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confediliziaLe misure chieste al Governo da Confedilizia anche per Foggia

Riduzione dei fitti commerciali a causa dell’emergenza coronavirus. Ne parla Alessandra Granata, portavoce di Confedilizia Foggia, la quale, in considerazione dell’eccezionale periodo che stiamo attraversando, rende noto che laddove venga manifestata dai conduttori e dai proprietari di immobili – in particolare in caso di immobili commerciali – l’intenzione di ridurre temporaneamente il canone di locazione dei contratti in essere e tale richiesta venga accolta dagli interessati, si suggerisce l’utilizzo del modello di scrittura privata proposto da Confedilizia disponibile a richiesta all'e-mail: confediliziafoggia@virgilio.it. È importante che l’accordo circa la riduzione venga formulato con indicazione di un periodo preciso e limitato di durata del beneficio accordato al conduttore, così che – trascorso il periodo in questione – il canone sia nuovamente dovuto nella misura piena.
Per quanto riguarda gli aspetti fiscali, si segnala che l’Agenzia delle Entrate – con risoluzione n. 60/E del 2010 – ha ritenuto che, fatta salva l’ipotesi in cui l’accordo di riduzione del canone venga formalizzato nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata, «non sussista in capo ai contraenti l’obbligo di comunicare all’Amministrazione finanziaria la modifica contrattuale intervenuta». Nella stessa risoluzione, l’Agenzia ha tuttavia fatto presente che «il perfezionamento dell’accordo di riduzione del canone può determinare, di fatto, la diminuzione della base imponibile ai fini dell’imposta di registro (come pure ai fini delle imposte dirette), e conseguentemente, la corresponsione di una minore imposta» e pertanto «può rispondere ad esigenze probatorie la necessità di attribuire all’atto di modifica contrattuale la data certa di fronte ai terzi» (con la registrazione, appunto).
Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha precisato anche che gli effetti della riduzione del canone sulla determinazione della base imponibile da assoggettare a tassazione, ai fini dell’imposta di registro, decorrono dall’annualità successiva a quella in cui è stata concordata la nuova misura del canone e il nuovo corrispettivo pattuito assume rilevanza anche ai fini dell’Iva e delle imposte sui redditi.
Si tenga presente, poi, che l’art. 19 del decreto-legge n. 133/14, come convertito dalla legge n. 164/14, ha previsto che, a far data dal 13 settembre 2014, la registrazione dell’atto con il quale le parti dispongono esclusivamente la riduzione del canone di un contratto di locazione ancora in essere è esente dalle imposte di registro e di bollo. Si coglie l’occasione per evidenziare che Confedilizia sta chiedendo al Governo e a tutte le forze politiche misure che siano tali da ridurre al massimo gli effetti negativi dell’epidemia – in particolare, ma non solo – nei confronti dei proprietari (persone fisiche e società) di immobili commerciali locati (su questo tema, c’è stata una prima risposta del Ministro dell’economia). Fra queste: misure finalizzate a scongiurare i mancati pagamenti dei canoni di locazione (anche perché si susseguono richieste di sospensione per legge del pagamento); l’eliminazione della regola della tassazione dei canoni non percepiti; la sospensione degli obblighi relativi all'Imu.

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incaciglINCA CGIL Foggia, ecco come richiedere il "congedo parentale per emergenza COVID-19 in applicazione articolo 23, decreto legge n. 18/2020"

Come INCA CGIL Foggia (Patronato della CGIL), intendiamo dare il Ns. contributo ad affrontare al meglio questa delicata fase che attraversa il Paese, riteniamo che fornire una corrette informazioni alla cittadinanza ed ai lavoratori sia fondamentale, a tal riguardo siamo a riportare la procedura per richiedere il Congedo Parentale per emergenza COVID-19 ai sensi del D.L.18/2020.

In riferimento all’art. 23 “Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n.335, e i lavoratori autonomi, per emergenza COVID -19”, del decreto legge n.18/2020, si segnala che in mancanza della specifica procedura telematica per la fruizione dei giorni del congedo previsto per l’emergenza, è possibile farne richiesta utilizzando la procedura telematica per i normali congedi parentali ordinari (articoli 32 e 33 del decreto legislativo n. 151/2001).

La normativa, prevede che questi saranno comunque convertiti nel congedo previsto per l’emergenza, con diritto all’indennità e non computati né indennizzati a titolo di congedo parentale.

La richiesta dei giorni di congedo previsti per l’emergenza, può essere fatta anche da coloro che hanno superato il limite massimo previsto dei periodi di congedo parentali (artt. 32 e 33 D.lgs 151/2001). Anche nel suddetto caso si può utilizzare la normale procedura telematica per il congedo parentale ordinario.

La fruizione del congedo previsto dall’art. 23 del decreto legge n.18/2020, è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Nella giornata di oggi dovrebbe uscire un messaggio che anticipa la circolare INPS di merito.

Invitiamo tutti i Cittadini a rispettare le norme restrittive e di #restateacasa; come Ente di Patronato stiamo dando diffusa assistenza attraverso tutti i mezzi telematici e riceviamo esclusivamente su appuntamento e solo qualora vi sia la reale necessita.

#andratuttobene

#nonvilasciamosoli

Daniele Calamita
Direttore Provinciale INCA CGIL Foggia

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Vendite crollate per il lattiero-caseario, costi triplicati per nutrire il bestiame
Crisi totale per il settore florovivaistico, in crisi anche l’indotto, a rischio aziende e posti di lavoro
Da Foggia a Bari, dalla Bat alle province di Brindisi, Lecce e Taranto un unico grido d’allarme

In tutta la Puglia, a causa dell’emergenza Coronavirus, il settore lattiero caseario e quello florovivaistico stanno affrontando una crisi senza precedenti. A denunciarlo, dati alla mano, è CIA Agricoltori Italiani della Puglia. Da Foggia a Bari, dalla Bat alle province di Brindisi, Lecce e Taranto un unico grido d’allarme.
“Il lattiero-caseario, anche volendo, non può fermarsi: le vacche devono essere nutrite ogni giorno, ridurre la produzione semplicemente non è possibile, così come è impossibile ridurre le razioni per l’alimentazione degli animali poiché significherebbe fare ammalare il bestiame e aggiungere emergenza a emergenza”, ha dichiarato Giuseppe Creanza, direttore provinciale di CIA Levante. “Il comparto lattiero-caseario pugliese conta oltre 2mila aziende con vacche e bufale, circa 3mila con ovini e caprini da latte. “Sul Gargano, a Lucera e nei Monti Dauni la situazione è molto seria. Alle difficoltà dell’emergenza contagio, si uniscono quelle della siccità che ha inaridito i pascoli”, ha aggiunto Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Capitanata. Il patrimonio zootecnico regionale conta circa 70 mila capi. La zootecnia in Puglia rappresenta una grande realtà economica, espressa anche dai 3.500.000 quintali di latte bovino prodotti. Il fatturato medio complessivo si aggira intorno ai 220 milioni di euro. “Stiamo parlando di un settore d’eccellenza”, ha spiegato Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), “con un impatto molto rilevante sia dal punto di vista occupazione che sociale, visto che la presenza di questi allevamenti è un presidio del territorio e un’ancora di salvezza contro lo spopolamento delle zone rurali. Situazione molto difficile anche nel Leccese, come spiega Emanuela Longo, direttore provinciale CIA Salento: “Bisogna intervenire subito a livello nazionale e regionale per fare in modo che il latte prodotto in questo periodo venga prontamente utilizzato dai caseifici presenti sul territorio per la produzione di paste, caciocavalli e formaggi, oltre che bloccare le importazioni per favorire il consumo della produzione del nostro territorio”.
FLOROVIVAISMO AL COLLASSO. “L’altro settore più colpito è quello del florovivaismo”, ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia. “Non si vendono più né fiori né piante, perché tutto è bloccato, anche le cerimonie e le ricorrenze, vale a dire le occasioni in cui normalmente si vendono più fiori. La produzione del comparto è rappresentata da prodotti deperibili. Il comparto è al collasso con il rischio del fallimento. La stragrande maggioranza delle aziende ha la produzione invenduta, con destinazione macero. Il comparto, in Puglia, si concentra nei due grandi poli di Terlizzi in provincia di Bari e Taviano in provincia di Lecce, e rappresenta un settore di tutto rispetto che a livello nazionale supera il 5% della Produzione lorda vendibile agricola. Il florovivaismo pugliese, con un valore di circa 185 milioni di euro, costituisce circa l’11% della produzione nazionale. Il settore florovivaistico pugliese con circa 1500 aziende, quasi 5.000 addetti diretti, una superficie di circa 1500 ettari e una Plv pari al 6% di quella agricola regionale totale ha un’importanza considerevole nel sistema produttivo pugliese. Notevole è l’indotto dei beni strumentali e dei servizi logistici e finanziari. Il comparto sviluppa inoltre una distribuzione capillare, con grandi e piccoli intermediari che garantiscono il trasferimento della merce deperibile in tempi brevi. “Per questo comparto non sono previsti aiuti della PAC o dell’OCM, occorrono quindi risorse economiche dirette per ristorare i produttori delle produzioni perse fino alla fine dell’emergenza. Nel frattempo, sarà necessario progettare dei piani di distretto che facciano risorgere il comparto, a partire da ricerca e sperimentazione, promozione del prodotto nazionale, affrontando il problema della logistica. Ci rincuorano le rassicurazioni della ministra Bellanova, ma non dobbiamo perdere tempo. Noi non ci arrendiamo, con l’aiuto dei consumatori e delle istituzioni ce la faremo”, ha concluso Carrabba.

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confesercentiIl presidente Ferrara: “Fondamentali i prossimi interventi, aziende a rischio”

“Finalmente arriva una risposta all’economia e alle imprese, molte delle quali, ad oggi, sono già in debito di ossigeno. In una situazione difficile come questa è sicuramente un risultato positivo: il testo del decreto recepisce molte delle nostre richieste, anche se ci sono ancora interventi da migliorare”. Così commenta Alfonso Ferrara, presidente provinciale di Confesercenti, l’approvazione del cosiddetto “Decreto Coronavirus Ter”, mirato a contrastare l’impatto economico dell’emergenza Coronavirus nell’economia.
Il Decreto dà prime risposte importanti per molti settori. Ci sono alcune misure da rivedere, dagli affitti delle attività commerciali al turismo, passando per gli interventi specifici su pubblici esercizi, commercio su aree pubbliche e edicole. Sui capitoli credito e lavoro, invece, registriamo decisi miglioramenti rispetto alla bozza circolata ieri, anche se si può ancora fare qualcosa di più.
I rinvii delle scadenze fiscali, invece rimangono di troppo corto respiro. Ci conforta, però, l’annuncio di un decreto in arrivo in aprile e di un altro, successivo, intervento per il necessario rilancio dell’economia. Anche perché l’ammontare della manovra - seppure imponente - potrebbe comunque rivelarsi insufficiente in caso di un’emergenza più lunga del previsto. “I rinvii delle scadenze fiscali, la sospensione dei mutui e dei vari pagamenti devono essere posticipati per un ragionevole periodo che consenta agli imprenditori di agganciarsi ad una augurabile ripresa. Solo in questo modo potremo forse evitare tanti fallimenti”, conclude Ferrara.

CONFESERCENTI FOGGIA

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ciaIn un video targato CIA-Agricoltori Italiani le testimonianze dei produttori della regione
Parte la campagna #scegliitaliano #noinonciarrendiamo per lanciare un messaggio di speranza

"Questo Coronavirus ci ha messo in seria difficoltà, in quanto le produzioni erano pronte alla vendita ma andranno al macero, perché sono prodotti deperibili e non possiamo mantenerli, però la speranza sarà l'ultima a morire e non ci arrenderemo". Pasquale Iacomino, floricoltore di Castellaneta (TA), apre le emozionanti testimonianze pugliesi del video pubblicato contemporaneamente in tutta Italia da CIA Agricoltori Italiani nelle diverse versioni regionali per lanciare due messaggi fondamentali: "Noi non ci arrendiamo" e "Scegli italiano", i due hashtag della campagna. La pandemia non ferma l'agricoltura: il settore, nonostante i duri colpi incassati, reagisce e produce per supportare il Paese in questa emergenza senza precedenti.

Direttamente dai campi di Foggia, Maurizio Forte dalla sua azienda immersa nell'assolato Tavoliere, suona la carica: "L'agricoltura deve andare avanti, per tutti non possiamo arrenderci ora. Il sole dell'Italia ben presto riscalderà il sorriso di ognuno. Uniti ce la faremo. E noi non ci arrendiamo". In coro dall'Agriturismo Bellimento di Nardò (LE) urlano il mantra: "Noi non ci arrendiamo, insieme ce la faremo". Dall'Azienda Losavio di Putignano (BA), con un bicchiere di latte delle nostre mucche, arriva un accorato invito a tutti i cittadini: "In un momento di grande difficoltà per tutti, il comparto agroalimentare non può fermarsi, ed è per questo che nel tuo piccolo puoi aiutarci anche tu, consuma italiano".
Rafforza il concetto il direttore regionale CIA Puglia Danilo Lolatte: "Mangiamo italiano, ditelo a tutti, compriamo prodotti italiani che sono prodotti sani". Una potente immagine della resilienza arriva dalla provincia di Brindisi, dalla Piana degli Ulivi Monumentali: "Da millenni lui non si arrende - dice il vicepresidente CIA Puglia Giannicola D'Amico indicando una delle piante secolari - noi non ci arrendiamo".
Il video si chiude con il direttore generale CIA Claudia Merlino e il presidente nazionale Dino Scanavino. La prima parte è dedicata al messaggio universale del mondo agricolo: "Io non mi arrendo perché la mia gente, le mie terre, hanno sempre affrontato le difficoltà con coraggio e determinazione. Io non mi arrendo perché la nostra storia, le nostre tradizioni, le nostre eccellenze sono frutto del duro lavoro di generazioni. Un patrimonio di conoscenza e sapori da difendere e diffondere. Io non mi arrendo perché dal lavoro degli agricoltori al prodotto sulle nostre tavole, l'agroalimentare italiano è tra i più sicuri e controllati. I non mi arrendo perché si possa continuare ad amare il nostro Paese e i nostri prodotti ovunque nel mondo".

LINK AL VIDEO: https://bit.ly/2U41Jb3

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