Condividi con

FacebookMySpaceTwitterGoogle BookmarksLinkedinPinterest

Traduzione

Chi c'è online

Abbiamo 725 visitatori e nessun utente online

Spettacolo, cinema, arte e cultura

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)


vicoBlogger e giornalisti fino al 17 febbraio nel borgo per raccontare le tradizioni del Gargano
Il press tour “San Valentino e il cuore del Gargano” arriverà anche a Peschici e Ischitella

VICO DEL GARGANO Sono arrivati ieri sera, martedì 12 febbraio, i blogger e giornalisti da tutta Italia che, fino a domenica, racconteranno “San Valentino e il cuore del Gargano”: è questo il titolo del press tour promosso dal Comune di Vico del Gargano e finanziato dal Programma operativo Regionale FESR-FSE 2014-2020 “Attrattori culturali, naturali e turismo”, Asse VI-Tutela dell’ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali – Azione 6.8 Interventi per il riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche. Per una settimana, oltre alle tradizioni che Vico il “paese dell’amore” dedica al suo Patrono, San Valentino, il press tour approderà anche a Peschici e a Ischitella, gli altri due comuni che hanno aderito al progetto.
LE TELECAMERE DE “LA VITA IN DIRETTA”. Oggi, mercoledì 13 febbraio, alle 16.50, le telecamere e gli inviati de “La Vita in diretta”, programma televisivo di Rai Uno condotto da Francesca Fialdini e Tiberio Timperi, saranno a Vico del Gargano proprio per raccontare il paese e le tradizioni che questo borgo incantato, posto a 4 chilometri dal mare e a 3 dalla Foresta Umbra, dedica al suo santo patrono, San Valentino.
SAN VALENTINO A VICO DEL GARGANO. La “festa degli innamorati”, il 14 febbraio, è una ricorrenza ricca di momenti suggestivi, profumi e colori che la Regione Puglia ha inserito anche nel progetto “Patroni di Puglia”. Sono tante le peculiarità di questo grande evento popolare che unisce spiritualità, religione e tradizioni rurali. La Chiesa Matrice, il vicolo del bacio, le piazze e ogni casa del centro storico, per l’occasione, sono addobbati con meravigliose arance. Gli agrumi del Gargano, e in particolare le arance e il limone “Femminello” di Vico (la varietà di limone più antica d’Italia), sono un presidio Slow Food. Tutto l’antico borgo vichese è inghirlandato di arance, a cominciare dal “Vicolo del Bacio”, una strada strettissima, pittoresca, uno dei simboli del giorno di San Valentino in Puglia. I giorni che precedono la festa presentano un paese in fermento, con una partecipazione popolare che si respira in ogni casa, nelle sedi delle Confraternite e in quelle delle associazioni, ed è visibile in ogni strada, su ogni vetrina delle attività commerciali grazie ad allestimenti e addobbi del tutto caratteristici e originali.
IL GIORNO DEGLI INNAMORATI. La mattina del 14 febbraio, alle ore 11, prende il via la solenne processione di San Valentino. Dal primo pomeriggio dello stesso giorno, si svolge Terrarancia, con l’esposizione e la vendita dei tipici agrumi e dei prodotti alimentari che derivano dalla loro trasformazione, ma anche con laboratori, master class di cucina, mostre e musica. Dal 12 al 17 febbraio, nello stesso periodo del press tour, la Settimana Valentiniana è ricca di piccoli e grandi iniziative, concerti, mercatini e visite guidate. L’obiettivo del tour è utilizzare un evento così suggestivo per far conoscere cultura, tradizioni ed eccellenze produttive del Gargano, delineando una proposta che è coerente con la necessità di destagionalizzare i flussi turistici in una delle aree più attrattive della Puglia. Vico del Gargano, infatti, si trova nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, a pochi chilometri dalle spiagge di San Menaio e a pochi minuti di cammino dalle faggete secolari della Foresta Umbra, recentemente dichiarate Patrimonio dell’Unesco.

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)
0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)

teatroTEATRO: VA IN SCENA L'INTEGRAZIONE SOCIALE
Al via a Cerignola i laboratori teatrali della nascente compagnia degli “Abusivi”, con la direzione artistica di Marcello Colopi

Il teatro sociale ha in sé la carica rivoluzionaria di chi sa scardinare preconcetti e pregiudizi, di chi non si arrende ai preconcetti, di chi cerca continua a cercare il senso delle cose attraverso l'arte. Sulle basi di questi presupposti, sono in partenza a Cerignola i laboratori teatrali della nascente compagnia degli Abusivi, un'idea progettuale a cura dell’autore e regista Marcello Colopi.

L'idea è quella di dare vita a una compagnia stabile di teatro sociale e di integrazione, coinvolgendo 10 / 15 giovani artisti italiani e stranieri perseguendo una duplice finalità: supportare i partecipanti (tra cui i migranti) in un percorso di inclusione sociale e culturale e offrire ai giovani artisti italiani e stranieri la possibilità di entrare a far parte di una compagnia teatrale.
Il progetto nasce dalla cooperativa sociale Dibenedetto e dallo Sportello immigrazione “Stefano Fumarulo” di Cerignola, che lo hanno presentato in risposta al bando della regione Puglia “Programma Straordinario in materia di Cultura e Spettacolo per l’anno 2018 - Azione 2”.
La nascente compagnia teatrale, che si chiamerà “ Abusivi”, è il coronamento di un percorso già in atto in modo informale, che ha attivato di una serie di iniziative nel corso di quest’ultimo anno, a sostegno di giovani migranti presenti nel territorio di Cerignola. “Il passaggio successivo – spiega il direttore artistico Colopi - è proprio quello di far nascere qualcosa di stabile e duraturo che continui nel tempo: non solo per quanto riguarda l’attività laboratoriale ma che diventi soprattutto un luogo di produzioni teatrali e spettacoli, finalizzati ai processi di integrazione socio culturale e alla eventuale circuitizzazione”.
La prima fase del progetto prevede una serie di laboratori teatrali gratuiti offerti ai partecipanti. Nello specifico: Semplicemente muoversi (workshop su danza e movimento scenico a cura della coreografa Anna Maria Caretta); Agire le parole (workshop suli aspetti specifici dell’arte attoriale, diretti dall'attore Michele D’Errico) e Il teatro come trasformazione sociale (a cura di Marcello Colopi).
Ai laboratori possono partecipare tutti i richiedenti, di età compresa tra i 14 e i 20 anni. Alla fine del percorso laboratoriale, saranno effettuate le selezioni per costituire la compagnia di teatro sociale e integrazione “Abusivi”. La partecipazione è gratutita. Per informazioni contattare 338/8832550 oppure mcolopi@libero.it

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)
0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)

teatro regio di capitanataDal 12 gennaio al Teatro Regio di Capitanata di Foggia in scena uno spettacolo sulla storia di Foggia, a firma di Fabrizio Errico.


Si apre con un testo tutto imperniato sulla storia della città d Foggia il 2019 della Compagnia teatrale Enarché , che sabato 12 gennaio presenterà al pubblico Nu quadre antiche. Scritto e diretto da Fabrizio Errico, lo spettacolo, che verrà rappresentato naturalmente al Teatro Regio di Capitanata – via Guglielmi, 8a (c/o Chiesa Madonna del Rosario), vedrà sul palco lo stesso Fabrizio Errico, Giovanni Mancini, Michele Norillo, Maristella Mazza, Simona Ianigro, Roberta Mancini, Consiglia Albanese, Giosi Rosiello. Lo spettacolo verrà replicato il 13-19-20-25-26 e 27 gennaio.

La trama. L’opera è la rappresentazione storiografica del capoluogo dauno attraverso il ritrovamento del Sacro Tavolo della Madonna dei 7 veli. Dal simbolico ritrovamento del quadro in un pantano a opera di due pastori fino al tragico terremoto del 1731, la pièce è un caleidoscopio di eventi esilaranti, ma al tempo stesso profondamente religiosi e significativi per il popolo foggiano. Così, dopo aver trovato la Sacra Icona nella prima scena, viene narrato poi come il duca Normanno, Roberto il Guiscardo, fa costruire, per sua munificenza, la grandiosa cattedrale. A chiudere il primo tempo saranno i Santi Patroni, Guglielmo e Pellegrino i quali, dopo mille peripezie, giungeranno a Foggia. Il secondo tempo si apre con un altro grande personaggio della storia foggiana, Federico II di Svevia, che presiede ad un bizzarro “consiglio comunale” nel quale si dovrà decidere se scoprire o meno il quadro della Madonna e renderlo noto ai cittadini. Ma, anche in questo caso, tutto andrà a finire, come sempre, con i proverbiali “tarallucci e vino”. Compare poi in scena anche la santa figura di Alfonso Maria de’ Liguori, intento a celebrare la Messa durante la quale apparirà misticamente il volto della Madonna.
Nelle ultime due scene andrà in scena un’accorata processione precede il monologo che la Madonna rivolge ai suoi figli che conduce al finale dello show in un commosso abbraccio cittadino.

Il lavoro è – racconta l’autore Fabrizio Errico - un modo di rappresentazione di teatro medievale o Mistero teatrale o, per meglio dire ancora, un Morality Play, ovvero una forma di drammatizzazione a carattere didattico e religioso che ha lo scopo di mettere in scena, con la comicità e la risata e con altre tipologie artistiche, come la danza e il canto, i tratti intimi della propria storia dimenticata o mai conosciuta, anche al fine di provocare riflessioni e cambiamenti se è possibile, stimolando e, perché no, anche provocando l’orgoglio cittadino, soprattutto quando sembra essersi sopito.
Sono temi - quelli della storia di Foggia, della Madonna dei Sette Veli e del teatro – che Fabrizio Errico approfondisce da tempo e che saranno oggetto e argomento di un romanzo che Errico pubblicherà a breve.


18a Stagione Teatrale 2018/19
Nu quadre antiche
Commedia in due tempi in dialetto foggiano di Fabrizio Errico
Regia di Fabrizio Errico
Con: Fabrizio Errico, Simona Ianigro, Maristella Mazza, Roberta Mancini, Consiglia Albanese, Giovanni Mancini, Michele Norillo.
Scenografia: Maria Grazia de Rosa; audio e luci: Andrea Longone; costumista: Angela Infante; fotografie: Alessandro Forcelli.
Sabato 12 gennaio 2019
Porta: ore 20.30; inizio spettacolo: ore 21.00
In scena: 13-19-20-25-26 e 27/1/2019
Foggia, Teatro Regio di Capitanata – via Guglielmi, 8a (c/o Chiesa Madonna del Rosario)

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)
0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)

faloIl tradizionale evento prevede l’allestimento di numerosi falò per le vie del paese e svariate degustazioni di piatti tipici del posto


A Roseto Valfortore si spengono le luci di Natale e si accendono quelle dei fuochi. Nel piccolo centro dei Monti Dauni si rinnova anche quest’anno il consueto appuntamento con “I Fòche Sant’Antone”, ovvero i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate, eremita egiziano fondatore del monachesimo cristiano, vissuto tra il III e il IV secolo, considerato e venerato come protettore degli animali domestici, dei macellai, dei salumieri, degli allevatori e dei contadini.
L’appuntamento è per la serata di sabato 19 Gennaio, dalle ore 17:30. Attrazione principale dell’evento saranno come sempre i caratteristici falò, allestiti nei quartieri principali del paese da giovani e adulti, impegnati da diverso tempo nell'accumulare legname, a dimostrazione del forte legame con questa data. Per l’intero borgo l’evento rappresenta una tradizione ormai secolare, a cui non si può fare a meno. L’accensione dei grandi falò, oggi vere sculture in legno che riproducono simboli del paese o momenti di vita quotidiana, affonda le sue radici nella religione e nel paganesimo. Non a caso “I fòche Sant’Antone” abbracciano sacro e profano. Religiosamente, questa data è legata ad antichi riti di benedizione o consacrazione inerenti al ciclo delle stagioni o al raccolto nei campi. Da tradizione popolare, invece, questo periodo è quello che apre il Carnevale, ma è anche il periodo dell’uccisione del maiale.
Oltre all’allestimento di maestosi falò in ogni quartiere, la manifestazione consiste infatti in degustazioni di gustosi piatti di carne di maiale offerti dall’accogliente gente del posto. Alle ore 20:00 di sabato infatti, sarà la volta della Sagra dei piatti tipici del borgo, dal pancotto al soffritto, da “u pan unt” a cotica e fagioli, e tanti altri prodotti. Tutto accompagnato da musica popolare, tradizione e tanta allegria. Alla fine della serata si procederà alla premiazione dei fuochi artistici valutati da una Giuria. Un evento particolare e tutto da vivere che mostra, di anno in anno, il forte legame del popolo rosetano con la propria terra.
Ospite della serata di Sabato 19 Gennaio a Roseto Valfortore sarà il noto comico foggiano SANTINO CARAVELLA, che ricoprirà il ruolo di Presidente della Giuria che premierà i diversi falò.

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)
0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)

orsaraOrsara era irpina, Montaguto foggiana: i due paesi si uniscono per promuovere Daunia e Irpinia
Primi testimonial dell’iniziativa gli attori Enzo Decaro e Massimiliano Benvenuto

ORSARA DI PUGLIA Un “Festival del Confine”, per celebrare un’amicizia che i confini li cancella: le amministrazioni comunali di Orsara di Puglia (Fg) e Montaguto (Av), hanno deciso di unire le forze per promuovere i loro due paesi, posti a cavallo del confine tra Puglia e Irpinia e distanti solo quattro chilometri l’uno dall’altro. Il “Festival del Confine” sarà presentato lunedì 17 dicembre, a Orsara, con una serata speciale che si terrà nella Sala Polivalente del Centro Anziani in via Giuseppe Di Vittorio. Ospite d’eccezione dell’evento sarà Enzo Decaro, attore, sceneggiatore e cabarettista napoletano, per molti anni amico fraterno e collega dell’indimenticato e indimenticabile Massimo Troisi. Assieme a lui, ci sarà un altro attore, Massimiliano Benvenuto, ideatore e direttore artistico del Festival del Confine. La presentazione del progetto servirà a condividere e a discutere l’idea con cittadini e associazioni di entrambi i paesi, per un coinvolgimento dal basso che diventi portatrice di partecipazione, entusiasmo e nuove idee per ampliare quella originale.
QUANDO ORSARA ERA IRPINA E MONTAGUTO PUGLIESE. La vicinanza, non solo geografica, tra Orsara e Montaguto è caratterizzata da una continuità culturale, storica e produttiva tra Puglia e Irpinia. Fino al 1884, Orsara di Puglia si chiamava ‘Orsara Dauno-Irpina” e fino al 1929 il paese era ricompreso amministrativamente nella provincia di Avellino; Montaguto, invece, fino al 1860 era parte della provincia di Foggia. Il Festival del Confine, dunque, corre e si conferma lungo l’antica Strada delle Puglie, via di scambio e comunicazione di mercanti, pellegrini, produttori e contadini. Un’iniziativa che può fare da apripista ad altri progetti che vedano insieme l’area dauno-irpina, un comprensorio ricco di eccellenze ambientali, culturali, storiche e paesaggistiche oltre che di un eccezionale paniere di tipicità enogastronomiche certificate.
IL FESTIVAL DEL CONFINE. “Il Festival si terrà a luglio e si svilupperà con iniziative che si terranno nei quattro fine-settimana del mese. Ogni weekend, sarà dedicato alla linea di confine che caratterizza un tema sociale: i confini tra abilità e disabilità; quelli tra le generazioni; le identità di genere; la giustizia e l’ingiustizia anche nelle drammatiche implicazioni delle condizioni vissute all’interno e all’esterno delle strutture carcerarie dai detenuti e dalle loro famiglie”, spiega Michela Del Priore, consigliere comunale con delega al Turismo. Per ciascuno dei fine-settimana, sono previsti laboratori enogastronomici, spettacoli, visite guidate, iniziative artistiche e la performance di un personaggio del mondo dello spettacolo. Tutto rigorosamente open-air, all’aperto, per valorizzare il patrimonio paesaggistico, ambientale, storico e architettonico dei due paesi. Un Festival del Confine per ampliare i confini, fare inclusione, allargare un orizzonte che – in questo modo – arriva ad abbracciare non solo due paesi, ma due regioni, il cuore del Mezzogiorno d’Italia, un intero Paese che, mai come di questi tempi, sembra avere bisogno di respiri più ampi, di abbracci capaci di unire le migliori risorse e la volontà di crescere insieme.

0 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Valutazione 0.00 (0 Voti)