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schermaCAMPIONATI DEL MEDITERRANEO CADETTI E GIOVANI 2022, DOPO L’ARGENTO NEGLI UNDER 17 LO SCIABOLATORE PUGLIESE
DAVIDE CICCHETTI COGLIE L’ORO FRA GLI UNDER 20

AMMAN - Dopo la medaglia d’argento vinta nella categoria Under 17 (col primo posto che gli era sfuggito all’ultima stoccata con il francese Lucas Guilley), lo sciabolatore pugliese del Circolo Schermistico Dauno Davide Cicchetti si impone fra gli Under 20 salendo sul gradino più alto del podio in occasione dei Campionati del Mediterraneo Cadetti e Giovani disputati in Giordania.
Nelle fasi conclusive della categoria Giovani Cicchetti ha superato per 15-9 il turco Tolga Aslan in semifinale e per 15-10 l’atleta di casa Aballah Tahlah in finale; medaglia di bronzo per l’altro azzurro Alessandro Conversi, quinto Francesco Pagano, settimo Cosimo Bertini e ottavo Leonardo Tocci.
In totale 34 medaglie per l’Italia, di cui 7 d’oro, 11 d’argento e 16 di bronzo: bilancio decisamente positivo in questa edizione numero 18 della manifestazione promossa dalla Confederazione del Mediterraneo di scherma, che nel prossimo anno festeggerà proprio in Italia il ventennale della sua attività.

Per conto di:
Ufficio Stampa
Federazione Italiana Scherma

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schermaAMMAN Arrivano 12 medaglie per l’Italia nella prima giornata dei Campionati del Mediterraneo Cadetti e Giovani 2022 in Giordania. Nel venerdì dedicato agli Under 17 l’Italia vince un oro, cinque argenti e sei bronzi: fra di essi figura anche il foggiano Davide Cicchetti del Circolo Schermistico Dauno, secondo nella sciabola maschile Cadetti.
Cicchetti ha ceduto il gradino più alto del podio solo all’ultima stoccata al francese Lucas Guilley; in semifinale si era imposto col punteggio di 15-11 sull’altro azzurro Francesco Pagano, terzo classificato a pari merito con lo spagnolo Dobos Zsolt Taquile. Gli altri due italiani in gara Cosimo Bertini e Salvatore Lazzaro, si sono fermati ai quarti di finale chiudendo rispettivamente al quinto e all’ottavo posto.
Domenica 15 maggio la rassegna si chiuderà con le prove a squadre.

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Ufficio Stampa
Federazione Italiana Scherma

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fastconfsal
Interlocuzione con il responsabile della Struttura di Missione prof. Giuseppe Catalano

Si è svolto, dopo il convegno dello scorso venerdì organizzato da Fast Puglia e Basilicata per l’Hub multimodale a Foggia, l’incontro presso il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili tra una delegazione composta dai parlamentari on. Tasso Antonio, Faro Marialuisa, Lovecchio Giorgio e la sen.ce Naturale Gisella e dal responsabile del Centro studi nazionale Fast-Confsal dott. Pasquale Cataneo ed il responsabile della Struttura Tecnica di Missione prof. Giuseppe Catalano.
Nel corso della riunione sono state evidenziati i contenuti delle note inviate dalla Fast e dalla Confsal, negli ultimi due mesi, ai rappresentanti istituzionali del MIMS e del Tavolo permanente del Partenariato e sono state illustrate le due relazioni esposte nel convegno lasciandole in copia al prof. Catalano che ha preso l’impegno di valutarle.
In estrema sintesi è stato un incontro interlocutorio sull’Hub intermodale in cui sono stati trattati i punti riguardanti le questioni progettuali riguardanti: la realizzazione della stazione Foggia AV (che da RFI è definita fermata Foggia-Cervaro), il collegamento ferroviario con l’aeroporto Gino Lisa e l’elettrificazione della linea Foggia-Manfredonia inclusa la diramazione da Frattarolo verso il Porto Alti Fondali.
Il responsabile della Struttura del MIMS sul primo intervento ha esposto un cronoprogramma e la definizione di Fermata Foggia-Cervaro (fonte RFI ndr) con una serie di caratteristiche tecnologiche; sul secondo intervento ha sottolineato la necessita di avere, per una valutazione appropriata, la proiezione di quale utilizzo e funzione, attraverso la presentazione di un piano industriale, la società di gestione (AdP n.d.r) attribuisce all’aeroporto Gino Lisa e il suo inserimento nell’Hub multimodale, mentre per il terzo punto ritiene molto utile il collegamento ferroviario al porto alti fondali, al pari di quanto proiettato, per altre simili infrastrutture con i corrispondenti interventi di adeguamento ed elettrificazione che possono avere anche il duplice utilizzo per il trasporto passeggeri.
A margine dell’incontro, vista l’incombenza di un impegno del Prof. Catalano con il Ministro Giovannini, si è potuto solo accennare anche alla necessità di poter eliminare l’attuale limitazione all’utilizzo della pista con un intervento di sottopasso stradale nei lavori previsti dalla Tangenziale di Foggia in corrispondenza dell’aeroporto.
Ci si è lasciati con la disponibilità ad altri approfondimenti e l’invio, nel frattempo, di ulteriore documentazione di matrice economica e tecnica, per decifrare ulteriormente la sostenibilità ambientale ed economica dell’hub multimodale.
“Riteniamo indispensabile, dopo un passaggio informativo specifico in tempi brevi, nell’ambito dell’aggregazione Patto Unico per la Capitanata in cui sono presenti altri rappresentanti di istituzioni e parti sociali avviare, nel frattempo, sulle progettualità richiamate specifici incontri territoriali partendo dal Comune e dalla Provincia di Foggia, per poi spostarsi a livello regionale con Regione Puglia e Aeroporti di Puglia - dichiarano i partecipanti all’incontro – per poi infine giungere ad incontri con RFI, ENAC e ANAS a cui rappresentare l’importanza cruciale e l’urgenza di realizzare gli investimenti in opere infrastrutturali e servizi di mobilità sostenibili, per passeggeri e merci, unitamente a quelle commissariate in Capitanata per i riverberi positivi dell’area vasta per oltre 4,5 mln di cittadini e per i sistemi produttivi di Puglia, Basilicata e Molise. A quanto pare abbiamo ridestato interesse su una parte della tematica che abbiamo sollevato, visto che sono programmate localmente, a breve, altre iniziative in merito con le conclusioni affidate al Prof. Catalano.”
Ufficio Stampa Fast Confsal Puglia e Basilicata

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ciaLo studio: coltivare e raccogliere un ettaro di pomodori, ai produttori costa 14.665 euro
L’industria offre 120 e 130 euro a tonnellata per tondo e lungo, Angelo Miano: “Produrremmo in perdita”
Rispetto al 2021, sarà piantato il 25% in meno di pomodoro in provincia di Foggia

FOGGIA Non c’è ancora nessun accordo tra parte industriale e parte agricola sul prezzo del pomodoro da industria: la prima, per il momento, offre 120 euro alla tonnellata per il tondo e 130 per il lungo; i produttori agricoli, invece, nel tritacarne dei folli rincari subiti dai costi di produzione, chiedono 130 per il tondo e 140-145 per il lungo. “Non ci siamo”, ha dichiarato Angelo Miano, presidente di CIA Agricoltori Italiani Capitanata. “Alle condizioni che gli industriali vorrebbero imporre, i produttori non coprirebbero nemmeno i costi di produzione”.
I COSTI: 14.665 EURO PER ETTARO. L’organizzazione sindacale degli agricoltori, per dimostrare che il valore riconosciuto ai produttori non è remunerativo né equo, ha elaborato un dettagliato e approfondito studio secondo il quale, per la coltivazione e la raccolta del pomodoro da industria, un’azienda agricola deve sostenere un costo pari a 14.665 euro per ogni ettaro coltivato. Sono state prese singolarmente tutte le voci di spesa: dall’aratura, con i suoi ripassi, alla fresatura, assolcatura, montaggio impianto e così via. Solo per la raccolta meccanica, occorrono circa 1800 euro a ettaro, mentre le piantine incidono per 1400 euro. La voce più costosa riguarda i fitofarmaci, il cui acquisto e utilizzo costa 2.500 euro, per non parlare di concimi e geodisinfettanti che incidono per 2.300 euro. Il costo dell’acqua (1000 euro) e quello dell’assicurazione multirischio (altri 1000), sommati a tutte le altre operazioni e a ogni altro tipo di materiale, portano il conto a 14.665 euro. “Questo vuol dire che in Capitanata, dove in media si raccolgono circa 86 tonnellate di pomodoro per ettaro, i produttori non riuscirebbero nemmeno a coprire i costi di produzione ai prezzi che la parte industriale vuole accordarci”, ha spiegato Miano.
25% IN MENO DI PIANTUMAZIONI. Proprio per questo motivo, molte aziende agricole della provincia di Foggia hanno già desistito dal piantare pomodoro: le prime stime, infatti, indicano che le piantumazioni sono diminuite almeno del 25%. “CIA Puglia è stata la prima, a inizio anno, a denunciare il rischio al quale si sarebbe andati incontro qualora, com’è accaduto, la parte industriale non fosse andata incontro alle legittime aspettative delle aziende agricole per concordare un prezzo decente, sufficientemente remunerativo per i produttori. Il rischio, per essere chiari, è che anche questa produzione, nella quale la Puglia è leader nazionale, vada persa, con la riduzione progressiva e sistematica dei produttori disposti a rischiare di andare in perdita. Si perderebbero milioni di giornate lavorative, reddito per imprese e lavoratori, una quota rilevante dell’eccellenza agricola e del sistema agroalimentare pugliese e di tutto il Mezzogiorno”.
IL TEMPO STRINGE. Per raggiungere un accordo equo e accettabile sul prezzo del pomodoro da industria restano poche settimane. Molti produttori hanno già rinunciato, come detto, altri sono in attesa di valutare se e quando piantare, posto che la finestra temporale per procedere alle piantumazioni sarà ancora aperta a maggio e, in extremis, anche per una parte di giugno.
In tutta la Puglia, con la provincia di Foggia a farla da padrona, lo scorso anno furono coltivati a pomodoro 17.170 ettari, per una produzione totale raccolta pari a 14.782.950 quintali. Da sola, la nostra regione rappresenta oltre il 50% della superficie coltivata a pomodoro in tutto il Sud e circa il 70% del raccolto di tutto il Mezzogiorno. In provincia di Foggia, zona di massima produzione in Italia, la situazione è diversificata rispetto alle rese: si va dagli 800 ai 1200 quintali raccolti per ogni ettaro. “I pomodori pugliesi hanno specificità qualitative che li rendono unici per proprietà nutritive e richiesta sul mercato, di qui la necessità di garantire agli agricoltori una redditività all’altezza del loro impegno e del loro prodotto”.

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campoDichiarazione di Paolo Campo, presidente della V Commissione Ambiente del Consiglio regionale

È miope scegliere il sito per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi senza informare correttamente e diffusamente le comunità coinvolte. È quanto potrebbe accadere in Puglia ed è anche per questo motivo che il mio parere è negativo.
Attenzione, non è il classico “la Puglia ha già dato”. È solo che i pugliesi, e chi li rappresenta nelle istituzioni come me, vogliono essere messi a conoscenza e vogliono partecipare ad un processo decisionale così delicato e impattante, socialmente e ambientalmente.
Imporre un sito piuttosto che un altro senza un’adeguata campagna di informazione sulle motivazioni della scelta, i suoi effetti, le opzioni tecnologiche, ecc. avrebbe come unico effetto la contrapposizione tra lo Stato e le comunità locali. E, pur avendo profondo rispetto per le istituzioni, non avrei dubbi su quale lato della barricata collocarmi.
La Commissione Ambiente del Consiglio regionale, che ho l’onore di presiedere, è uno dei luoghi in cui affrontare il tema, peccato che ad oggi nessuno ci abbia informato o, men che meno, chiesto un parere.

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