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Spettacolo, cinema, arte e cultura

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comunesanseveroLa Festa Maria SS. del Soccorso 2023 inserita dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (Ministero della Cultura), nel Progetto "Legami intangibili nei paesaggi festivi".

L’Amministrazione Comunale è lieta di comunicare alla cittadinanza che la Festa Maria SS. del Soccorso 2023 è stata inserita dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (MIC), nel Progetto "Legami intangibili nei paesaggi festivi". Il progetto, candidato dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, è risultato vincitore di Strategia Fotografia 2022, bando pubblico volto a promuovere e a sostenere la ricerca, i talenti e le eccellenze nel campo della fotografia italiana e che si inserisce nel quadro delle azioni istituzionali della Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiC. Il progetto di documentazione fotografica toccherà tutte le regioni italiane e San Severo è l’unico Comune in Puglia ad essere stato selezionato.
“Siamo molto felici che l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura – dichiarano il Sindaco Francesco Miglio e l’Assessore alla Cultura Celeste Iacovino – abbia dato interesse alla Festa della Madonna del Soccorso 2023 in programma dal 19 al 23 maggio e ai complessi elementi culturali riconducibili alla sfera del patrimonio culturale immateriale. Siamo orgogliosi di questo importante risultato che bene si inquadra nelle azioni intraprese dalla nostra amministrazione, perché la ricerca visuale che sarà condotta - proprio nei giorni della Festa - dal noto fotografo e antropologo Francesco Faraci, riuscirà a dare risalto agli elementi socio-culturali, ai legami tradizionali e agli aspetti rituali che costituiscono e rendono unica la nostra Festa. Il reportage che ne seguirà rappresenta una risorsa importante per avviare processi di tutela, di studio, di trasmissione e di analisi di tutto questo nostro importante patrimonio”.
La documentazione prodotta a San Severo - grazie al coordinamento del direttore ICPI Prof. Leandro Ventura e del funzionario demoetnoantropologo Fabio Fichera, referente del progetto - incrementerà il nutrito fondo dell’Archivio Fotografico dell’Istituto. Le opere che ritrarranno la città e la Festa Patronale 2023 saranno valorizzate attraverso una mostra fotografica di interesse nazionale, nelle collane editoriali “Visioni d’Archivio” e “Ricerche” curate dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e in pubblicazioni di carattere scientifico nel campo dell’antropologia visuale e della fotografia etnografica. Una selezione delle stesse sarà inoltre esposta nella sezione fotografica della mostra internazionale “Racconti Invisibili”, percorso espositivo itinerante destinato alla diffusione del patrimonio immateriale italiano nel mondo.
Questa importante campagna fotografica si avvarrà delle preziose collaborazioni con le comunità patrimoniali territoriali, con gli Uffici Periferici del MIC, con la Confraternita, con la Pro Loco, con le Associazioni dei Fuienti e organizzatrici degli spettacoli pirotecnici e con esperti e profondi conoscitori della storia della Festa, e costituirà un punto di partenza per ulteriori studi, ricerche e percorsi di patrimonializzazione.

Il Responsabile dell’Ufficio Stampa
Michele Princigallo

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orsaraOrganizzato da Orsa Maggiore è il primo e unico festival di musica elettronica della Capitanata
La quinta edizione sarà quella della ripartenza dopo lo stop imposto dall’emergenza Covid
I complimenti del sindaco per gli 8 anni del sodalizio tra musica, cultura, volontariato e accoglienza

ORSARA DI PUGLIA Il Wild Fest, primo e unico festival della musica elettronica in Capitanata, ha ottenuto il patrocinio di Puglia Promozione (Agenzia Regionale del Turismo), per la prossima edizione che si terrà in agosto ma che è già partita con una serie di iniziative di avvicinamento e di preparazione all’evento finale. “Complimenti all’associazione Orsa Maggiore, il sodalizio culturale che organizza un evento innovativo, che coinvolge moltissimi giovani da tutta Italia”, questo il commento del sindaco Mario Simonelli alla notizia del patrocinio.
IL WILD FEST. Quest’anno, il festival celebrerà la sua quinta edizione. La location, ancora una volta, sarà lo spazio antistante Torre Guevara, storico edificio la cui costruzione risale al 1680: “E’ un modo per valorizzare un luogo che non è soltanto crocevia storico e artistico, tra passato e futuro, ma anche punto d’incontro strategico nella piana a pochi chilometri da Orsara, Troia, Foggia e Bovino”, dichiara Paolo Scoglietti, uno degli organizzatori. Il nome del festival si ispira proprio a questo luogo immerso nella natura. Nei primi 4 anni, il Wild Fest ha portato in provincia di Foggia alcuni dei maggiori protagonisti italiani e internazionali della musica elettronica. “La musica techno è circondata da diversi pregiudizi, tra cui quello che la lega all’assunzione di droghe. E’ uno stereotipo che rigettiamo completamente”, dicono gli organizzatori. “Noi vogliamo valorizzarne il potere di aggregazione, la storia e un bagaglio culturale ricchi di trasformazioni tecnologiche e innovazioni strumentali”.
ORSA MAGGIORE. L’associazione è attiva dal 15 giugno 2015. A breve, festeggerà il suo ottavo compleanno. Prese vita sulla scorta dell’esperienza della Consulta Giovanile Orsarese. In otto anni, è stata promotrice diretta o collaboratrice di 60 eventi e iniziative sociali, didattiche, musicali e culturali. L’ambito delle sue attività è piuttosto ampio, perché l’associazione è attiva non solo nella formazione musicale e nell’organizzazione del Wild Fest, ma anche nella collaborazione a manifestazioni teatrali, cinematografiche, letterarie e nelle attività formative per l’integrazione degli immigrati. Nell’ambito del progetto SPRAR di accoglienza ai richiedenti asilo e ai rifugiati politici, l’associazione Orsa Maggiore ha offerto un servizio di doposcuola gratuito e volontario per i minori delle famiglie accolte in paese, al fine di favorirne l’integrazione ed il rendimento scolastici.
LINGUAGGI UNIVERSALI. “La musica e tutte le arti in generale rappresentano un linguaggio universale capace di unire, di superare gli steccati, e dunque di creare benessere, crescita, felicità”, spiega Paolo Scoglietti. Un linguaggio che, concretamente, Orsa Maggiore da otto anni sta declinando in una lunga serie di attività. L’esordio assoluto dell’associazione, ad esempio, vide collaborare i soci del sodalizio all’organizzazione della Festa del Vino di Orsara, una delle manifestazioni di promozione enogastronomica più longeve della Puglia. Mentre la prima edizione del Wild Fest risale al 12 agosto 2016, con band e dj provenienti da tutta la Puglia.
Gli anni dell’emergenza pandemica hanno impedito di dare continuità, nell’ultimo biennio, a un percorso che adesso ricomincia più forte e determinato di prima.

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orsara
Sabato 25 e domenica 26 marzo, visite guidate gratuite per le Giornate FAI di primavera
Dentro Torre Guevara, edificio costruito nel 1680, ospitò Carlo III di Borbone e la regina Amalia
Lo splendore dell’Abbazia dell’Angelo, con la scalinata santa che conduce alla Grotta

ORSARA DI PUGLIA C’è anche Orsara di Puglia nelle “Giornate FAI di Primavera” che, sabato 25 e domenica 26 marzo 2023, daranno modo a tanti visitatori di scoprire alcuni dei luoghi più belli e ricchi di storia della Capitanata e di tutta Italia. Sono due i luoghi orsaresi che potranno essere visitati: il primo è l’antico e maestoso edificio di Torre Guevara, eretto nel 1680. I Guevara, signori di Bovino, acquisirono il Territorio di Orsara di Puglia e decisero di regalarsi un edificio degno della loro dinastia. Fu Giovanni, quinto duca di Bovino, a far costruire Torre Guevara, per i soggiorni di caccia nel territorio di Montellare. Fece erigere l'imponente edificio nel cuore stesso di un'area geografica delimitata a nord dall'antica città di Troja, a sud ovest da Orsara, a sud da Bovino e ad est da Castelluccio dei Sauri. Una zona ricca di cacciagione, immersa nel verde e nella poesia di un paesaggio dolce come le linee delle colline daune. Il Palazzo di Torre Guevara fu utilizzato come sontuosa tenuta di caccia. Ospitò re e regine. Nelle sue stanze trovarono ristoro Carlo III di Borbone e la regina Amalia di Valbussa. Il palazzo ha un impianto rettangolare di sessanta metri per venti, con tre piani coronati da un imponente cornicione. E' caratterizzato da una spessa muratura in pietra, col volte a botte di copertura dei locali a terra.
Torre Guevara sarà aperto al pubblico, senza necessità di prenotazione, sabato 25 marzo dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 17; domenica 26 marzo dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Il secondo luogo orsarese che potrà essere ammirato con l’ausilio di una visita guidata è l’Abbazia Sancti Angeli, antico e imponente complesso che abbraccia la Grotta di San Michele e la Chiesa dell’Annunziata. E’ la prima storica costruzione che appare alla vista di chi raggiunge Orsara. Il complesso, immerso nel verde, comprende anche la Chiesa di San Pellegrino. L’elemento più importante e suggestivo del sito è costituito dalla Grotta di San Michele, chiesa scavata nella roccia presumibilmente nel 200 dopo Cristo. Il tempio di pietra sorge all’interno di un anfratto naturale. Si tratta di uno tra i luoghi di culto più importanti e antichi del Mezzogiorno d’Italia.
Vi si accede attraverso la “scalinata sacra”. All’interno si trovano iscrizioni latine e i graffiti lasciati dai pellegrini che transitavano per raggiungere il più noto Santuario di San Michele che si trova a Monte Sant’Angelo e da lì la Terrasanta. L’interno è formato da un’unica navata irregolare. Sul fondo è posto l’altare che l’8 maggio, il giorno dell’Apparizione, accoglie la statua di San Michele altrimenti custodita dalla Chiesa Madre. Sempre all’interno del complesso si trova la Chiesa dell’Annunziata. Venne costruita fra il X e l’undicesimo secolo. La struttura, a forma di parallelepipedo in pietra viva, presenta sul lato ovest tre semplici monofore. E’ un vero e proprio gioiello dell’architettura bizantina.

Le visite guidate sono gratuite, basterà aggregarsi ai gruppi che si ritroveranno sui luoghi da visitare. Sia sabato che domenica, diversi ristoranti orsaresi praticheranno uno sconto del 20% ai tesserati FAI.

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celleCELLE DI SAN VITO Il comune di Celle di San Vito ha aderito al progetto “Turismo delle Radici” gestito dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nell’ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Nei giorni scorsi, il vice-presidente del Consiglio dei Ministri e responsabile della Farnesina, Antonio Tajani, aveva scritto al piccolo comune cellese per chiedere l’adesione a questo importante progetto. “Il Turismo delle Radici costituisce un’offerta turistica strutturata per i borghi italiani – ha scritto nella missiva Tajani – l’iniziativa consente di coniugare l’offerta di beni e servizi (alloggi, enogastronomia e artigianato) con la conoscenza della storia familiare e della cultura di origine delle nuove generazioni di italiani e italo-discendenti residenti all’estero”.

Solo due comuni in tutta la provincia di Foggia aderiranno al progetto: oltre a Celle di San Vito ha dato la sua adesione il comune di Celenza Valfortore.

“Questo progetto è una grande opportunità, sia in termini di visibilità sia per ciò che attiene allo sviluppo di presenze turistiche – ha dichiarato la sindaca di Celle di San Vito, Palma Maria Giannini – sarà realizzata una rete di comunicazione e verrà stipulata una convenzione con lo stesso Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale”

Grazie al progetto “Turismo delle Radici” sarà possibile organizzare eventi e attività di interesse per gli italiani all’estero. Allo stesso tempo saranno individuati presso il comune strutture adatte all’accoglienza e soggetti disposti ad aderire al programma di scontistica in favore dei discendenti degli emigrati italiani all’estero.

L’obiettivo finale del progetto è la riscoperta dei luoghi di provenienza consentendo ai visitatori di rivivere le tradizioni accompagnati anche da momenti musicali che coinvolgano le associazioni di musica popolare e amatoriale, le bandi musicali, i cori e i gruppi folkloristici residenti nei singoli comuni.

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libri1All’autore del miglior saggio un premio da 1.500€

Giunge alla decima edizione il “Premio Capitanata” bandito dal Centro di Ricerca e di Documentazione per la Storia della Capitanata con la partecipazione della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Foggia e dell’Archivio di Stato di Foggia.
Il Premio per la ricerca storica è riservato ai saggi sulla storia sociale, economica, politica, artistica e religiosa della Puglia, editi nel corso degli anni 2020 - 2021 - 2022 (all’autore del miglior saggio sarà assegnato un premio di € 1.500); alle tesi di laurea magistrale, o tesi di dottorato sulla storia sociale, economica, politica, artistica e religiosa della Capitanata, discusse negli anni accademici 2019 - 2020, 2020 - 2021, 2021 - 2022 in una qualsiasi sede universitaria italiana (all’autore della migliore tesi sarà assegnato un premio di € 1.000). La Giuria, presieduta da Pasquale Corsi dell’Università di Bari e Presidente della Società di Storia Patria per la Puglia, è composta da Aldo Ligustro, Ordinario di Diritto Internazionale - Università di Foggia e Presidente della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia; Maria Carolina Nardella, Soprintendente archivistico e bibliografico della Puglia e della Basilicata; Renata De Lorenzo dell’Università di Napoli Federico II e presidente della Società Napoletana di Storia Patria; Francesco Andretta, studioso di storia; e da Giuseppe Clemente, presidente onorario del C.R.D. Storia della Capitanata.
Per partecipare è necessario inviare sei copie del saggio, o sei copie della tesi di laurea alla SEGRETERIA DEL PREMIO CAPITANATA – CENTRO DI RICERCA E DOCUMENTAZIONE PER LA STORIA DELLA CAPITANATA - Piazza Nicola Tondi, 3 San Severo (Foggia), entro e non oltre le ore 12 del 30 maggio 2023. I plichi possono essere consegnati anche a mano, sempre entro i termini suddetti e allo stesso indirizzo; per quelli inviati a mezzo raccomandata fa fede la data del timbro postale. Alle opere deve essere allegato un foglio recante il nome e il cognome del concorrente, il luogo e la data di nascita, il domicilio, il numero di telefono, il titolo dell’opera e la firma. Gli elaborati inviati, anche se non premiati, non saranno restituiti. La cerimonia di conferimento del Premio avverrà entro il mese di novembre 2023 a San Severo.

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