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Spettacolo, cinema, arte e cultura

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falDomenica 19 marzo, dalle ore 19, i Fuochi di San Giuseppe con musica, spettacoli e sapori
Una festa antichissima legata alla cultura arbëreshë degli albanesi che fondarono il paese
Attesi tanti visitatori, potranno degustare pietanze tipiche antichissime e ricche di storia

CASALVECCHIO DI PUGLIA Falò, mangiafuoco, giocolieri e la street music della Unza Unza Band: è tutto pronto, a Casalvecchio, per un’edizione più scoppiettante che mai dei tradizionali “Fuochi di San Giuseppe”, che in lingua arbëreshë (Casalvecchio è una delle più antiche e fiere comunità italiane fondate dagli albanesi) si traduce con “Ziarret e Shën Xhësepit”. Anche questa ricorrenza, infatti, è legata a doppio filo con la storica matrice culturale albanese di Casalvecchio di Puglia.
IL PROGRAMMA. La festa avrà inizio alle ore 19, in Largo Santa Maria delle Grazie, dove saranno distribuiti gratuitamente i ticket per le degustazioni del percorso enogastronomico.
Attorno ad ogni falò, infatti, ci sarà una postazione per le degustazioni gratuite delle pietanze tipiche di questa antichissima usanza. Ci sarà un Infopoint in cui i visitatori potranno ritirare – gratuitamente – un kit che comprende: un blocchetto di ticket gratuiti da esibire ai banchetti per fruire delle degustazioni; una brochure informativa su Casalvecchio; la mappa che indica la dislocazione dei falò.
L’ORA X DI FUOCHI E FIAMME. Alle ore 19.30, ci sarà l’accensione simultanea di tutti i fuochi preparati nei diversi quartieri del paese. Strade, piazze, larghi e vicoli saranno illuminati dal bagliore delle fiamme. Don Ciro Miele, parroco di Casalvecchio di Puglia, benedirà uno ad uno ogni falò. Da quel momento, giocolieri e sputafuoco dell’associazione culturale LIU.BO cominceranno il loro spettacolo itinerante nelle vie del borgo. I fuochi di San Giuseppe a Casalvecchio di Puglia sono una tradizione molto sentita, forse collegata alla stessa venuta degli Albanesi sui monti della Daunia. Un’ipotesi è che tale ricorrenza popolare derivi direttamente dal “Dita e Verës” Festa di Primavera, di origine Illirica e strettamente collegata alla diaspora Arbëreshë, ancora oggi molto sentita e celebrata in Albania il 14 Marzo. Molte sono di fatto le similitudini rituali tra le celebrazioni del “Dita e Verës” e i “Fuochi di S. Giuseppe”. Lo spostamento al 19 Marzo è facilmente riconducibile all’assorbimento di questa festività balcanica da parte della locale ricorrenza cattolica di San Giuseppe.
I FALO’ E I CORI. Il fuoco è composto in sezioni: ciocchi alla base e frasche di ulivo intorno e al di sopra, spesso con un palo centrale su cui si issa un drappo, un fantoccio o un cartello con una frase augurale. Dopo il tramonto c’è l’accensione dei fuochi, oggi preceduta dalla benedizione. Al divampare delle prime fiamme incominciano i cori dei paesani che intonano la canzone tradizionale dei fuochi, di solito in dialetto casalvecchiese, ma da qualche anno anche in lingua Arbëreshë. Comitive di improvvisati coristi fanno il giro delle gjitonie, le strade e i vicoli dei quartieri, per onorare tutti i fuochi e ad ogni falò vengono ringraziati e rifocillati con i cibi tipici e rituali di questa festa.
IL FUOCO VIVE. Altra usanza è quella di dar da mangiare e bere al fuoco, usanza spuria, in quanto mutuata dai rituali della notte della Vigilia di Natale. Questo è compito del capofuoco, persona che sovente dava il nome al fuoco. La sua funzione principale è di sovrintendere alla costruzione del falò, al suo controllo durante la festa e al suo smantellamento la mattina successiva. All’alba del giorno dopo, quando ancora c’erano caminetti e bracieri, le donne andavano al fuoco del loro quartiere a prelevare le braci che sarebbero servite per riaccendere i focolari delle case. Braci benedette e benaugurali, consacrate dalla pietas popolare e dalla forza della tradizione.
IL CIBO RITUALE. La pietanza rituale “regina” di questa festa è il Lalezot: i suoi ingredienti hanno tutti un valore simbolico arcaico: il grano simbolo di rinascita e fertilità, il mosto cotto e il melograno, che è auspicio di ricchezza e unione. Una specialità esclusiva casalvecchiese è il Çëlliti, un soffritto di maiale con aglio, olio, pomodoro e peperoncino, molto piccante, che vanta diverse varianti e ingredienti aggiuntivi, dal guanciale alla salsiccia. Di pietanze tipiche che potranno essere degustate ce ne sono molte altre, tutte legate a doppio filo alla tradizione degli albanesi d’Italia: fave e ceci abbrustoliti, gli Shkoppë (popcorn), la pizza coi ciccioli, i cipollotti selvatici, il pancotto, la bruschetta e l’immancabile vino.

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vico
Il debutto di CioccolaTIAMO e poi la Sagra delle Arance, delle tipicità e dell’artigianato
Quattro giorni di eventi, spettacoli luminosi, degustazioni, la suggestiva processione del Patrono
La tradizione dal 1618, il Vicolo del Bacio, il Pozzo delle Promesse, le poesie dai balconi

VICO DEL GARGANO Vico del Gargano, “il paese dell’amore” devoto al Patrono degli innamorati e delle arance, si appresta a vivere l’edizione più colorata, romantica e luminosa di San Valentino. E’ dal 1618, da oltre 400 anni, che i vichesi hanno legato il nome e il destino del proprio paese al Santo a cui è dedicato il 14 febbraio. Gli eventi, i riti e le celebrazioni, a Vico del Gargano, cominceranno ben prima: il 4 febbraio, infatti, prenderà il via il Festival del Teatro Popolare che è parte integrante del ‘programma valentiniano’; il 5 febbraio, l’inizio della novena sarà annunciato dallo scampanellio di tutte le chiese del borgo e non più dai fuochi d’artificio, una scelta consapevole, voluta, nel segno della sostenibilità. Gli eventi veri e propri prenderanno il via sabato 11 febbraio e si protrarranno fino all’intera giornata, fino a tarda sera, di martedì 14 febbraio 2023. Ci sarà l’immancabile percorso degli innamorati, un itinerario tra vie, archi, chiese, piazze e portali allestiti con decorazioni, cuori, le profumate e succulente arance vichesi, alloro, mimose e ghirlande. Un cammino che condurrà verso il famoso Vicolo del Bacio, uno dei luoghi più belli e suggestivi del borgo, e il pozzo delle promesse, presso il quale le coppie si promettono amore e rinnovano il loro sodalizio di innamorati. Ci saranno la musica, la sagra-mercato di San Valentino con decine di stand di produttori, artigiani, degustazioni delle tipicità. In Piazza San Domenico, si svolgerà CioccolaTIAMO, la Festa del Cioccolato con le casette in legno presso le quali sarà possibile ammirare e gustare creazioni gustose, piccole opere d’arte del sapore realizzate da pasticceri e cioccolatai. Ci sarà spazio per la street art, per valorizzare attraverso il rapporto tra moderno e antico i luoghi di interesse storico-architettonico del paese, e per le street band che faranno attraversare il borgo dalla musica. Non mancheranno i più tradizionali complessi bandistici, con l’Ensemble di Fiati “Garganum” e il complesso “A.F. Nardini”, mentre la Fanfara dell’Aeronautica militare si esibirà nella Chiesa Madre il 14 febbraio alle 19.30. E, ancora: l’area di ascolto culturali per la poesia e la prosa, quella per le degustazioni, gli spettacoli teatrali e le poesie dai balconi. Il 14 febbraio, alle 11.30, prenderà il via la solenne processione di San Valentino. A conclusione della lunga serata del 14 febbraio, non saranno i fuochi d’artificio a concludere la festa, ma uno spettacolo luminoso fatto di giochi di luce. “Il programma, finanziato e sostenuto dall’Amministrazione Comunale, è stato organizzato dalla Pro Loco di Vico del Gargano e dal Comitato Feste Patronali, in un’ottica di sinergia e coinvolgimento dal basso che hanno portato a lavorare insieme, fianco a fianco, un nutrito gruppo di persone capaci di mettere a disposizione di una importante tradizione un capitale di impegno, cura, dedizione e creatività”, ha dichiarato Michele Sementino, sindaco di Vico del Gargano. Importante anche la collaborazione del Liceo Publio Virgilio Marone, quella delle scuole e delle diverse realtà associative. “Tutto il paese tiene molto a questa ricorrenza ed è consapevole della sua importanza da ogni punto di vista: religioso, culturale, identitario ed anche turistico, poiché ci permette di valorizzare in toto il patrimonio materiale e immateriale del nostro borgo che si fregia del riconoscimento dei Borghi più belli d’Italia”. San Valentino è il Patrono di Vico del Gargano e degli aranceti, oltre ad essere “il santo degli innamorati”. La “festa degli innamorati”, il 14 febbraio, è una ricorrenza ricca di riti suggestivi, profumi e colori che la Regione Puglia ha inserito nel progetto “Patroni di Puglia”. Sono tante le peculiarità di questo grande evento popolare che unisce spiritualità, religione e tradizioni rurali. Gli agrumi del Gargano, e in particolare le arance e il limone “Femminello” di Vico (la varietà di limone più antica d’Italia), sono un presidio Slow Food. Tutto l’antico borgo vichese è inghirlandato di arance, a cominciare dal “Vicolo del Bacio”, una strada strettissima, pittoresca, uno dei simboli del giorno di San Valentino in Puglia. I giorni che precedono la festa presentano un paese in fermento, con una partecipazione popolare che si respira in ogni casa, nelle sedi delle Confraternite e in quelle delle associazioni, ed è visibile in ogni strada, su ogni vetrina delle attività commerciali grazie ad allestimenti e addobbi del tutto caratteristici e originali.

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carnevaleDichiarazione di Paolo Campo, presidente della V Commissione Ambiente del Consiglio regionale

Lo storico Carnevale di Manfredonia continuerà ad essere uno dei principali eventi culturali a forte vocazione turistica della Puglia grazie al crescente impegno finanziario della Regione Puglia.
La Commissione Bilancio, anche su mia iniziativa, ha approvato l’emendamento alla legge di bilancio che stanzia 1 milione di euro per le manifestazioni storiche di Manfredonia, Massafra e Putignano e quelle tradizionali di Apricena, Gallipoli e San Michele di Bari.
Come negli anni scorsi, la Regione Puglia ha deciso di sostenere finanziariamente le Amministrazioni comunali impegnate a garantire la prosecuzione di una tradizione secolare e la loro promozione in chiave turistica.
Ora che la pandemia sembra davvero superata, spero che a Manfredonia si possa tornare a festeggiare Ze’ Peppe nei canonici giorni di febbraio e che questa opportunità sia messa a frutto anche a vantaggio delle attività commerciali cittadine.

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vicoCinque spettacoli, dieci date, con la partecipazione 4 compagnie garganiche e una molisana
Prenderà il via il 4 febbraio, terminerà il 5 marzo, sipario aperto sulla tradizione teatrale popolare

VICO DEL GARGANO Cinque spettacoli, 10 date, quattro diverse compagnie teatrali del Gargano e una del vicino Molise, un mese all’insegna dello spettacolo, del divertimento e della cultura: sono questi, in sintesi, i numeri della prima edizione del “Festival del Teatro Popolare” che si terrà a Vico del Gargano da sabato 4 febbraio a domenica 5 marzo 2023, caratterizzandosi come la stagione teatrale invernale del ‘Paese dell’Amore’.
All’organizzazione del Festival - nata dalla collaborazione tra le associazioni culturali e teatrali “Gli Squinternati” di Rodi Garganico e Ncvò Cappà Nsciaun di Vico del Gargano con un grande lavoro di raccordo a cura di Giuseppe Tavani e Giuseppe Aguiari - il Comune di Vico del Gargano ha riconosciuto il proprio patrocinio.
Ognuna delle cinque opere teatrali che andranno in scena sarà proposta in due spettacoli, uno si terrà il sabato e l’altro la domenica. Tutti avranno inizio alle ore 20.30 e si svolgeranno nell’Auditorium comunale “Lanzetta” di via Aldo Moro. Il biglietto ha un prezzo popolare e, chi vorrà, potrà ottenere un ulteriore vantaggio acquistando l’abbonamento valido per assistere a tutti e cinque gli spettacoli (info e abbonamenti: 348.8797538 – 333.4269496).
“Saranno protagoniste realtà e associazioni teatrali di Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Nicandro Garganico, Campobasso e, naturalmente, Vico del Gargano”, ha spiegato il sindaco Michele Sementino. “E lo saranno in un periodo molto importante dell’anno, quello che coincide con le iniziative che celebrano il legame di Vico del Gargano con il suo Patrono, San Valentino”.
Il primo spettacolo del Festival è in programma sabato 4 febbraio (con replica domenica 5 febbraio): saranno protagonisti attori e attrici de “Gli Squinternati”, gruppo teatrale e culturale di Rodi Garganico che metterà in scena la commedia “Per mezz’ora di sfizio...”.
Sabato 11 e domenica 12 febbraio, invece, sarà la volta di “Ncvò ‘Cappà ‘Nsciaun”, formazione teatrale di Vico del Gargano che aprirà il sipario su “Vico Imperiale”. Sabato 18 e domenica 19 febbraio, spazio a “La valigia sul letto”, spettacolo che sarà messo in scena dall’associazione Dopolavoro Ferroviario di Campobasso. Il 25 e il 26 febbraio, toccherà all’Associazione Culturale Prospettive Artistiche di San Nicandro Garganico portare in scena “La Malafemmena”. Il 4 e il 5 marzo, infine, sul palco dell’Auditorium ci saranno attrici e attori della Scuola di arti sceniche ‘Le piume del Vento’, di San Giovanni Rotondo, con “Miseria e Nobiltà”.
“Si tratta di compagnie e associazioni che rinnovano la tradizione teatrale, culturale e musicale nei nostri paesi, svolgendo un’importantissima attività di divulgazione e di aggregazione”, ha aggiunto Sementino. “Per questo motivo, sostenere e promuovere questa prima edizione del Festival ci è sembrato quanto mai giusto e opportuno”.

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scuolaMartedì 13 dicembre, ore 17.30, la presentazione presso la Scuola G. Bovio Progetto sostenuto dalla Regione (“Bellezza e legalità per una Puglia libera dalle mafie”)

I bambini di oggi saranno gli adulti di domani ma sono già cittadini del presente, parte integrante della comunità. Da qui nasce il progetto “Impara l’Arte”, interamente rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo grado di Foggia, realizzato dall’aps Il Cerchio della Vita in collaborazione con Possibili Scenari e con l’associazione I Semi, sostenuto dalla Regione Puglia all’interno del bando “Bellezza e legalità per una Puglia libera dalle mafie” (A.D. n. 78 del 07/11/2019). Martedì 13 dicembre, alle ore 17.30, presso la Scuola G. Bovio avrà luogo la presentazione del progetto, rivolta ad alunni, docenti, famiglie e stampa. Ad intervenire: Maria Cristina Piemontese (presidente de Il Cerchio della Vita), Antonio De Sabato (presidente di Possibili Scenari) e Annarita Gentile (presidente de “I Semi”).
Un percorso di crescita in grado di unire l’arte e la legalità, finalizzato a stimolare la riflessione sul “senso di comunità” e la “percezione del sé” attraverso il confronto, la crescita, le regole condivise. E l’arte, appunto, quale linguaggio universale chiamato a dispiegare questi concetti, allo scopo di creare giovanissimi cittadini attivi. Tre, pertanto, i percorsi educativi previsti. Dal laboratorio dal titolo Tu chiamale se vuoi… Emozioni, volto a sviluppare competenze sociali ed empatiche per interagire correttamente con l’altro da sé, a quello denominato LEgALI per volare, naturale prosecuzione del precedente e orientato a incoraggiare l’adozione di comportamenti responsabili, sensibilizzando i giovanissimi verso una partecipazione attiva alla vita della città. Senza dimenticare il terzo laboratorio, Talenti da sFOGGIAre, chiamato a formare quel senso di competenza che è anche consapevolezza delle proprie abilità e dei propri limiti, in cui esperti di arti visive (videomaker, laboratoristi, grafici e altre figure scelte) guideranno gli studenti in una produzione artistica a tema legalità, punto di partenza e di arrivo dell’intero ciclo di incontri.
Giochi di ruolo, “circle time”, stimolazioni sensoriali, lavori di gruppo, linguaggio del corpo e momenti ludico-ricreativi: questi gli ambienti di lavoro che le diverse professionalità coinvolte andranno a ricreare, intervenendo nel corso di incontri cadenzati e lavorando attraverso tecniche immersive. Oltre ai responsabili di progetto rappresentati da Antonio De Sabato, Annarita Gentile, Maria Cristina Piemontese e Pio Daniele De Lorenzo, saranno coinvolti in “Impara l’Arte” anche i seguenti professionisti: Amalia Quotta, Bruno Colavita, Ilaria Colecchia, Maria Antonietta Canizzaro, Umberta Liberato, Valentina Lavilla, Vito De Filippis (info: 340.6923847).

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