gli era sfuggito all’ultima stoccata con il francese Lucas Guilley), lo sciabolatore pugliese del Circolo Schermistico Dauno Davide Cicchetti si impone fra gli Under 20 salendo sul gradino più alto del podio in occasione dei Campionati del Mediterraneo Cadetti e Giovani disputati in Giordania.
Nelle fasi conclusive della categoria Giovani Cicchetti ha superato per 15-9 il turco Tolga Aslan in semifinale e per 15-10 l’atleta di casa Aballah Tahlah in finale; medaglia di bronzo per l’altro azzurro Alessandro Conversi, quinto Francesco Pagano, settimo Cosimo Bertini e ottavo Leonardo Tocci.
In totale 34 medaglie per l’Italia, di cui 7 d’oro, 11 d’argento e 16 di bronzo: bilancio decisamente positivo in questa edizione numero 18 della manifestazione promossa dalla Confederazione del Mediterraneo di scherma, che nel prossimo anno festeggerà proprio in Italia il ventennale della sua attività.

Per conto di:
Ufficio Stampa
Federazione Italiana Scherma

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ciaLo studio: coltivare e raccogliere un ettaro di pomodori, ai produttori costa 14.665 euro
L’industria offre 120 e 130 euro a tonnellata per tondo e lungo, Angelo Miano: “Produrremmo in perdita”
Rispetto al 2021, sarà piantato il 25% in meno di pomodoro in provincia di Foggia

FOGGIA Non c’è ancora nessun accordo tra parte industriale e parte agricola sul prezzo del pomodoro da industria: la prima, per il momento, offre 120 euro alla tonnellata per il tondo e 130 per il lungo; i produttori agricoli, invece, nel tritacarne dei folli rincari subiti dai costi di produzione, chiedono 130 per il tondo e 140-145 per il lungo. “Non ci siamo”, ha dichiarato Angelo Miano, presidente di CIA Agricoltori Italiani Capitanata. “Alle condizioni che gli industriali vorrebbero imporre, i produttori non coprirebbero nemmeno i costi di produzione”.
I COSTI: 14.665 EURO PER ETTARO. L’organizzazione sindacale degli agricoltori, per dimostrare che il valore riconosciuto ai produttori non è remunerativo né equo, ha elaborato un dettagliato e approfondito studio secondo il quale, per la coltivazione e la raccolta del pomodoro da industria, un’azienda agricola deve sostenere un costo pari a 14.665 euro per ogni ettaro coltivato. Sono state prese singolarmente tutte le voci di spesa: dall’aratura, con i suoi ripassi, alla fresatura, assolcatura, montaggio impianto e così via. Solo per la raccolta meccanica, occorrono circa 1800 euro a ettaro, mentre le piantine incidono per 1400 euro. La voce più costosa riguarda i fitofarmaci, il cui acquisto e utilizzo costa 2.500 euro, per non parlare di concimi e geodisinfettanti che incidono per 2.300 euro. Il costo dell’acqua (1000 euro) e quello dell’assicurazione multirischio (altri 1000), sommati a tutte le altre operazioni e a ogni altro tipo di materiale, portano il conto a 14.665 euro. “Questo vuol dire che in Capitanata, dove in media si raccolgono circa 86 tonnellate di pomodoro per ettaro, i produttori non riuscirebbero nemmeno a coprire i costi di produzione ai prezzi che la parte industriale vuole accordarci”, ha spiegato Miano.
25% IN MENO DI PIANTUMAZIONI. Proprio per questo motivo, molte aziende agricole della provincia di Foggia hanno già desistito dal piantare pomodoro: le prime stime, infatti, indicano che le piantumazioni sono diminuite almeno del 25%. “CIA Puglia è stata la prima, a inizio anno, a denunciare il rischio al quale si sarebbe andati incontro qualora, com’è accaduto, la parte industriale non fosse andata incontro alle legittime aspettative delle aziende agricole per concordare un prezzo decente, sufficientemente remunerativo per i produttori. Il rischio, per essere chiari, è che anche questa produzione, nella quale la Puglia è leader nazionale, vada persa, con la riduzione progressiva e sistematica dei produttori disposti a rischiare di andare in perdita. Si perderebbero milioni di giornate lavorative, reddito per imprese e lavoratori, una quota rilevante dell’eccellenza agricola e del sistema agroalimentare pugliese e di tutto il Mezzogiorno”.
IL TEMPO STRINGE. Per raggiungere un accordo equo e accettabile sul prezzo del pomodoro da industria restano poche settimane. Molti produttori hanno già rinunciato, come detto, altri sono in attesa di valutare se e quando piantare, posto che la finestra temporale per procedere alle piantumazioni sarà ancora aperta a maggio e, in extremis, anche per una parte di giugno.
In tutta la Puglia, con la provincia di Foggia a farla da padrona, lo scorso anno furono coltivati a pomodoro 17.170 ettari, per una produzione totale raccolta pari a 14.782.950 quintali. Da sola, la nostra regione rappresenta oltre il 50% della superficie coltivata a pomodoro in tutto il Sud e circa il 70% del raccolto di tutto il Mezzogiorno. In provincia di Foggia, zona di massima produzione in Italia, la situazione è diversificata rispetto alle rese: si va dagli 800 ai 1200 quintali raccolti per ogni ettaro. “I pomodori pugliesi hanno specificità qualitative che li rendono unici per proprietà nutritive e richiesta sul mercato, di qui la necessità di garantire agli agricoltori una redditività all’altezza del loro impegno e del loro prodotto”.

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