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Primo piano

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cerignolaIL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA IL NUOVO REGOLAMENTO
PER LA CONCESSIONE E L’UTILIZZO DI BENI CONFISCATI ALLA MAFIA
Dibisceglia: “Una novità importante per la nostra città, che intende valorizzare il lavoro sociale delle cooperative del nostro territorio.”
È stato approvato durante l’ultimo Consiglio Comunale il nuovo regolamento per la concessione e l’utilizzo di beni confiscati alla criminalità organizzata. Un provvedimento fortemente voluto dalla vicesindaca Maria Dibisceglia.
Il regolamento prevede la concessione dei beni per 10 anni, eventualmente prorogabili per ulteriori 10 anni. Il tempo è stato stabilito sulla base delle necessità espresse dalle cooperative del territorio e in coerenza con gli ultimi bandi dell’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati. Ad avvalorare la scelta anche uno studio dell’associazione Libera che evidenzia la necessità di tempi più lunghi per la nascita di progetti duraturi e con ricadute tangibili sul territorio.
“Per far germogliare realtà virtuose come quelle della nostra città, di cui tutti andiamo fieri, ci vuole il giusto tempo ed una complessa fase di
coprogettazione.
Il regolamento, novità assoluta per la nostra città, va incontro a queste necessità e permette all’Ente di immaginare un percorso comune, con regole
chiare.
Spero che questo possa essere il primo passo per nuovi, bellissimi capitoli della nostra città nella lotta alla mafia”, conclude l’assessora Dibisceglia.

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carlantinoVenerdì 16 febbraio, le due comunità in assemblea a Celenza per fare il punto della situazione
Ci saranno anche il deputato La Salandra e i sindaci molisani Pietro Testa e Carmelina Genovese

CARLANTINO Le amministrazioni comunali di Carlantino e di Celenza Valfortore hanno organizzato un importante incontro con i cittadini dei due comuni per esporre gli adempimenti compiuti relativamente al progetto del parco eolico che incombe sulle due comunità e contro il quale si sono schierate le due popolazioni.
L’incontro si terrà venerdì 16 febbraio, alle ore 17.30 a Celenza Valfortore presso l’ex monastero di San Nicola. Al convegno parteciperanno i sindaci di Carlantino e di Celenza Valfortore, Graziano Coscia e Massimo Venditti, i primi cittadini dei comuni molisani, Riccia e Gambatesa, rispettivamente Pietro Testa e Carmelina Genovese, e il deputato Giandonato La Salandra che, nei giorni scorsi, ha già presentato in Parlamento alcune interrogazioni sulla questione. Il progetto prevede la costruzione di un impianto eolico costituito da 17 aerogeneratori, per una potenza complessiva pari a 98 MW, da realizzarsi nei comuni di Carlantino e di Celenza Valfortore. Il piano di lavoro prevede, inoltre, la costruzione di opere di connessione alla RTN e sistema di accumulo da 30 MW ricadenti anche nei comuni di Casalnuovo Monterotaro, Casalvecchio di Puglia e Torremaggiore.
La società intestataria del progetto, che ha messo in moto l’iter burocratico senza interfacciarsi con gli enti locali, è la “Rinnovabili Sud Due S.r.l.” con sede legale a Potenza. L’azienda, che si occupa di impianti eolici onshore, ha fatto pervenire il progetto già “impacchettato” al Comune di Carlantino il 13 novembre scorso.
“Non siamo contrari al progetto per principio, non siamo contrari all’energia pulita, ma non possiamo permettere che qualcuno venga a casa nostra a modificare il nostro paesaggio e il nostro ambiente senza aver avuto alcun minimo confronto con l’Amministrazione ma, soprattutto, con i cittadini di questo paese - ha dichiarato il sindaco di Carlantino, Graziano Coscia - Dalla società interessata non abbiamo ricevuto nessuna richiesta di confronto anche in merito alle compensazioni che ogni ente ha diritto di ricevere per la sottrazione dei terreni e per le conseguenze dell’impatto sull’atmosfera, sul conseguente rumore, sulla flora, sulla vegetazione e sulla fauna”.
Durante la costruzione dell’impianto, gli impatti previsti saranno legati all’azione stessa di costruzione e alle attività legate agli scavi e riporti per la realizzazione delle trincee per la posa dei cavidotti, per la costruzione delle piste e per lo scavo delle fondazioni degli aerogeneratori. Tali attività causeranno (a parere della società in misura ridotta) polveri e inquinanti contenuti nei gas di scarico dei mezzi d’opera. La destinazione d’uso di tipo agricolo dell’area causa la modificazione del paesaggio in cui la vegetazione spontanea viene sostituita principalmente dalle colture erbacee (cerealicole e ortive). Tale processo causa un notevole impoverimento di specie e habitat. Non solo, le opere in progetto potrebbero potenzialmente interferire con le specie animali all’interno del sito, in particolar modo durante il periodo della riproduzione.

Nelle precedenti settimane anche la Lipu, l’Altura (Associazione per la tutela degli uccelli rapaci e dei loro ambienti) e l’Associazione “Italia Nostra” sono scese in campo a sostegno dei comuni di Carlantino e Celenza Valfortore nella lotta contro il progetto eolico. Le associazioni hanno scritto al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica e alla Regione Puglia chiedendo di respingere il progetto del parco eolico.
Nelle conclusioni del documento si è sottolineato che “il progetto in esame va inquadrato quale parte integrante di un contesto di assalto territoriale promosso con relazioni basate sulla denigrazione territoriale e finalizzato alla mera capitalizzazione di lucrosi introiti finanziari”. Non solo, nella relazione si evince che “sul piano sociale e dello sviluppo delle comunità, l’intervento spazzerebbe via per sempre qualsivoglia aspettativa di valorizzazione territoriale, inevitabilmente inconciliabile con un intervento così invasivo e alterante l’identità del territorio”.
Anche nella relazione dei tecnici comunali incaricati dai due comuni di studiare la fattibilità del progetto eolico è emerso che lo studio di impatto ambientale svolto dalla società “Rinnovabili Sud Due S.r.l.” non valuta tutti i beni paesaggistico-ambientale localizzati nell’area interessata. In particolare, si fa riferimento ai beni sottoposti a vincolo paesaggistico riportati dalla banca dati informatica del Ministero per i Beni Culturali. Il progetto del parco eolico, infatti, intercetta il Regio tratturo Lucera-Castel di Sangro ma soprattutto incide direttamente sul Tratturo Celano-Foggia, entrambi interessati anche dal vincolo archeologico. Non solo, anche i boschi interessati dal progetto sono sottoposti a vincoli paesaggistici-ambientali.
Inoltre, la relazione dei tecnici ha messo in evidenza come lo studio di impatto ambientale non consideri l’impatto cumulativo degli impianti eolici in relazione a tutti gli altri impianti esistenti o in corso di realizzazione. Lo studio di incidenza, poi, non è conforme alla Linee Guida Nazionali in materia di Valutazione d’incidenza redatte dal MATT NEL 2019. Infine, i tecnici dei due comuni hanno sottolineato come alcune pale non rispettano nemmeno la distanza minima fissata per legge dalle strade comunali, provinciali e statali. Norme previste anche dal nuovo Codice della strada.

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cagnano
Il gruppo di “Donne e tradizione” presente in costumi d’epoca realizzati artigianalmente
A Pro Loco e Comune i complimenti di Aldo Patruno e Grazia Di Bari della Regione Puglia

CAGNANO VARANO Quella di Cagnano Varano, martedì 6 febbraio, è stata una delle conferenze stampa più partecipate e di maggior successo alla BIT di Milano, la Borsa Internazionale del Turismo durante la quale il borgo dell’entroterra garganico ha presentato non solo il Cavù Festival, ma più in generale un’offerta turistica che mette insieme ‘mari, monti e borgo antico’ assieme a uno dei laghi costieri più grandi d’Italia. È stata una presentazione all’insegna delle donne: la prima a intervenire, infatti, è stata Sara Scirocco, presidente della Pro Loco, poi è toccato a Maria Raffaella Paduanello, del gruppo “Donne e tradizione”, a raccontare cosa può fare l’amore per le proprie radici. Presenti anche i giovani che, da 7 anni, hanno fatto del “Cavù Festival” uno dei fiori all’occhiello dell’offerta culturale garganica, con numeri e presenze che crescono di anno in anno. A Milano, il Comune di Cagnano Varano e le associazioni cagnanesi presenti all’evento hanno incassato con soddisfazione anche i complimenti di Aldo Patruno, direttore del Dipartimento Turismo della Regione Puglia, e di Grazia Di Bari, consigliera regionale delegata al Turismo.
“È stata una bellissima presentazione e siamo davvero fieri del lavoro svolto a Milano per lanciare non solo il Cavù Festival, ma tutti gli eventi e gli attrattori paesaggistici, culturali e ambientali di Cagnano Varano”, commenta con evidente soddisfazione il sindaco Michele Di Pumpo. “Le donne e i giovani sono il vero motore di un paese, il nostro, che sta lavorando allo sviluppo di tutte le potenzialità cagnanesi con un coinvolgimento forte, autentico e pieno di entusiasmo fattivo e concreto perché fatto di impegno, collaborazione, comunanza di intenti”.
Nello splendido scenario offerto dall’ampio spazio della BIT dedicato alla Puglia, sono state proiettate le immagini del borgo. Teste all’insù e tanto interesse da parte del pubblico per quanto è stato proiettato, con una panoramica a 360 gradi sulla bellezza del borgo antico, i colori della natura e della enogastronomia.
“Alla Bit, Cagnano Varano è stata presentata con i suoi paesaggi urbani e naturalistici mozzafiato, come lo scenario unico che si schiude agli occhi davanti al Lago di Varano, il maggiore lago costiero italiano, il più grande dell’Italia Meridionale”, spiega l’assessore Michele Coccia.
Grande attenzione e fari puntati sul Cavù Festival, nato nel 2017 dal desiderio dei giovani della Proloco di impegnarsi nella realizzazione di un evento che potesse valorizzare il “Cavuto”, la parte più antica del centro storico di Cagnano. Al centro della prossima edizione che si terrà in agosto ci saranno le radici del paese, in un viaggio che guarda al passato per costruire un nuovo futuro per il borgo. Un festival esperienziale in cui vicoli e piazzette diventano palcoscenico di numerose attività che intrecciano arte, musica, gastronomia e tradizione. “Noi siamo parte dell’entroterra garganico”, conclude Di Pumpo, “un’area unica e spettacolare dal punto di vista naturalistico, perché nel nostro caso mette insieme lago, mare e montagna. Stiamo lavorando molto sul turismo, perché è un settore in crescita, crea possibilità di lavoro per i nostri giovani e integra e valorizza anche artigianato, commercio, servizi e agroalimentare”.

Francesco Quitadamo

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differenziataL’ARO FG4 AGGIUDICA LA GARA PER LA RACCOLTA E IL TRASPORTO DEI RIFIUTI DIFFERENZIATA ANCHE NELLE CAMPAGNE E COMPOST AUTOPRODOTTO
Bonito: “Avremo finalmente un servizio delle necessità di città e comunità rurali”
Trasformazione dell’umido in compost direttamente nelle zone agricole e raccolta differenziata anche nelle campagne dell’agro di Cerignola e dei Cinque Reali Siti (Carapelle, Ordona, Orta Nova, Stornara e Stornarella).
Sono alcuni dei servizi innovativi contenuti nella proposta della Teknoservice srl a cui è stato aggiudicato, provvisoriamente, l’appalto per la raccolta e il trasporto dei rifiuti nel territorio dell’Ambito di Raccolta Ottimale Fg4.
Il corrispettivo per gli 8 anni di durata del servizio ammonta a poco più di 107milioni di euro, a fronte dell’importo a base d’asta di 108.288.189,37 euro (il ribasso è stato dell’1,1%).
A partire dal 6 febbraio, data di aggiudicazione dell’appalto, sono scattati i 35 giorni utili alla verifica del possesso dei requisiti di legge da parte della società; dopo di che si potrà procedere all’aggiudicazione definitiva.
Tutti gli operatori attualmente in servizio saranno impiegati dalla nuova società che rafforzerà il sistema di raccolta differenziata – carta, plastica, vetro e umido – estendendola anche agli agglomerati rurali, dove saranno installati mini impianti di compostaggio per la trasformazione diretta della frazione umida in concime.
“Sono molto soddisfatto del modo in cui la gara è stata condotta e dell’esito delle procedure – commenta il sindaco di Cerignola Francesco Bonito anche nella sua veste di presidente dell’Aro Fg4 – Avremo, finalmente, un servizio all’altezza delle necessità tanto delle città che dell’agro, potremo migliorare le performance relative alla differenziazione e contrastare meglio gli abbandoni e le altre forme di abusivismo.
Nella stesura del capitolato, ci è stato di molto aiuto lo studio del sistema di raccolta realizzato a Ravenna, che ha caratteristiche molto simili alle nostre, soprattutto rispetto alle modalità di inclusione delle campagne nel meccanismo di raccolta differenziata e di prevenzione degli abbandoni.
Altro elemento positivo da sottolineare – conclude il sindaco Bonito – è la concordia operativa tra noi sindaci, che ringrazio per la fiducia e il sostegno, senza la quale gestire organismi complessi come l’Aro sarebbe davvero difficile se non impossibile”.

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CataneoCOMUNE FOGGIA: PRESENTATA MOZIONE PER CONSIGLIO COMUNALE SU CRISI AGRICOLA.
Ben 18 consiglieri firmatari della richiesta presentata ieri alla Presidenza del Consiglio, primo firmatario Pasquale Cataneo

“La valenza sociale, culturale ed economica delle filiere dell’agrolimentare e il grido di dolore levatosi dagli agricoltori non poteva lasciarci indifferenti come consiglieri comunali di Foggia – afferma Pasquale Cataneo capogruppo di IdM - ho pertanto provveduto a redigere una bozza di mozione che in un paio di giorni è stata condivisa da molti altri consiglieri, oltre la metà del consesso comunale, ai quali va il mio personale ringraziamento. Ho provveduto all’invio ieri alla presidenza del Consiglio, ai sensi dell’art. 32 dell’apposito regolamento comunale, per l’effettuazione, in tempi brevi, della sua discussione in aula. In tal modo -continua l’attuale componente della Commissione Ambiente e Territorio - anche tutto il resto del Consiglio comunale, il Sindaco e la Giunta avranno il modo di valutare i contenuti e le proposte esplicitate nella mozione che ha l’obiettivo prioritario di impegnare l’intera Amministrazione al sostegno degli agricoltori e alla valorizzazione del ruolo e crescita del reddito di produttori e allevatori nelle varie filiere agroalimentari.”
Quindi dalle strade e dai presidi con i trattori in tutta Europa le rivendicazioni e le proteste degli agricoltori passano al dibattito nell’aula consiliare a Foggia. Nella mozione sono affrontate molte questioni che sono alla base delle motivate e comprensibili proteste di questi giorni dei piccoli e medi imprenditori agricoli.
Si va dall’aumento degli adempimenti e dai costi burocratici e amministrativi a quelli di produzione per l’aumento del gasolio e dei fitofarmaci/concimi, alle concorrenze sleali con l’importazione di prodotti a costi stracciati da Paesi extra UE per scarsa tutela del costo e della sicurezza del lavoro. A ciò si aggiungono la reintroduzione delle proteine animali trasformate (PAP) nell'alimentazione di alcune specie da allevamento, lo sviluppo di carne bovina coltivata in laboratorio e/o l’importazione di grani esteri con disciplinari di produzione preclusi in Italia (ad es. con l’uso di glifosato vietato in UE) e/o di specie patogene dannose;
“Le voci di protesta degli imprenditori agricoli italiani e, in particolare, di quelli meridionali di molte filiere agroalimentari (ortofrutticola, cerealicola, vitivinicola, pomodoro, lattiero-casearia, ecc.), già penalizzati da quanto sopra evidenziato e dai danni derivanti dagli eventi climatici/calamitosi in costante aumento, rappresentano un campanello d’allarme sulla necessità di politiche più eque e sostenibili ed è pertanto indispensabile occuparsene e presto – sottolinea Cataneo esperto di politiche territoriali - ciò, infatti, vale ancor di più per gli agricoltori foggiani che producono con disciplinari tradizionali, ma più sicuri, in zone vocate da millenni per la cerealicoltura come il Tavoliere. Tante sono le problematiche affrontate nella mozione – chiosa il politico foggiano – e che intendiamo approfondire nel dibattito consiliare come ad esempio l’ulteriore danno derivante dall’allargamento delle superfici produttive da destinare a maggese che provocherà, da una parte, un’ulteriore riduzione della produzione e quindi del già insufficiente reddito degli agricoltori e, dall’altra, a un ulteriore aumento dei prezzi di derrate alimentari per i cittadini, come già accaduto per i derivati del grano, senza portare, nel contempo, maggiori introiti per i produttori della filiera cerealicola. Similarmente ciò si aggraverà anche per le altre filiere tipiche della Capitanata. E’ di tutta evidenza quindi la necessità che le istituzioni agiscano presto e in modo corale, senza schieramenti di parte.”
Pasquale Cataneo Consigliere Comunale Foggia

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